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I CENTROCIVICISINISTRI E I BUOI

IMG_20200514_230701Com’era quel detto? A sì, “il bue che dà del cornuto all’asino”.
A leggere la reprimenda di Appello sulla fuoriuscita di due consigliere del PD per la lista “civetta” Ambientalmente dell’ass.Dossi e a causa di ciò i conseguenti pericoli di instabilità e litigiosità nel proseguo dei lavori della Giunta non può che venire in mente quel calzante detto.
Siccome è stato autorevolmente stabilito da più parti che la diaspora piddina e del centrosinistra fu colpa di congiure, complotti e trame di egocentrici leader nazionali, viene da chiedersi:
Di chi è colpa, nel maggio 2020 a Lecco, se Valsecchi ha cercato di stare con il PD a patto di fare il Sindaco e con Italia Viva che a sua volta voleva star con lui solo per fare uno sgarbo al Pd, e ora (Valsecchi) continua a stare in Giunta con PD e Ambientalmente ma alle elezioni vi si schiera contro; Dossi e Ambientalmente che stan con il PD ma nello stesso istante consigliere del PD se ne escono per andar con Ambientalmente; Italia Viva che ora non essendo in grado di far una lista sua sta, confluendovi, con Gattinoni di Fattore Lecco che a sua volta sta con PD, Ambientalmente e la Sinistra Cambia Lecco; la Sinistra cambia Lecco che sta con PD e Ambientalmente alle elezioni ma contro PD e Ambientalmente ora in consiglio comunale?
Chi congiura, complotta, trama contro la ricostruzione della grande famiglia del centrosinistra lecchese che, tutta, non vuol consegnare la Città a destre e populisti?
Chi impedisce loro di mettersi d’accordo come l’obiettivo comune vorrebbe?
L’evidenza politica e financo la logica suggeriscono una sola risposta possibile:
Loro stessi.
C’è una congiura, un complotto, una trama centrocivicosinistra contro i centrocivicisinistri.
Centrocivicisinistri sibilano a altri centrocivicisinistri che il centrocivicosinistra lecchese non deve più stare nel centrocivicosinistra.
Il mondo è bello perché è vario, e ognuno, come è ovvio, sceglie di far ciò che più gli aggrada. Ma speriamo, almeno che ci venga risparmiata, di qui in poi, la solfa dei poveri centrocivicisinistri vittime dell’altrui malvagità e imbecillità.

COVID19 NELLE CARCERI: SUPPLEMENTO DI PENA

carcereSe abbiam paura noi del Coronavirus è facile immaginare quanto debbano averlo le persone detenute nelle carceri.
Bastan pochi dati:
I posti disponibili nelle carceri italiane sono 50.931. Le persone detenute presenti, a fine febbraio 61.230.
Alcuni istituti hanno tassi di affollamento del 190%
Ogni giorno le persone detenute senton dire in tv che bisogna mantenere le distanze, salvo poi ritrovarsi in tre in celle da 12 mq.

Ci ricordiamo lo scorso anno Extrema Ratio, la simulazione di una cella vera nel cortile del Palazzo Comunale.

L’altro dato, locale. A inizio maggio nel solo carcere di Pescarenico, su 60 persone detenute, ben 21, il 40%, erano positive.
E, aspetto non secondario ma grave, è che fino a fine aprile non era stato riscontrato nessun caso. Com’è possibile che a due mesi dall’evidenza pubblica della pandemia non si sia riusciti a evitare il diffondersi, così massiccio ed esteso, del contagio nemmeno in un ambiente dove le relazioni con l’esterno sono minime e programmate?
Cosa non si è fatto? Cosa si è sottovalutato o non tenuto conto? Perché?
Inoltre, per trasparenza, i casi riscontrati son solo quelli che han presentato sintomi e, per questo, sottoposti a tampone o​ tutte le persone detenute e il personale vi è stato sottoposto ed è risultato negativo?

Paura, solitudine, sovraffollamento e rischi di contagio sia per le persone detenute che per lo staff impongono risposte urgenti ed efficaci, allo scopo di non recidere i rapporti con il mondo esterno e ridurre ulteriormente spazi di libertà

Ci indigniamo per le scarcerazioni delle 3 persone sotto regime di 41bis, peraltro regime giustamente condannato dalla Corte dei Diritti umani, e ci vien facile dimenticarci di tutta questa umanità composta da oltre 60mila persone invisibili, molte, troppe delle quali in carcere peraltro
da presunte innocenti e senza sentenze definitive e, per inefficienza e disumanità dello Stato e direzioni carcerarie, debbono subire, nei fatti, un supplemento di pena.

I consiglieri interplellino il Garante dei diritti delle persone detenute

IL SINDACO CHE PORTA LE PASTE E IL VINO

ciresaHo letto l’intervista di presentazione del candidato sindaco per il centrodestra Peppino Ciresa

Pur preferendo “a pelle” Ciresa a Gattinoni, omologo per il centrosinistra  e ricordandomi che entrambi sono espressioni di lobby; a livello comunicativo c’è un abisso che l’intervista rimarca.
Anche se è doveroso mantenere una certa idiosincrasia per le promesse elettorali che son sempre più lenza per pesci e slogan pubblicitari – e quelle di Gattinoni sono tali – l’intervista di Ciresa è davvero incolore e di poca sostanza. Progettualità zero.
Ciresa infatti, nella sostanza, si ritaglia niente più che altro un ruolo che in termini di “fare” è decisamente scarso. Dà l’impressione di essere quello che porterà le paste e il vino al tavolo per evitare che si litighi tra alleati.
Il compito di un Sindaco è quello di costruire la squadra per il 2025?
Se il centrosinistra ha voluto in maniera volgare e opportunista pubblicamente sfiduciare la sua di oggi, per poi magari, ipocritamente, metterla tutta in lista, il Centrodestra non è stato in grado, in questi 10 anni di opposizione di costruirne uno straccio di mezza.
Infatti han dovuto prendere come candidato, dopo 10 nomi scartati e auto ritiratisi, proprio Ciresa, dote: “anziano brav’uomo”
E gli altri nomi a lui attorno sono Pietro Galli di Forza Italia che non si è sentito mai seriamente in questi 10 anni di Amministrazione e politica se non per le strisce in Via Cavour, e Beppe Mambretti che come ruolo amministrativo all’apice è stato Assessore ai cimiteri.
La Lega si commenta da sé, c’è ancora Parolari e la Bettega. Fratelli di Italia è meglio stendere un doppio velo pietoso.
Ciresa è una brava persona ma davvero basta?
Nell’intervista tocca in realtà un solo tema e fa già una gaffe. Parla infatti come fulcro della sua azione del Porticciolo e fa una forte critica a Brivio, dimenticandosi che la sua Lista “Lecco merita di più” che gli tira la volata è lo stessa che proprio sul Porto ha due posizioni differenti. Il coordinatore Galli (FI) è contrario a farlo a Lecco, il coordinatore elettorale Mambretti è invece favorevole.
Se intervistassero Mauro Piazza ne uscirebbe una terza: “boh”.

ELEZIONI AL TEMPO DEL COVID: COME AL SUPERMERCATO

boccaloniÈ un dato di fatto. È partita la campagna Elettorale. Stanno lanciando le lenze dentro il lago di pesci. Nella speranza che abbocchino in tanti.

Sugli scudi il centrosinistra.
L’acqua dove calar l’amo è il tempo di Coronavirus.
Il virus è tema che sta in prima pagina? Loro si attrezzano, lo cavalcano, scendono sull’alzaia tutti vestiti da pescatori, magari qualcuno da lontano ci crede.
Non serve esserlo, basta farlo credere.
È tutta campagna elettorale, marketing ruffiano. È lenza nel lago.
Nella speranza che abbocchino in tanti.
Come sugli scaffali dei supermercati si sono ritagliati, ognuno, il loro posto. Schierati. Ad ogni scaffale il suo target, la sua fetta di cliente.
Uno scaffale per il biologico, uno per i superalcolici, uno per i surgelati.
Qui uno scaffale per la scuola, uno per l’ambiente, uno per il sociale…
Ad ognuno il suo prodotto, ad ognuno il suo cliente, la sua fetta di mercato. Si vende? Io te lo offro. Anche se non so sulla del prodotto.
Una pianificazione ruffiana studiata a tavolino.
Nella speranza che abbocchino in tanti.
A Gattinoni in questo tempo di virus è toccato le imprese. L’acqua è lì e i pesci pure. “Riaprite! Riaprite! Riaprite!”
Alla Sinistra la scuola. La scuola del futuro. Anche se quella finora è stata solo togliere soldi alle paritarie. Ed è cosa buona e giusta. Peccato che CL è il braccio operativo della lista di Gattinoni.
La lenza di oggi è un Decalogo sui social, strabico in molti punti, ma ai pescatori bastano i cerchi nell’acqua.
Chiedo. Davvero bisogna dargli il voto perché un punto della loro pesca è addirittura: È bene utilizzare questo periodo di scuole chiuse per santificare e pulire”?
Si sono riuniti in una decina per pianificare questo punto. Chissà se eran solo in due…
Oggi per la pianificazione del far credere, tocca a Ambientalmente, la Lista nata su disegno della segreteria PD.
Ha messo sullo scaffale il suo prodotto: la mobilità dopo il virus. 4 (semi) proposte che siamo tra il dire a caso e il millantato fare. Proposte trite e ritrite vendute come concrete che al primo punto ha l’auto privata come dogma. Un altro è quello di rendere noto che saranno da preferirsi gli spostamenti di vicinato e l’utilizzo dei negozi di quartiere”. E le altre due, far andare a 30 all’ora le auto e a piedi i bimbi a scuola. In questi anni non han fatto nulla, ora voglion scoperchiare il Caldone.
La pianificazione ruffiana elettorale prevede ora che tocchi al nuovo PD. Il tema probabile il sociale.
Se non cui fosse il coronavirus Gattinoni non avrebbe nulla da mettersi

600 EURO: ROBIN HOOD ALL’INCONTRARIO.

IMG_20200427_001858In Italia il coronavirus amplierà il divario tra ricchi e poveri e, nondimeno, tra onesti e disonesti.
Dove l’onestà e la disonestà non è solo o per forza questione di Legge ma di Giustizia, di egoismo e comunità.

Già, Comunità. Farne parte e far la propria parte.

I prezzi dei prodotti che aumentano, anche quelli tenuti fino all’altro ieri a magazzino.
Le mascherine e l’Amuchina come non ci fosse un domani. Lo sfruttamento dei corrieri e dei rider per il cibo a domicilio (questi se si mettessero in cooperativa potrebbero davvero vincere lo sfruttamento) e i 600 euro alle partite Iva che lo Stato ha riconosciuto per marzo.

Parliamo dei 600 euro.
Quei 600 euro, dati a quasi tutti senza limiti di reddito e patrimonio. Potevi averlo di 10.000 euro o di 1 milione.
Bastava chiederli, ti venivano dati.
Sono stati chiesti, sono stati dati.
E, si conteggia che un 30% tra chi li ha chiesti e li ha presi, era chi non era in emergenza, chi non ne aveva bisogno, chi poteva farcela e ce la fa benissimo da solo.
Chi I 600 euro li usa per le borse firmate, per le mance al ristorante, per comprarsi lo champagne non il pane.
E gli verranno dati anche ora a maggio. Forse addirittura 800 euro
Così l’ingenuità del Governo ha fatto gancio all’egoismo del singolo.
Perdendoci, lo Stato, milione più milione meno, 1 miliardo.
Non utilizzabile quindi per veri bisogni, vere necessità, vere emergenze.

Decine e decine di migliaia più che benestanti, di ricchi, di sciur direbbe Jannacci, che ne hanno approfittato.
Egoisticamente, per 600 euro. Robin Hood all’incontrario.

Non c’è nulla di illegale, è molto più semplice.
È quello spazio, grande o piccolo che sia, quel guado che sta in mezzo tra il diritto di averli e il dovere di non prenderli.
Si chiama dignità, solidarietà, meglio ancora: si chiama Comunità.
Farne parte e fare la propria parte.

Un esercito di scippatori in una miriade di scippi e il peggio è che questi squallidi profittatori in troppi son sicuramente convinti di non aver fatto altro che il proprio legittimo interesse.
Inutile spiegare a questi italiani che sono ladri.
Non capiscono il significato della parola.

L’INDECENZA LEGHISTA. Dietro i dati ci sono

FB_IMG_15634289993057960Devono essere tempi davvero tragici se un lettore, che non si firma, li trasforma in farsa per non rispondere a un ragionamento facile che avevo esposto nella mia lettera, questa

Dove evidenziavo balle e vergognosa dimenticanza dei politici leghisti nel loro tentativo goffo e farlocco di difendere l’indifendibile gestione lombarda della pandemia

Per provare a difenderli anche lui il lettore senza faccia e senza nome, porta dei dati come se fossero prove a discolpa e invece non si accorge che sono, pure quelli una delle prove che la Regione è stata negligente e non tutelante dei suoi abitanti e dei suoi malati.

Sorvolando sulla sua puerile volontà di ridurre, storie, vite, volti di malati e morti a un mero numero statistico come se lo 0,17% di malati in più o in meno fosse solo uno sbuffo di gessetti sulla lavagna e non appunto persone, cittadini, vite, gli faccio presente che il paragone su Lombardia e Emilia Romagna (che fa senza citare la seconda) dice che la differenza tra lo 0,715% di contagiati lombardi in rapporto agli abitanti e lo 0,543% dell’Emilia è ben il 30% .

Che 2 abitanti contagiati in più, ogni mille, in Lombardia non è purtroppo poca cosa.
Sempre che non consideri le persone come fossero la uova del pesce luna.

Se poi analizziamo la percentuale dei numeri dei morti, che ovviamente il lettore senza faccia e senza nome, si guarda bene dal citare possiamo vedere che in Lombardia sono ad oggi 13269 il 18% sui contagiati, in Emilia 3343, ossia il 13%.

Siccome dietro ai numeri ci sono vite, volti, nomi, storie, relazioni, sofferenze e non sbuffi di gessetti glielo ricordo.

Ma dovrebbe sapere proprio per questo che a prescindere dai numeri, che comunque gli danno torto, che l’indecenza della risposta leghista, dell’operato di questa classe politica regionale è che non ha fatto e non sta facendo i tamponi al personale sanitario, che non gli ha fornito agli adeguati dispositivi individuali di protezione, che se ne sono ammalati oltre 400, che le persone anziane si contagiano e muoiono nelle Rsa e la politica sta giocando allo scaricabarile e i politici leghisti dal segretario cittadino Parolari giù giù fino al senatore Faggi stanno per partito preso difendendo l’indifendibile.

Stanno con il loro potere e non con i loro cittadini
E questo è il dato peggiore.

a forza di essere vento