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QUALUNQUEMENTE LE DATE, IL TEATRO… E’ TUTTO UN (BRUTTO) FILM

IMG_20180620_073324 IMG_20180620_073246A  leggere l’ennesima dichiarazione dell’Assessore ai Lavori pubblici Valsecchi, sull’ennesima nuova data di riapertura del Teatro della Società, così nuovamente, qualunquemente senza alcun riscontro concreto, reale, mancando, va ricordato a chi come lui vuole nascondercelo: il bando pubblicato, l’assegnazione dei lavori, cronoprogramma, quindi farloccamente una data campata per aria, viene da chiedersi – e dovremmo chiedercelo – se in questo film comico l’assessore Valsecchi punta, nell’imminente rimpasto annunciato dal Sindaco, anche alla delega “guardate gli asini che volano”.

Perché è davvero imbarazzante e dovremmo ritenerlo anche offensivo che a ogni cambio di luna, l’assessore dichiari date diverse, nuove promesse, nuove impalpabili recite in film di quart’ordine.

Se incollassimo alla facciata del Teatro tutte le pagine dove l’assessore Valsecchi ha detto, ridetto, modificato, annunciato, promesso, comunicato, cambiato, recitato, inventato ogni volta una data sempre diversa, oggi quantomeno avremmo messo le impalcature con una scena comica.

E allora come cittadini e mi permetto, come giornalisti, non è ora di chiedersi, se dobbiamo ancora prestarci al gioco di questa sua insaziabile e infinita presa in giro da campagna elettorale?

E’ sempre lo stesso film. Ha fatto lo stesso con il Cinema Lariano: annunci, parole al vento, promesse, date e dichiarazione quando il Bando per i fondi del Ministero non c’è e non si sa nemmeno quando verrà pubblicato.

Perché davanti a cose non ancora concrete si permette di inventare? Pensa che lo spettatore del suo film mentale applauda a comando?

In questa pessima recita va espressa invece solidarietà ai suoi dirigenti che non possono nemmeno alzarsi e uscire davanti a un film così ridicolo, tirati dentro irrispettosamente in queste ricorse di date come fossero comparse, invece nella realtà sono quelli a cui tocca lavorare davvero, sapendo già che comunque l’Assessore è il tipo d’attore che si autoassolve in partenza, perché davanti al flop darà la colpa al fato, cinico e baro, al calendario maya e, ovviamente, ad altri. A loro

E’ tutto un film di pessima fantascienza. Valsecchi è come uno che fissa da solo la data di nozze perchè non ha nessuna donna che gli da retta. Onanismo puro.

Visto che i lavori pubblici sono una faccenda complicata anche per chi non cerca scuse, non sarebbe meglio per la città che Valsecchi torni a occuparsi dell’Inter?

EX LEUCI: E SE LI GIRASSIMO QUESTI CANNONI PUNTATI SUL PUBBLICO?

cannoniPrivatizzare i guadagni, socializzare le perdite”.

 

È questo che da tempo, mi pare evidente, molti soggetti politici, associativi e di ex lavoratori vogliono si porti avanti nella vicenda Leuci.

Chiedono al Comune di fare cose che con gli strumenti che ha, non può fare, e non chiedono al padrone di fare quello che può e deve fare. Pagare i debiti e salvaguardare cittadini e ambiente.

Che dell’arrogante menefreghismo del padrone della Leuci debba farsi carico il pubblico, ossia ognuno di noi tramite il Comune, l’ho sempre trovata una battaglia assurda. Un po’ da cornuti e mazziati. Insomma. Se molti e più che inspiegabilmente puntano dito ed energie verso l’amministrazione pubblica, le indirizzassero, verso l’imprenditore, facendo fronte comune, seppur autonomo, forse si potrebbero ottenere risultati a oggi faticosamente ricercati. E per nulla raggiunti.

Provo a spiegarmi. Su stampa e social, si leggano, con ripetuta cantilena, comunicati e accuse verso la parte pubblica. Evitando così di focalizzare le accuse e l’emersione delle responsabilità del privato. Che rimangono sempre solo sullo sfondo.

Si accusa di immobilismo il Comune quando, per esempio, il soggetto preposto alla verifica del deterioramento e della valutazione dello stato dell’amianto è l’Ats, la vecchia Asl. Certo è passato un anno dalla denuncia del pericolo amianto, ma il pubblico, oltre che interessare la Procura, come ha fatto, poteva fare altro?

Poteva, come ancora si chiede, fare lui i lavori di rimozione, pagandoli, trovando i soldi e togliendoli da altre voci e servizi per i cittadini e poi presentare il conto al padrone, sperando poi nel rimborso? Da anni, quello stesso padrone però non sta nemmeno pagando quanto deve di Imu. Un milione di euro. Per la bonifica dall’amianto ce ne vogliono pure di più.

È giusto che un Comune si sostituisca ad un privato facoltoso e conosciuto e paghi lui quanto invece spetta al proprietario? Chiediamocelo.

E allora, e arrivo al secondo punto, non è ora, finalmente, di rivolgere il cannone verso il vero nemico? Far fronte comune, per provare a rendergli conveniente, al padrone, fare quello che avrebbe già, da tempo, dovuto fare? O sconveniente ritardare a farlo?

Perché componenti della Cittadella della Luce, cittadini, sindacati e sì, altri padroni, non spingono innanzitutto i rappresentanti degli industriali, locali, regionali e nazionali a assumersi degli impegni, misurabili, di pressione verso un loro associato che non rispetta, ambiente, impegni, scadenze e cittadini? Anche con la minaccia di espulsione, ect.?

Perché sindacati e lavoratori del gruppo, non si fanno carico con pressioni, scioperi, lettere a clienti/fornitori di segnalare negligenze, mancanze e i rischi per la salute che il padrone sta perpetrando?

Se il libero mercato è anche reputazione, è ora che con più intensità si dica a un bacino più ampio, che il padrone di Leuci, non paga i debiti, mette a rischio cittadini e ambiente e non rispetta gli impegni.

Ognuno deve fare il suo pezzo di parte. E smettere di colpire il pubblico. Perché così sta colpendo sé stessi, noi

È un’ulteriore goccia nel mare che infetta le coscienze

IMG_20180611_191405È sempre più desolante sui temi della politica, del bene comune, leggerti Fabio.
È un limite mio ovviamente. Ma ho un’idiosincrasia verso i bulli e quindi verso chi apprezza, giustifica, legittima, e fa crescere il germe dell’uomo forte.

Che si chiami Minniti prima o Salvini adesso.
Perché di fondo è accettare, o far finta di non capire che la spina dorsale, il sottostante timone che guida questi atti di bullismo italico è, nella sostanza: andate a morire lontano, da bravi.

Il dramma di appoggiare, legittimare, dare contorni democratici a questi atti di razzismo è che è sempre una propaganda bastarda e facile che soprattutto aizza gli animi contro i più deboli, i disperati, l’altro, il diverso, contro un’invasione, che non c’è.

Il dramma e la cosa che mi delude tantissimo del post, è che è l’ennesimo esplicito stare con la destra più volgare e egoista, è un’altra goccia nel mare della società civile e comunitaria che un po’ alla volta infetta le coscienze, che scelgono a loro volta di farsi contagiare.
Il dramma etico e politico è che si dà forza a chi invece forza e arroganza gli andrebbe limitata, gli andrebbe fatto argine, come a Salvini e questo Governo dell’egoismo, dell’inganno. Quell’inganno di convincere le persone che i nostri problemi si risolvono respingendo i derelitti, gli ultimi della Terra.

Il dramma etico, politico e civile, il grande inganno é di farci credere che il problema dell’Italia siano i migranti e non la mafia, la corruzione, la descolarizzazione, la carenza di diritti, l’evasione fiscale, la ridicola redistribuzione della ricchezza, la mancanza di investimenti in innovazione e ricerca.

L’inganno é far credere che non ci sono soldi perché dobbiamo spenderli per i migranti, per accogliere i barconi.
È una propaganda bastarda. E non c’entra nemmeno un cazzo se ci son Leggi che ti obbligan ad accogliere o l’Eu nicchia
La precondizione è che se per essere maggioritaria la politica deve essere disumana, io sto con la minoranza.

Bisogna stare quantomeno da un’altra parte.

MARIANI ‘O PROFESSORE del moto perpetuo

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“..L’esperienza di Liberi e Uguali non mi vede più così entusiasta.. appesantita da errori comunicativi e politici”

Parola di Riccardo Mariani,  29/5/2018, su La Provincia di Lecco.

Sembra che ogni volta sia la prima volta. Ogni volta, dopo che si è fatto candidare alle elezioni nazionali, dopo che ha preso una manciatina di voti, dopo che non è stato eletto ma è potuto stare in vetrina,osp!! non è più così entusiasta.

Meno di 9 settimane e 1/2 fa, non 3 anni e nemmeno tre mesi, tronfio dichiarava: “un milione di persone, nel Paese, ha scelto Leu. Ora non possiamo voltare pagina e far finta che non sia successo. Dobbiamo ripartire da loro. Dobbiamo ripartire da questa esperienza che, a mio avviso, non va assolutamente archiviata” .

Ogni elezione la stessa storia, ogni volta vestito da pasdaran prende in giro una fetta di elettori, una fetta di militanti e una fetta di cittadini, agita bene il tutto, butta fumo ed poi è pronto per una nuova avventura, in un nuovo partito, sempre in vetrina, mai soldato semplice, solo generale. “Stiamo per lanciare un laboratorio politico e culturale di sinistra…” . 

Ti bocciano ogni volta, e tu ogni volta al posto che studiare di più, sgomiti e vuoi insegnare. ‘O professore.

La capacità di Mariani di buttare su altri il peso della propria incapacità,  dei propri danni, della propria arrogante incoerenza è la faccia di questa pseudo sinistra ormai diventata più un comitato di funzionari e di interessi personali che lascia sbigottiti.
La capacità ridicola di fare proclami a vanvera.
Siamo la patria dei furbi, delle pacche sulle spalle, dell’arroganza del potere, della carenza di dignità. Delle parole forbite nel vuoto spinto. Di troppi al servizio di uno…Pur di rimanere a galla.

Forse è ora di ammettere che, se ci sta bene questo, i Mariani noi ce li meritiamo. A destra come a sinistra.

Non si spiega altrimenti,  appena rischia di perdere la vetrina, saluta, fa il piangina e va a fare il capo da un’altra parte, fino alle prossime elezioni. Dove i vertici dei partiti abbandonati, altrettanto disperati come lui, lo riaccolgono, lo ricandidano, perdono e lo riperdono. Come un moto perpetuo, senza vergogna.

Questa cosa succede sempre, è successa e succederà ancora. Perché deve esserci una sorta di benevolenza per disillusione verso i ‘propri’ rappresentanti da parte degli elettori di sinistra.

Trovo alquanto diseducativo e poco lungimirante, in termini soprattutto di valori ancor prima che di voti, non vedere, minimizzare, sostenere scelte e contorsionismi che paiono davvero, il mero gioco della politica. Brutta politica, del restare a galla, dei posti al sole. Deprimente e imbarazzante.

E’ ora di ridirlo con fermezza e serietà ai professori dannosi della politica come Mariani, della loro scuola del potè più l’opportunismo della coerenzadi voi e dei vostri metodi non ne vogliamo ascoltare più.
Anche se portassero voti. Che peraltro non portano. E che non dovrebbero portare.

LO SPREAD DELLA CONVENIENZA GRILLOLEGHISTA

SE L’E’ CERCATA. QUALSIASI COSA CERCHI UNA DONNA, CERTAMENTE NON E’ UN ABUSO

violenza-25-novembre-ARCI-Se l’è cercata.

-Qualsiasi cosa cerchi una donna, certamente non è un abuso

 

Una donna uccisa ogni 60 ore dalla violenza dell’uomo. Nel 2018. 150 uccise le donne uccise lo scorso anno. Dati terribili. Forse sconosciuti.

Una donna su tre è vittima di violenza. Fisica o psicologica e non ci sono distinzioni di classe sociale, culturale e di ceto economico. Amore e possesso non sono sinonimi, sono opposti. L’amore è sentimento, attrazione, dono, il privilegio di amare, di poter donare e di ricevere. Il possesso è il potere di pretenderlo come dovuto.

 

Perché è lì la chiave del tutto. Il rispetto. Riconosce e valorizzare le diversità. Scardinare, con un percorso culturale ancor prima che legislativo, la cultura del possesso, la reputazione del maschio, la prevaricazione della libertà di scelta delle donne, l’incapacità di vedere le donne come altro da sé, persone altre che possono e hanno il diritto di dire NO.

E’ tutta una questione di prevenzione, di cultura, di società ben più che le leggi. Perché, in questo tipo di violenza, non esiste maschio che alla fine si lasci spaventare dalla durezza della pena, della condanna. E’ anche una questione di linguaggio. All’uso della violenza non c’è MAI giustificazione, neppure se si è stressati, se si hanno problemi sul lavoro, se si è rimasti senza soldi o se si è stati vittime di violenza da piccoli.

Fermare il femminicidio è un dovere e si può, affinché le donne non debbano più pagare con la propria vita o violenze e abusi, la scelta di essere sé stesse e non quella che i loro partner o la società vorrebbero che fossero. Sensibilizzare per prevenire, informare senza allarmare e prendersi cura prima di dover medicare devono essere le parole d’ordine, la strada su cui, assieme, uomini e donne, devono incamminarsi.

Perché come ricordava Karl R. Popper, “I cittadini di una società civilizzata, le persone cioè che si comportano civilmente, non sono il risultato del caso, ma sono il risultato di un processo educativo”.

E occorre agire contemporaneamente sia su un piano individuale che collettivo. La violenza non nasce forse dalla incapacità di sostenere e gestire la non linearità dell’andamento delle relazioni d’amore e sessuali e quindi il conflitto? Il femminicidio ci chiama in causa proprio perché è un percorso culturale e dobbiamo iniziare ad indignarci, a dire no, a chiedere alle persone con cui parliamo, alla stampa che riporta queste tragedie che, basta non si può più dire, ne pensare: “ un altro delitto d’amore”; “Se l’è cercata!».; Ci dispiace ma non doveva mettersi in quella situazione”; “Sono vicina alle famiglie dei figli maschi. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare”; lei era ingestibile…”

Frasi che si continuano a sentire e leggere, anche oggi, insieme alla pubblicità che tratta la donna quasi sempre come oggetto, sessuale o meno. Ed è una storia che a Lecco sappiamo bene perché già dentro le pagine del nostro Manzoni, la violenza di Don Rodrigo e della sua gang, dei suoi sodali, contro Lucia in nome del Potere, del possesso.

a forza di essere vento