GARANTE DECORO URBANO

DECOROCredo sia auspicabile che la nostra città si doti, presto, di un Regolamento per il Decoro Urbano e della figura del Garante dello stesso.

Sebbene abbiamo un Assessore con delega al decoro urbano, e sorvolando sulle bugie dette dallo stesso in campagna elettorale, dimostrandosi latente su quello etico e morale, la città, da tempo, non tutela e valorizza il decoro urbano, inteso quale complesso di beni e valori comportamentali della comunità locale riferiti sia al patrimonio pubblico, (aree pubbliche, anche verdi, edifici pubblici, monumenti e beni artistici, arredo urbano e quello posto nei parchi) sia al patrimonio privato, inteso come edifici, manufatti ed aree private.

E’ infatti  sotto gli occhi di tutti lo stato pietoso e inadeguato – nonostante il servizio web Leccoclick – dei parchi pubblici, dei marciapiedi e del manto stradale, dell’incuria del verde, delle scritte sui muri e del proliferare di manifesti appesi ovunque, dei traballanti portannunci di case a fianco le pensiline dei bus, dello stato di abbandono di certi negozi sfitti e immobili postindustriali, dell’immondizia lasciata alla vista del cittadino e del turista…per salire fino al poco decoroso gioco di vasi illuminati e portaceneri impropri fuori dai locali, panchine rovinate, strisce pedonali ormai scomparse… e interventi, benché pubblici, di una volgarità estetica che non è solo soggettiva… la Salita dei Bravi è solo uno degli esempi, ma si potrebbero citare: i lampioni da stadio, i piloni impacchettati di Villa Manzoni, la pavimentazione da cantiere navale, alcune licenze edilizie che sono sfregio al lungolago, il Palazzone exOasa, lo stato di Piazza Affari…

Tutto questo degrado deve essere affrontato sia prescrivendo divieti ed obblighi, sia incentivando forme di collaborazione e partecipazione responsabile da parte dei cittadini.
Ed essendo da monitorare e non solo supportare anche l’Amministrazione pubblica, la figura del Garante del Decoro urbano.. (esterno ai dirigenti e amministratori) credo sia una figura utile e anche preventiva.
Come se fosse una commissione comunale consultiva (che dovrebbero essere finalmente e seriamente istituite per avviare, con anni di ritardo, un reale pro¬cesso di par¬te¬ci¬pa¬zione popo¬lare, sventolato finora solo nelle campagne elettorali) autonoma.

Così non solo da suggerire e monitorare la pavimentazione di una strada, illuminare una piazza o sistemare la facciata degli edifici ma stimolare e riconoscere il giusto peso e la necessaria priorità a sensibilità che sempre più sono – o devono diventare – patrimonio di cittadini per vivere in un ambiente armonicamente accogliente, pulito, sano, bello e con un evidente rispetto delle regole del corretto vivere civile.

Erbacce, manifesti abusivi, scritte sui muri quando per nulla artistiche, parcheggi selvaggi tollerati, pavimentazioni stradali sconnesse, negozi chiusi invasi da posta e da precari fogli sulle vetrine, la n disgustosa gestione dei cartelloni pubblicitari… ect denuncia il disamore per Lecco.
Cosa osta a fermare la fiera dell’allegra mutanda e quindi redigere e far applicare un Regolamento estetico – e un garante del decoro urbano in grado di farlo rispettare – per rendere Lecco più bella? Uno che ci aiuti ad evitare le brutture legalizzate, e stimoli la sensibilità dei cittadini a rinnamorarsi di Lecco?
Non è per nulla secondario chi collabora a redigere un tale Regolamento. Io come cittadino auspico lo promuovano e stilino persone come Gianfranco Scotti.

E’ CHIEDERE COSI’ TANTO? DAVVERO?

altan-coerenza-sempre-piu-fitta-cipputi Caro Direttore,

Come ammantare di nobiltà e coraggio un comportamento che invece è, civicamente ed eticamente discutibile e che misura la coerenza non solo del politico che la compie ma anche di chi, intorno, a partire dal Sindaco, fino a stampa e cittadini, al posto di farglielo -chiaramente- notare, fan finta di nulla, si girano o, addirittura, applaudono.

Oggi si legge infatti un comunicato stampa di Appello per Lecco che, facendo finta di non sapere, invita il suo portavoce, Corrado Valsecchi, ad accettare, un eventuale, (e già qui fa un po’ sorridere) ruolo in Giunta. E lo ammanta di nobiltà, di sacrificio personale dell’Assessore in pectore. Di sacrificio economico per la sua messa in aspettativa nell’azienda che solo fra pochi mesi avrebbe lasciato per raggiunti limiti pensionistici. Di nobiltà per aver, con questa aspettativa, fugato (forse), almeno secondo lo stesso Appello per Lecco, dubbi di incompatibilità (contraddicendo peraltro una propria lettera pubblica del 16 aprile 2010, subito dopo le precedenti elezioni) con il suo ruolo che fino ad ieri era, autoproclamatosi, di manager, oggi, per mera necessità dialettale, diventato di botto di modesto dirigente d’azienda, manco commerciale. Farloccando un poco, con più imprudenza che coraggio, arrivando infatti a scrivere “…inoltre, la sua azienda da diverso tempo ha interrotto qualsiasi rapporto con il Comune di Lecco in quanto la stazione appaltante è affidata a SILEA”.

Come se nessuno di noi vede il nome dei furgoncini che raccolgono la pattumiera qui a Lecco o sa che l’Appalto dei rifiuti vede appunto Econord compartecipe con Silea, del servizio.
Ma tutto questa nobiltà, coraggio, abnegazione e servizio, non cozza tanto con il pomposo sacrificio economico di qualche mese, quasi fosse a rischio di coda alla Caritas – siamo seri – o di un potenziale o meno conflitto di interessi… – che è materia giuridicamente complessa – ma cozza ancora una volta con il comportamento civicamente ed eticamente discutibile che si evince anche solo ricordando le stesse parole pronunciate da Corrado Valsecchi, in campagna elettorale e cioè testualmente: “Se ci candidiamo e superiamo il 10% chiederò al sindaco di prendere in considerazione una candidatura a vicesindaco. Diversamente, sotto quella soglia con meno di 2.500 voti, in giunta non ci potrà essere Corrado Valsecchi”.

Bell’inizio per un Sindaco che sceglie chi non rispetta la propria parola data, per un politico che prende in giro elettori e cittadini.

Ci meritiamo rappresentanti politici ed istituzionali con un’etica civica e coerenza fin dalle piccole cose.Quelle piccole cose dove non è richiesta né nobiltà né coraggio ma solo un poco di coerenza.

E’ chiedere così tanto? Davvero?

DOPO di Licia Pinelli. LETTI PER VOI (recensioni a perdere) 19

 dopo

DOPO (di Licia Pinelli ed. Enciclopedia delle donne, 2015)

Ieri l’altro ho chiesto alla mia libraia di fiducia, Serena Casini della Libreria Volante, se riusciva a recuperami cartaceo il libro “Dopo” di Licia Pinelli, la moglie del ferroviere e partigiano anarchico Giuseppe Pinelli, morto da innocente il 15 dicembre 1969 a Milano, dopo un volo da una finestra della Questura.

Io sono un ragazzo del 1970, vissuto, per anni, in un piccolo paesino sopra “quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…” che, per età e mancati incroci, non ha conosciuto – e tantomeno vissuto – per molto tempo ne la protesta ne la resistenza, la lotta di un popolo che in quegli anni intorno al mio nascere e sgambettare ha provato a disegnare un presente e un futuro diverso da quello che era e che poi è diventato.

Mio padre, milanese, mi ha però raccontato i nodi e i fili che partivano e arrivavano a quegli stessi nodi. Delle lotte di chi voleva una società dove valeva la pena trovare un posto e di chi ha pagato prezzi non suoi, per mano di chi si sa, anche se non si hanno le prove.

E quella di Pino Pinelli, malgrado io l’abbia solo sfiorata nei racconti estemporanei di mio padre, nei primi libri, in qualche rivista che avevo la fortuna o solo l’occasione di leggere, ho sempre saputo, come un nodo che è memoria e non ostacolo, che è stata una vita da partigiano e una morte da innocente.

E in questi mesi come un fiore, una piccola pianta di “nontiscordardime” ho, come la primavera coi cigliegi, visto fiorire, da un giorno con l’altro, in formato ebook il libro di sua moglie.
Un libro che unisce i fili al di là dei nodi, come quei sassi che dentro i torrenti, i fiumi delle montagne dei miei anni da adolescente, ti pare respingano l’acqua tanto sono imponenti, maestosi, belli, in realtà non la fermano ma gli danno strada, forza, nuova via, energia.

E il libro “Dopo” offre a noi, a me, il vocabolario, l’alfabeto adatto, prezioso, per un’impagabile incontro emotivo.
La bellezza di una normalità cercata, la chiave di una serratura che non può che essere di quella chiave, di quella serratura.
Si comprende ancora che Pino Pinelli era una grande bella persona e al suo fianco c’è – c’è – una donna altrettanto bella. Licia Pinelli che non ha ancora avuto giustizia ma non hanno potuto rubarle la dignità.

E come non cercare quindi, cartaceo, una copia di questo libro necessario, da donare a Maddalena R., una ragazza altrettanto spettinata, che anche a Lei han cercato di rubare la dignità, allungando un processo per 26 anni per l’uccisione del papà, per una verità e giustizia che già si sapeva ma lo Stato non voleva cercare le prove?

(in versione ebook sui maggiori siti è disponibile, cartaceo è più complicato, comunque lo leggiate, leggetelo)

Posted by Dopo di Licia Pinelli on Martedì 23 giugno 2015

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BRIVIO HA VINTO. VIVA BRIVIO. questo NON PER CATTIVERIA, solo PER INFORMAZIONE

altanHa vinto Brivio, viva Brivio.
La posta, alta, nel piatto delle puntate la porta a casa lui anche se han giocato solo un elettore su due.
Anche se ha vinto, paradossalmente, da evidente minoranza: un solo elettore su quattro ha scelto lui. Oggi ha vinto e gli si riconoscano le feste e il chinotto, o lo spumante che sia, alzato al cielo.

Però una preghiera sincera cari giornalisti, da dopodomani che non è più campagna elettorale, fate le pulci a chi alza fumo, si contraddice, dice cose non vere, non rispetta gli impegni, non mantiene le promesse.

Io, elettore senza grandi competenze e comprensione, mi aspetterei, mi aspetto, che voi giornalisti siate più informati di me e possiate quindi controbattere con dati ed informazioni ad eventuali fesserie dette per far fumo, mi aspetto troppo?

Quando parlano di Patto di Stabilità che gli vieta di mettere a posto il Bione, le scuole non a norma, risparmiare energia, tutelare Villa Manzoni e soprattutto far risoarmiare molti, molti soldi dei cittadini, ecco – non come gli ultimi 5 anni – ditegli che non è vero…perchè è importante. Questo non per cattiveria, solo per informazione.

Può non essere importante far notare che abbiamo appena eletto un sindaco e c’è chi ha già pronta la propria candidatura alle prossime comunali. That’s Italy… come Corrado Valsecchi di Appello per Lecco, ma credo sia invece importante che se si pubblica, per fare un esempio, che lo stesso partito dice: “Se ne facciano una ragione ci saremo anche nel 2015, ma di sicuro non alleati con il consigliere Venturini”, e poi invece questa alleanza la fanno, lo si ricordi ai lettori. Questo non per cattiveria, solo per informazione.

Se per fare un esempio, ancora lo stesso partito dice che: “siamo la lista civica di cui ti puoi fidare sempre, siamo quelli del fare, il nostro Programma è lì da vedere” è opportuno fargli notare che partendo proprio da li, dal Programma, si vedono promesse e impegni non mantenuti: (quasi) la totalità del loro stesso Programma:
1)Mercato in centro, 2)PalaLecco al Bione, 3)Estensione banda larga a tutta la città; 4)Sistemi di trasporto leggeri e sostenibili via terra e via acqua tra Lecco, Mandello, Oggiono; 5)Investimenti su ampliamento del verde cittadini/orti urbani; 6)Promozione e produzione dell’energia rinnovabile; 7)Attivazione sportello anti-usura; 8)Intensificazione strutture alberghiere e esercizi pubblici; 9)Incentivazione attività sportiva in tutte le discipline, in particolare sport di montagna e lago; 10)Sostegno economia locale e certificazioni produttive marchi di tipicità; 11)Nuovo Depuratore.  Slavina di fallimenti che drovrebbero azzerare, o ridurre almeno, e di molto, la credibilità. Questo non per cattiveria, solo per informazione.

Se, per fare un esempio, una lista civica solita a pulire statue e nel frattempo non ridurre le tasse ai cittadini anche quando decisamente fattibile e percorribile, come Appello per Lecco, dice che sistemerà Villa Ponchielli, è opportuno chiedere quanti soldi servono per questa opera… e – nel caso – ricordargli che non ne avevano nemmeno la metà per comprare, come invece avevano firmato e soprattutto si erano impegnati a fare, l’Isola Viscontea di Pescarenico.  Questo non per cattiveria, solo per informazione.

E quando fra pochi giorni, il neo Sindaco bisBrivio farà i nomi degli assessori, è opportuno far notare le loro dichiarazioni preelettorali, quando il portavoce Valsecchi pomposamente rivendicava: “se prendiamo il 10% e almeno 2500 voti chiederòa Brivio di fare il Vicesindaco, altrimenti non sarò in Giunta”.

Non credete, che vadano svelati i trucchi di chi si atteggia a Potere? Di chi ci Governa così raffazzonatamente, di chi spera, si augura, evidentemente che nesssuno gli chieda conto? Questo non per cattiveria, solo per informazione. Solo.

LA CARA STATUA STOPPANI NON STA IN PIEDI

stoppani1Appello per il fumo ha da anni individuato nella modalità della spugnetta un’efficace campagna marketing – modello specchietto per gli allocchi – per nascondere la sua assoluta inconsistenza, fallimento e economicamente dannosa – per i cittadini – presenza in Consiglio Comunale.

Non avendo, pur potendo, fatto risparmiare milioni di euro di spese ai cittadini e non avendo contribuito, pur avendoglielo suggerito, a migliorare la qualità della vita dei lecchesi con opere e servizi amministrativi facilmente realizzabili…Pulire per nascondere, funziona.

In questi giorni si parla della fine dei restauri del bel Monumento sul lungolago dell’Abate Stoppani curato appunto dall’Associazione Appello per Lecco.  Allora ho guardato le carte, ho letto gli articoli di giornale e, non intendendomene di numeri e procedure – e non avendo trovato riga sulla stampa che fugasse i dubbi – sono a chiedere anche a voi

COS’E’ che non (mi) torna di questa notizia sul restauro della Statua dell’Abate Stoppani?

ABBIAMO una Determina Comunale e due articoli di gironali online. Perchè le cifre non tornano? Perchè se le cifre sono quelle dell’intervista l’iter è stato quello della Determina?

Proviamo a ricapitolare:

1) DETERMINA DIRIGENZIALE NR 117 DEL 17/02/2015 (vedi qui)

Si legge: a) e’ previsto che qualora i lavori, i servizi e le forniture acquisiti o
realizzati a cura dello sponsor siano d’importo inferiore a € 40.000,00, l’Amministrazione Comunale possa procedere mediante affidamento diretto a soggetto in possesso dei prescritti requisiti di qualificazione dei progettisti e degli esecutori del contratto;

b) Dato atto che il costo dell’intervento manutentivo è stato stimato a circa € 20.000,00 e, pertanto, conformemente all’art. 26 del D.Lgs n. 163/2006 si può procedere con procedura negoziata con unoperatore economico;

Bene. Questo dovrebbe voler dire, vuol dire, che se l’opera di manutenzione/restauro costa meno di 40.000 euro non c’è bisogno di fare una gara per il migliro offerente, ne chiamare almeno 5 operatori per invitarli a fare un’offerta ma l’opera la si può appunto affidare direttamente, ad un soggetto in possesso di requisiti specifici.

Bene. Questo dovrebbe voler dire, vuol dire, che l’opera costa, da preventivo di stima, circa 20.000 euro (circa non può quindi essere il doppio e tantomeno di più, altrimenti decade l’affidamento diretto) e che tale cifra di 20.000 euro è stata, appunto stimata, dal soggetto che poi si impegnerà a pagare il lavoro dei progettisti e degli esecutori del contratto.

Allora mi chiedo perchè questi articoli dicono altro e dicono altre cifre e a dirle è il portavoce del sodalizio che nella determina ne dice altre?

Quardo gli articoli e le affermazioni:

2) ARTICOLO SU LECCONOTIZIE.COM (29/4/2015 18:40) (vedi qui)
—(Era) 40 mila euro il costo iniziale preventivato per il restauro completo: “Dovremo spendere di più, non lo neghiamo – ha confidato Valsecchi – purtroppo gli interventi sono stati più profondi di quanto ci aspettassimo. Il costo totale dovrebbe aggirarsi intorno ai 75 mila euro: rimane forte l’invito ai cittadini a contribuire”

3) ARTICOLO SU LECCONEWS.LC (29/4/2015) (vedi qui)
L’azione dei volontari ha fatto sì che il costo complessivo dell’opera, dai circa 75000 euro preventivati, scendesse intorno ai 40000 euro. Occorre tuttavia fare ancora uno sforzo, quantificato in termini di 18000 euro, per restituire alla comunità un gioiello del proprio lungolago.

Non sono quindi cifre che fanno fatica a tornare?

Perchè c’è questa disparità di importi?

Perchè si dice che erano 75.000 (o 40.000 a seconda del giornale) i costi  dell’Opera e sulla Determnina tre volte meno, cioè 20.000?

Perchè se erano 75.000 – come dice il portavoce dell’Associzione – c’è stato l’affidamento in maniera diretta non consetito dalla normativa?

C’era urgenza di affidare i lavori per la campagna elettorale di Appello che aveva foirtemenet bisogno di nascondere i suoi falliemnti amminsitrativi?

E’ tutto legittimo e legale?

 

ELEZIONI LECCO: CERCASI PESCI, OFFRESI AMO

boccaloni

CERCASI PESCI, OFFRESI AMO

Suggerisco questo manifestone per le elezioni. A rotazione con il logo di PD, NCD, Lega.
Però prima con quello dei più marchettari, da occhiolino strizzato tanto da sembrare un abbordaggio da disco o da Viale.
Appello per Lecco è infatti qualcosa di stratosfericamente biblico.
Presenta la sua lista sulla piattaforma del lungolago e il capopescatore, Corrado Valsecchi, lancia le sue tavole della legge: “Siamo contro gli sprechi”.
Le onde sbattono rumorosamente ma se fai mente locale li vedi sì dentro al lago ma soprattutto fuori dal mondo.
Criticano, non a torto, lo spreco della vecchia Giunta Bodega per i 500 milioni di vecchie lire (250.000 euro) spesi per quell’inutile piattaforma dove tutto Appello si è fatto fotografare in posa elettorale e allora speri che qualcuno (si) faccia un poco di domande, su questi 5 anni.

In questi 5 anni cosa han fatto, di concreto, di proposte depositate in Comune non sui giornali, i Consiglieri di Appello Per Lecco? Per la Città e contro gli sprechi, intendo. Nulla.

Perchè a guardare i fatti han votato tutti gli aumenti, tutti gli sprechi e in più non sono stati in grado, in 5 anni, di utilizzare la leva prima sull’Irpef e poi su ICI/IMU per far pagare ai ricchi e agevolare chi fa più fatica. Usando, come prevede la Legge, le categorie catastali. Per esempio. Han colpito, invece, famiglie e piccoli negozi.
Potevano, fin dal primo giorno, grazie alla Legge (la 163/2006), farci risparmiare, fino al 20%, sulla Tassa Rifiuti, su una cosa cioè che costa 4 milioni di euro (annui)…son soldi.
E così anche per l’Appalto Mensa nelle scuole. Centinaia di migliaia di euro.
Potevano riscattare a gratis o quasi, come la Legge consentiva, i lampioni pubblici, han preferito pagarli (senza un’adeguata perizia tecnica) 300.000 euro.
Villa Manzoni (scusate se turisticamente è poco) crolla e non è a norma, si poteva fuori dal Patto di Stabilità, sistemarla. Ma nulla. Immobilismo.
Parlano di lotta agli sprechi e hanno speso centinaia di migliaia di euro nel bike sharing usato da meno di 5 persone al giorno, ora diventate, forse, 15.
Hanno approvato il PGT così in ritardo da rimetterci oltre un milione di euro di allentamento dello stesso Patto…
Milioni di  euro di sprechi, tutti documentabili.
Uno sperpero continuo e parlano di lotta agli sprechi.
Però funziona il “Cercasi pesci, offresi amo”.