L’ETICA POLITICA SI É ARENATA GIÀ IN PORTO?

imageMa l’etica, in politica, non va più di moda?
La discesa in campo per le prossime elezioni comunali del Presidente la Canottieri, Marco Cariboni è pure peggio della candidatura della scorsa volta di Corrado Valsecchi di Appello per Lecco.
Nel 2010 il manager dell’azienda con il più grande appalto con il Comune, quello dei rifiuti, fa una lista e si candida per governare negli anni in cui bisogna pure rinnovare l’Appalto.
Tutto legale, tutto legittimo, ma l’etica?

Oggi si apprende che è il turno di Cariboni.
Nei cassetti del Comune c’è il Progetto di un Porto per la città.
Alle Caviate o alla Malpensata, o tutte e due. È dibattito politico che si alimenta da tempo.
Promotore, interessato imprenditorialmente, di quello della Malpensata, è Marco Cariboni.
E cosa fa? Si candida per Governare negli anni in cui, con tutta probabilità, si dovrà decidere se farlo o meno.
Tutto legale, tutto legittimo, ma l’etica?

LE SECCHIATE E LA RICERCA CHE NON C’E

imageLa solidarietà a colpi di secchiate è una moneta a due facce.

Quella più visibile, forse l’unica visibile, é il gioco dei vip. Il secchio in testa. Quella più importante, che qualifica un Paese, é tenuta in ombra. La latitanza della politica. Non nelle secchiate, nella ricerca. É questo che stona.  Affidare la ricerca alla mancia dei cittadini anziché sostenerla come Stato é indecente. Così inevitabilmente questa si focalizza sulle malattie che ottengono più visibilità e perciò più fondi.  Così é un’invisibile guerra di marketing. Ogni piazza ha così un’associazione diversa che raccoglie fondi. Questo fa si che molti dei soldi raccolti vengano spesi per la pubblicità invece che dirottati sulla ricerca, come sarebbe se finanziata dal fisco anziché dal buon cuore del prossimo.

Meglio un euro in più di tasse all’anno per ogni contribuente che 100 da un unico portafogli che compensa gli altri che non versano per far progredire la ricerca.
Se si evidenziasse questa faccia, in piazza a chieder fondi o secchiate, avremmo i rappresentanti dell’esercito per i soldi agli F35, per le missioni all’estero ect. Invece oggi la speranza per una malattia é che quella malattia diventi il fenomeno dell’estate.
C’è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui la nostra società affronta le sfide della scienza medica. Il risultato: nessuno mette in discussione la cultura politica che obbliga all’elemosina.
Chi, come Renzi, é investito da una oggettiva responsabilità politica verso cittadini e ammalati in primis e nonostante ciò privilegia politiche che danno priorità a armi, sprechi e speculatori, ignorando di fatto le esigenze di malati e ricercatori non dovrebbe riscuotere applausi se si tira una secchiata. Il suo compito, concreto, é un altro.
Oggi in Italia c’é solo la beneficenza, manca la pressione politica.
Fa più audience e molti meno risultati concreti.

CAMPO O NON CAMPO, NON C’È PARTITA

imageCosa tocca fare ad un consigliere comunale per mantenere anche alle prossime elezioni la poltrona, quando il proprio partito è caduto in disgrazia? Il consigliere Venturini dell’IDV, per esempio, pare abbia scelto di mettersi al servizio di PD e Brivio, visti gli scarsissimi o nulli risultati ottenuti al servizio dei cittadini.

L’ultima dimostrazione è la vicenda del Wi-fi rotto e il silenzio del Comune che, per mesi, non ha comunicato nulla di questo a cittadini e turisti.
 A chi, come me, sottolineava la gravità del silenzio ancor più di quella del guasto, lancia in resta, il consigliere Venturini é partito alla difesa di Sindaco e servizio wi-fi.
Ha tuonato infatti: “Non è assolutamente vero che il servizio Wifi del Comune non abbia funzionato” e ancor più perentoriamente: “ Anzi funzionava bene ed assai veloce”
Ebbene vien da dire che per difendere il wifi e Brivio, il consigliere Venturini, ha maldestramente contraddetto lo stesso Brivio che, infatti, alla stampa sul guasto dichiarava: “Se la cosa non si risolve a brevissimo dovremo andare avanti con un contratto temporaneo. Non si può aspettare oltre”
Il sindaco poi insisteva: “Nel bilancio pluriennale abbiamo previsto l’estensione dei punti di allacciamento alla rete wi-fi… Ma la cosa più urgente è RIATTIVARE la piena 
funzionalità dei punti già esistenti, anche se qualcosa ancora funziona. Sono i contatti
nuovi che NON PRENDONO”, …non si può andare avanti così” .
Il sindaco poi insisteva: “Nel bilancio pluriennale abbiamo previsto l’estensione dei punti di allacciamento alla rete wi-fi… Ma la cosa più urgente è RIATTIVARE la piena 
funzionalità dei punti già esistenti, anche se qualcosa ancora funziona. Sono i contatti
nuovi che NON PRENDONO”, …non si può andare avanti così” .
 
A questo punto, pur conscio della domanda difficile, che cosa é che il consigliere Venturini non capisce delle parole “riattivare” e “non prendono“?
Pur di continuare ad avere una poltrona di Consigliere Comunale a volte si é disposti a fare figuracce, contro Venturini però, si sappia: campo o non campo non c’é partita.

WI-FI ROTTO E IL COMUNE CHE STA ZITTO

imageIn questi giorni si legge sulla stampa che il servizio wi-fi del Comune di Lecco, che permette in alcune piazze della città, seppur per un tempo contenuto, l’utilizzo di internet gratuitamente dal proprio telefono e tablet é, da mesi, fuori uso.
I mesi estivi, quando si é più in giro, quando i turisti sono maggiormente in città.
Una beffa. E una brutta figura.
Non che il servizio di wi-fi del Comune sia un servizio primario.
Abbiamo le biciclette pubbliche che serve ancora un indovino per poterle utilizzare comodamente, figuriamoci per il turista.
Abbiamo un servizio autobus che manco in Burundi, per parafrasare il signor G. di Gaber. Abbiamo strade che tra toppe raffazzonate, divieti di transito e impalcature che paion ormai istallazioni ottocentesche, sembra tutto un cantiere abbandonato.
Abbiamo le mostre a Palazzo delle Paure aperte ad agosto solo  il sabato…
Abbiamo tutta questa improvvisazione e disattenzione cosa vogliamo che sia il non funzionamento, seppure da mesi, di un collegamento internet wi-fi?
 
L’aspetto peggiore, che stranamente non é stato sottolineato, é però quello che il Comune e i suoi responsabili, non hanno sentito la necessità, il dovere, la correttezza di avvisare turisti e cittadini.
 
Dobbiamo credere al Sindaco Brivio che anche questa mancata trasparenza e comunicazione ai cittadini é colpa della burocrazia?
L’Assessore Campione alla macchinetta del caffè a margine di un consiglio comunale, un mese fa più o meno, l’aveva spudoratamente imputata al maltempo.
L’interruzione, non la burocrazia.
Per il rispetto del cittadino toccherà sperare nel bel tempo?

ARMA IL PROSSIMO TUO

imageMa si sposano tesi che rafforzano le proprie convinzioni o viceversa?

Nessun dubbio che un giornale cattolico – come lo é Resegoneonline- abbia principalmente a cuore la sorte di cristiani ovunque siano nel mondo, é legittimo, però vivaddio almeno un poco di precisione e informazione.
L’editoriale “sotto la lente”  sulle ragioni per armare i curdi contro gli estremisti islamici, contiene opinioni vendute per fatti e importanti fatti, utili alla comprensione della situazione, invece negati.
Negati non perché non conosciuti ma perché, con ogni probabilità, facevano a pugni con la tesi che si é voluto sposare e divulgare.
Un po’ come un precedente editoriale dove si sparava ai quattro venti il ritorno dell’infibulazione delle bimbe ad opera degli islamici iracheni e nemmeno mezza riga – malgrado segnalatogli con tanto di fonte – sulla bufala della stessa.

Questa mia l’ho inviata anche come lettera al Direttore de Il Resegoneonline, farà la stessa fine, però ci si prova. Servirà almeno per misurare, a me stesso, l’onestà intellettuale.

L’editoriale apre con le fortissime parole del Pontefice: “é lecito fermare l’aggressore ingiusto, sottolineo il verbo fermare, non bombardare o fare la guerra. Una sola nazione non può giudicare come si ferma l’aggressione, ma l’Onu»

Ebbene però, per giustificare la loro tesi, invece, sono a favore dell’armare una delle due parti, e sono a favore dell’attacco fatto da una nazione sola, gli Usa.

Delle due l’una, o si sta con il Papa o con il gendarme. O con Gesù o con Barabba, con entrambi non si può.

É da almeno due anni che si sono intensificate le persecuzioni verso le minoranze religiose in Iraq. Ma nessuno ascoltava il grido d’allarme.  Oggi che in Iraq yazidi e cristiani muoiono assediati dall’esercito dello Stato Islamico il mondo si è accorto di loro. Eppure ne parlava Emergency e Un Ponte per… che erano sul posto.

La guerra in Iraq rischia di provocare lo sterminio delle ultime comunità cristiane, yazide, shabak, turcomanne rimaste nel paese. Da metà giugno sono centinaia di migliaia le persone in fuga. Ma la guerra non si arresta.
Forse serve una forza Onu di interposizione piuttosto che dare armi così a capocchia.

Ed é inutile negare o far finta di non sapere che l’Iraq, come la Siria ed il Libano, rappresentava uno dei pochi mosaici di civiltà rimasti nel Vicino Oriente.
Prima dell’attacco americano del 2003 c’erano più di un milione di cristiani.
Oggi ne sono rimasti 400.000. Migliaia anche le altre minoranze che hanno subito stragi e persecuzioni negli ultimi anni. Sono figli di culture millenarie come gli Yazidi, o come i siriaci cristiani che parlano l’aramaico. Vivevano già da tempo sotto assedio e protetti dai kurdi. Ma le bombe americane che oggi vogliono (forse) cacciare gli estremisti islamici allora li ha fatti arrivare.
Oggi l’Isis li sta di nuovo perseguitando, non vi é dubbio, ma sarebbe buona informazione innanzitutto ricordare chi li ha alimentati e cosa ha detto giusto qualche settimana fa Hillary Clinton quando ha riconosciuto che “gli son sfuggiti di mano”.

Gli era già successo con Saddam Hussein in contrapposizione agli ayatollah iraniani, con i muyaddin afghani diventati poi Talebani per comodità dopo l’11settembre… Tutti amici poi diventati nemici. Tutti prima armati e poi….

E a proposito di armi noi italiani siamo tra i principali fornitori. Dobbiamo deciderci o gliele vendiamo e poi non ci scandalizziamo se le usano, o non gliele vendiamo. Non é un paradosso continuare a pensare che nell’emergenza l’unica soluzione sia armare quelli che ci sembrano i meno peggio al momento in quella regione? 

Infine senza farla lunga l’altra tesi dell’editoriale: l’occidente é buono e difensore dei deboli. Se é vero dovrebbero decidersi…perché questo occidente é lo stesso che, insieme a tutti gli altri, Usa esclusi, ha votato, da anni e più volte, risoluzioni Onu che riconoscono la Palestina e condannano le violenze di Israele, che riconoscono confini che Israele non accetta e non riconosce. Che si fa bombardiamo Israele o almeno ci fa, il Resegoneonline, un editoriale “sotto la lente”?

 

 

SEMESTRE BIANCO locale

imageCredo che serva una specie di semestre bianco per una corretta valutazione sull’operato delle amministrazioni in procinto, appunto più o meno fra 6 mesi, al rinnovo elettorale.
Vale anche per Lecco.
Tolto l’aspetto etico e giudiziario, che vale fino all’ultimo giorno, ora o secondo che sia, l’operato di una Amministrazione in carica da quasi cinque anni – e ovviamente anche delle relative opposizioni – credo debba essere valutato su quanto fatto, o non fatto, promesso o non mantenuto entro i sei mesi prima del voto.
Si sterilizzerebbero così le retoriche elettorali, le opere iniziate a ridosso della campagna elettorale per quei voti in più. Le iniziative di propaganda.
Ma soprattutto, con un semestre bianco, si avrebbe tempo per una discussione e dibattito civico reale e si vedrebbe così più chiaramente cosa è stato fatto per i cittadini.

Oggi vedremmo che l’addizionale Irpef comunale che avevano promesso di togliere è ancora lì, più cara del solito, che il nuovo canile non c’è e si è fatto un pasticcio con quello vecchio. Che la partecipazione civica tanto sbandierata è rimasta, volutamente, solo sulla carta e sul tavolo degli amici. Che si sono spesi centinaia di migliaia di euro per un pugno di biciclette e si son tagliate le corse dei bus. Che il Bione è sempre più vicino al ricordo della vecchia ruera. Che Villa Manzoni non è crollata solo per caso e non per manutenzione.
Che i servizi sociali han sempre meno soldi e le associazioni e coop amiche sempre più contributi. Che le rette degli asili restano le più care d’Italia e le scuole paritarie le più finanziate. Che il turismo è autogestito dai turisti e da qualche commerciante.

Che in maggioranza qualcuno che si spacciava per nuovo e concreto si è limitato a pulire un paio di monumenti ed a continuar a far pagare caro le tasse ai lecchesi. Il mercato è rimasto dov’era, il depuratore puzza uguale e nemmeno mezza idea di un disegno di città. Un semestre bianco aiuterebbe a ragionare su quello che potevano fare e non han fatto, su quello che le opposizioni potevano proporre -dentro e fuori il Palazzo- e non han fatto.
Un semestre bianco che evita i trucchi dell’ultimo minuto. Gli Achille Lauro del lago, isole comprese.