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PAGARE MONETA VEDERE CAMMELLO

IMG_20190704_205319I mercati han certificato ieri prima le balle del Governo e poi, conseguentemente, la scelta dello stesso di sostenere i dogmi di politiche di austerità con genuflessione al rispetto dei parametri di equilibrio finanziario, rapporti deficit/pil e pagamento su tutto degli interessi sul debito

Son quelli che dopo le elezioni:l’Europa non ci detta più le regole né come usare i nostri soldi e poi invece fan 8 mld di manovra a danno sociale, bloccando per decreto più di 1,5 mld che dovevano essere destinati a reddito e pensioni.

E poi ancora tagli di miliardi a scuole, insegnanti di sostegno, disabilità, sicurezza e contro infortuni nelle imprese. Da tempo a investimenti e politiche di sviluppo e zero riduzione tasse

Non ci sono i soldi? Sarà ma si son guardati bene dal togliere un euro agli armamenti, alla Tav, al Piano di acquisto degli F35, ad Alitalia, autoblu, banche.

Il rinnegamento, per l’ennesima volta, a politiche e promesse fatte in campagna elettorale.
​E il 2020 sarà un altro anno di decine di miliardi da trovare. E se non bastasse son stati i provvedimenti del Governo a causare ancor di più il crollo del pil, il blocco degli investimenti, la crescita di debito e deficit e aumento delle tasse.
#M5S #Balle #Promesse #LaLegaTiFrega

UNO SFORZO OLIMPICO (è il quotidiano che non interessa)

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Se ci arriveremo vivi, fra più di 6 anni avremo le Olimpiadi invernali in Italia e fulcro la Lombardia

La locomotiva d’Italia, la provincia produttiva si metterà in mostra. Specchio di questo essere leader e capitale economica si è fatto sintesi con la qualità del Progetto di candidatura e come lo si è presentato ai membri del CIO.
Abbiamo talenti e capacità internazionali.​
E’ una conferma. Lo sapevamo.

Bisogna però ricordare, in questo tempo di festa e riconoscimenti, perché è anche la tara che dimostra che non è affatto detto che ci arriveremo vivi alle Olimpiadi, la rimarcata cialtronaggine di chi oggi salta sul carro dei vincitori e invece era contrario, a partire dai partiti, Ministri, Sindache e Istituzioni.

Abbiam letto del M5S esultante che si auto-attribuisce i meriti della vittoria, sappiamo invece che era il più contrario di tutti.
Tanto che Torino se ne era tirata fuori.
Tanto che Di Maio aveva giurato zero fondi pubblici. Invece solo quelli a livello nazionale, di soldi nostri, se ne spenderanno 500 milioni.
Salvini che ora fa il parroco dispensatore di carezze, quando la prima proposta era stata di PD e Governo, aveva sputato accuse
Oggi torna buono perché la neve copre la memoria corta e con essa la vergogna.

Se ci arriveremo vivi però è ancora da dimostrare.
Siam la locomotiva economica ma abbiam strade buone per calessi, abbiam impiegato 2anni a ricostruire un cavalcavia e non l’abbiam nemmeno ancora finito. Abbiam treni e linee che han il tempo di quando si usavan sci di legno e copertoni come bob.

Stiamo pure moderatamente fiduciosi senza far finta però di non sapere​ delle​ negatività economiche possibili in capo al pubblico già evidenziate sia come ragioni del ritiro di candidature estere, sia come resoconto delle passate Olimpiadi a Torino.

Perché ovviamente ne beneficerà il turismo, sebbene il nostro territorio ha più bisogno di destagionalizzare i flussi di arrivi che inventare come riempire l’inverno, ma bisogna vedere soprattutto le ricadute reali su infrastrutture, distribuzione finale di costi e possibili utili e, non di meno, i servizi anche posteriori ai 15giorni di ‘sto ambaradan.
Perché, a stringere, son poi 15 giorni.

Se ci arriviamo vivi è desolante costatare che sembra servano sempre Grandi eventi e fatti straordinari, persino per la locomotiva d’Italia, per sperare che si mettano a posto le strade, che si rendan decenti i treni, che si controllino cavalcavia e si investa qualche soldo in Progetti sul territorio.

Uno sforzo olimpico

ANNUNCI TEATRO, COSI’ TANTO PER FAR CREDERE

teatroDopo aver letto oggi dell’ennesimo rinvio sull’apertura del nostro Teatro della Società, da parte dell’assessore Corrado Valsecchi, chiederei  al Direttore de La Provincia di Lecco, anche grazie al suo archivio, di elencare tutte le dichiarazioni, gli annunci, le promesse cambiate, rinviate, modificate delle date di inizio, conclusione e riapertura del Teatro che in questi due anni ogni volta l’assessore Valsecchi ha detto e poi bellamente disatteso?

Quello che sconforta è che ha annunciato date e poi altre date ancora sapendo che erano a caso. Nessuna poggiata, infatti, sulle fondamenta di un cronoprogramma, di una benché minima idea di programmazione e iter amministrativo operativo. Erano annunci tronfi di arroganza.  Oggi, in aggiunta, come i capitani per nulla coraggiosi e anzi un po’ ridicoli, dà pure la colpa ai suoi dirigenti, una statura di leader che ne denota limiti e incapacità.

La colpa è sempre degli altri.
Valsecchi, mancando di rispetto a giornalisti e cittadini, ha sempre  riempito pagine di giornali con interviste promettendo, vantandosi e millantando, per evidente incapacità di competenza e misura, recidivamente già prima sulla riapertura dei Cinema, del Multisala e prima ancora sull’acquisto dell’Isola Viscontea, e ancora, più recentemente, sull’alta scuola di Cucina a Villa Ponchielli, e se non bastasse sul nuovo lungolago, e poi ancora sul recupero come cosa fatta dell’ex Cinema Lariano, e di nuovo sui Comballi del Lago come attrazione turistica, sul parco Belgiojoso, e ancora su Piazza Affari da utilizzare per Spettacoli e Opere, e sprezzante del ridicolo sulla pulizia delle statue che ha portato, secondo lui, il 14% in più di turisti a Lecco per vederne i lavori, e appunto di nuovo in una slavina di continui annunci date cambiate, promesse, il giurare che il Teatro della Società l’avrebbe aperto ben prima della fine del mandato.

Ogni volta un annuncio senza avere nulla in mano, tantomeno un cronoprogramma. Così, tanto per far credere.

Insomma, insieme alle bugie, all’arroganza, alla presa in giro dei cittadini, a mero scopo di autoincensamento, nuovamente si evidenzia un’incapacità di rispettare la parola, di avere idea di come funziona la macchina amministrativa.

Oggi, palesemente, l’assessore Valsecchi dimostra soprattutto e ancor più gravemente, di non essere all’altezza, di non essere capace.

E tutto questo più che una dramma teatrale è una farsa nei confronti della città.

UN GAZEBO ELETTORALE

altan-sotto-controlloCi vuole assolutamente un bel dibattito sugli aperitivi che si vedono per la maggiore sui tavolini del centro. È indecente martini e succo di pomodoro.

Credo che il Comune debba metterci una discreta tassa, nulla può essere meno tollerato che l’estetica dei gusti per una vera Comunità. Altro che quello delle linee di un dehor.

E poi una penalizzazione per i baci leggeri, quelli sulla guancia, dati in piazza, quei baci che son contro l’estetica del temperamento che deve avere una forte Comunità. Altro che quello delle linee di un dehor.

Bisogna elevare queste tasse prima che qualcuno in città e su fb si stanchi di discutere del dehor in piazza e si metta a vedere quanto bello c’è e quanto si può sostenere questo bello, per ampliarlo. Senza tralasciare l’utile e come risolvere i problemi veri. Che è ancora più bello.

Oggi con un solo gazebo sembra invece tracciato il percorso da qui al 2020. Prepariamoci a vedere molte zoomate su inutili dettagli e a non saper niente o quasi sull’insieme.

Ma a differenza di Zamperini, che quando bercia è perfettamente nei suoi panni, leggere di altri politici che oggi fanno i paladini del bello, del gusto, della difesa di Lecco e del suo centro, mi fa lo stesso effetto di Gigi D’Alessio quando ultimato il periodo napoletano, ci prova con la musica spagnola: anche se ha successo, si capisce subito che non c’entra un tubo.

Forse è arrivato il momento di smettere di spiegare/motivare tutto e ammettere che, a volte, si tratta davvero di stronzate. Come il discutere su un dehor fuori da un ristorante
#sononatoqui #igrossiproblemi #iltuovotovalepiudiungazebo

IL VUOTO POTERE DELLA FAGGI SBATTUTO SULLA STRADA

FaggiAntonellaAvere potere e non sapere come usarlo. O, più probabile, pensar di aver potere e non averlo.

Si può sintetizzare così la ben pessima figura della senatrice Antonella Faggi dopo la sonora bocciatura del suo emendamento che prevedeva l’istituzione di un Commissario straordinario per le nostre strade SS36 e Lecco-Bergamo. Ovvero un’accelerazione alla risoluzione dei maggiori mali che affliggono parte della nostra viabilità locale.

La Faggi, dall’alto del suo seggio leghista, per conto del Governo, era addirittura la Relatrice della Legge“Sblocca-cantieri” quel misto di provvedimenti che stanno tra il non sappiamo cosa inventarci per questa emorragia economica che noi stessi stiamo causando al Paese e, per stare alle parole del Presidente dell’ANaC, Raffaele Cantone, “rischia di far aumentare gli episodi di corruzione negli appalti.”

La politica ragioniera ha dato lo sfratto alla politica delle chiacchiere, e negli stessi luoghi dove un tempo si creavano sinergie con l’opposizione per tutelare e beneficiare il territorio, oggi la nuova classe dirigente del Paese che già era stata allontanata giustamente anzitempo dalla Città non riesce nemmeno a crear sinergie con sé stessa. 

L’emendamento, come dice la stessa senatrice, proverà a ripresentarlo in un altro plico di norme, articoli. Siamo al punto di augurarci che questa volta non venga visto. 

Siamo nelle mani delle botte di culo perché le valutazioni di merito per questo Governo son troppo faticose: Studiarlo?No. Avere il polso della gravità della viabilità e dell’importanza da prima strada economica del Paese?No. Dei cavalcavia che si chiudono, che crollano, e quelli che tirati su nella Brianza locomotiva d’Italia coi tempi da calende greche?No. Troppa fatica 

La Faggi che ai comizi urla “prima il nord” alla prova dei fatti non è riuscita a concretizzare nemmeno il più piccolo “prima Lecco”. Ed era la Relatrice pensa se fosse stata solo un’anonima tra le tante

Eviti quindi, insieme al Governo, di far trionfali annunci preventivi, di ringraziare a caso Salvini che è un altro artefice della bocciatura. 

Far bella figura a poco prezzo è uno dei segreti del vero bon ton.

LA FINZIONE DELLA REALTA’

laltra-via1La Lega ha perso pur vincendo. Il M5S ha perso, perdendo. E il Pd ha vinto non vincendo. Un risultato che peggiorerà le cose per noi.

Perché la Lega avrà necessità di concretizzare rivendicazioni economiche e propaganda, e l’Europa, che è rimasta Europeista, continuerà invece a chieder regole, serietà, cooperazione e rispetto dell’equilibrio economico. A pagare saremo noi: Sia se si attuerà la propaganda della Lega sia, all’opposto, se si dovrà ri-rispettare l’equilibrio dei conti, perché quelli italiani sono già stati malamente sballati da questo Governo.

Quanto resterà in acqua l’amo leghista della sicurezza e dell’emergenza migranti a cui dar la colpa dei mali italiani, non si sa. Purtroppo.

La Lega, grazie soprattutto al M5S che l’ha legittimata e condiviso ruoli e potere, dà risposte a problemi che non ci sono.  Troppi italiani così chiedono soluzioni reali a problemi inventati, alimentati, pompati

Un’Italia alimentata da problemi finti perché al Governo non sono in grado di risolvere quelli veri.

Il problema è questo qui.

Per un’infinità enorme e imbarazzante di elettori esiste un’Italia che in realtà semplicemente non esiste. Ma che fa comodo. E intanto i problemi veri, concreti, quelli che sarebbe meglio affrontare con serietà e urgenza, con consapevolezza e competenza, restano lì a incancrenirsi e a peggiorare: Sostenibilità ambientale, lavoro, ricchezza ridistribuita, evasione, economia, famiglia, innovazione… In due parole: qualità della vita e fiducia nel futuro. E questo perché oltre il 40% dei votanti, ha messo una croce su partiti di Governo e affini troppo occupati a parlare di emergenze percepite a discapito del vero.

Non ci resta che continuare a fare quello che han iniziato a fare una parte del pd, verdi, sinistra e una quantità e qualità enorme di giovani. Restare dentro realtà e contraddizioni. Non perdere fiducia e provare a cambiare con proposte alternative per farle diventare più realtà per tutti.

Non accontentiamoci di chi ci vuole quello che non siamo

 

a forza di essere vento