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I RIFLESSI DELLA CRISI DEVONO TROVARCI PRONTI

lavoro covid crisiLa situazione attuale aggrava il disagio di quanti già vivevano in stato di povertà e induce in stato di bisogno chi poteva contare su adeguate garanzie di sostentamento.
1) In questo quadro ci son già strumenti di intervento istituzionali e, da tempo, è attivo il Fondo Famiglia della Chiesa da sostenere perché con efficacia e rapidità arriva diretto ai bisogni con un costante monitoraggio della situazione.
Ora più che mai servono contributi diretti.
Serve ampliare ulteriormente la gamma di servizi sociali, mantenendo invariate le tariffe e le aliquote, prevedendo nei mesi ulteriori agevolazioni e riduzioni per più ampi soggetti.
2) Mensa, comodato d’uso libri, trasporti studenti /anziani,al sostegno attività sportive ed extracurriculari, da subito.
3) Idem sono urgenti ulteriori risorse su buoni spesa a platee più ampie e incentivi alla calmierazione degli affitti, anche attraverso Enti e Fondazioni che, ove serve, li garantiscano.
4) Attivare una procedura straordinaria a favore delle persone disoccupate per ricalcolare in corso d’anno gli indicatori Isee sulla cui base vengon definite le agevolazioni tariffarie del Comune è  doveroso.
5) Così come l’applicazione del criterio di assegnazione di priorità a coop. reti solidali tra disoccupati ed ex lavoratori, che favoriscono il reinserimento occupazionale di soggetti in difficoltà per il conferimento di incarichi che non comportino l’esperimento di gare d’appalto, tipo Cesea di Tore Rossi, è da sostenere.
6) Idem pensare all’esenzione dal pagamento della Tari in base all’Isee, puntuale, nonché una dilazione all’anno prossimo per i vari tributi locali, nonché delle bollette delle Partecipate Comune per l’erogazione di Gas/Acqua/Luce ect.
7) La strada per alleviare le difficoltà può essere accordi con Banche, Fondazioni, Fondi garanzia, per la concessione di finanziamenti agevolati a favore di neo imprenditori, commercianti, famiglie, con quota interessi iniziale a carico del Comune.
8) Sperimentare forme di microcredito per il sostegno ai consumi delle famiglie è auspicabile. È indubbio che se 15 famiglie si uniscono possano sostenerne 1 in difficoltà.
9) Un fondo di mutuo soccorso per supportare la ripresa delle piccole attività commerciali con una quota del Comune e una dell’Associazione di categoria sia diretta all’esercizio sia per la programmazione di iniziative di interesse pubblico che stimolino la ripresa è ipotesi da vitalizzare.
10) Un sostegno a/con realtà solidali di consegne a domicilio tra negozi di quartiere e per dirottare sul “delivery” le attività di bar e ristorazione è un’altra strada. Nonché finanziare il passaggio all’online per le vendite dei commercianti e la digitalizzazione dei loro processi.
Queste sono solo alcune fattibili azioni, tra le possibilità di sostegno dentro le difficoltà attuali

UNO SPORTELLO “ECOIDEA” PER I CITTADINI

sportello_ecoideaLa crisi economica, finanziaria, sanitaria e sociale che stiamo vivendo anche sul nostro territorio in questi tempi (e i prossimi) può e deve essere affrontata con diversi punti di vista, da diverse strade, con il comune obiettivo di alleviare e ove possibile risolvere efficacemente situazioni di difficoltà e precarietà. Precarietà di individui, famiglie, imprese.

E’ proprio per queste ragioni che può essere utile che il Comune (e meglio ancora se sostenuto in provincia) si adoperi per la creazione al suo interno di uno Sportello Unico “EcoIdea” che vada in questa direzione, che batta queste strade.

L’obiettivo dello Sportello deve essere infatti quello di divenire un punto di riferimento per cittadini, famiglie e consumatori, capace di fornire supporto nell’attuazione di buone pratiche ambientali che caratterizzano la vita quotidiana e nella scelta delle tecnologie e dei prodotti che consentono il risparmio delle risorse, dell’energia, a supporto  su bandi, incentivi esistenti e come beneficiarne e lo stesso per la ricerca di fornitori, professionisti convenzionati per giungere poi a ai temi finanziari, produttivi, dell’alimentazione… ect.

Facilitare il reperimento di strumenti conoscitivi comporta, nei fatti, un miglioramento del benessere individuale e collettivo. Gli Enti possono, sempre più,  diventare motori, sostegno e accompagnamento per questo miglioramento e scelte responsabili.

 Lo Sportello “Ecoidea”  permette la più facile e rapida individuazione del soggetto preposto alle risposte e le risposte stesse, coordinando, attingendo da/con le associazioni di categoria,  Poli,  altri Enti,  professionisti locali,  tutti soggetti ricchi di competenze da mettere in rete promuovendole al servizio della Comunità.

Uno sportello (fisico/virtuale) capace quindi di fornire supporto, banche dati e albi di professionisti e artigiani qualificati convenzionati e il reperimento di informazioni e aggiornamenti per consigli e “disbrigo” delle “buone pratiche” ,  altrimenti più difficilmente assolvibili e con non secondari esborsi economici, può essere, per questo, importante, utile e necessario.

EVITARE, RIDURRE, MITIGARE, COMPENSARE

compensazione ecologicaIl suolo è una risorsa, limitata – come l’acqua e l’aria – e non rinnovabile. Un bene comune dunque, da tutelare e preservare.

Il suolo ha un valore ambientale, sociale, culturale ed economico, fondamentale per tutta la collettività. Un valore che viene quotidianamente eroso dall’inarrestabile attività edificatoria e dalla dissennata cementificazione dei nostri territori.

Ci stanno togliendo il terreno da sotto i piedi La Lombardia è una delle Rregioni più urbanizzate e cementificate d’Europa. Negli ultimi anni il suolo è stato consumato al ritmo di 140.000 m2 (l’equivalente di circa 20 campi di calcio) al giorno, per un totale di quasi 5.000 ettari l’anno coperti da cemento e asfalto, distrutti dall’edilizia residenziale e commerciale… terra che non tornerà più, poiché è quasi impossibile che un terreno edificato possa tornare fertile.

Il principio deve essere: Evitare, ridurre, mitigare, compensare

Ognuno di noi ha bisogno di un po’ di suolo. Il suolo su cui si produce la nostra dose giornaliera di alimenti, il suolo che è parte del nostro paesaggio. Ma anche il suolo distrutto per costruirci la nostra casa, o la strada che ci permette di muoverci.

Da sempre l’essere umano ha consumato un po’ di suolo ma da alcuni anni la situazione è cambiata: il consumo di suolo cresce molto più del fabbisogno abitativo. Anzi, si costruisce moltissimo senza nemmeno porsi il problema di dare una casa a chi ne ha bisogno. Il consumo di suolo negli ultimi decenni ha significato:– speculazione edilizia a vantaggio di pochi operatori immobiliari– uno stato di ‘dipendenza’ per i comuni, che hanno lottizzato per ottenere entrate economiche tramite gli oneri di urbanizzazione compensazione ecologica bis

Si deve raggiungere quindi l’obiettivo, da subito, di rendere obbligatorio, dovunque possibile, il riuso delle aree dismesse o sottoutilizzate che devon anche essere individuate con la mappatura comunale, per far fronte ad ogni nuovo bisogno insediativo. – Meglio ancora sarebbe imparare a recuperarl aree attraverso boschi urbani, restituirle ai vuoti ma di fruizione ecologici e a verde-   Solo quando si dimostra inevitabile usare suolo libero, viene imposto l’obbligo di compensare la perdita di valore ambientale, ‘costruendo natura’ su una superficie doppia a quella consumata, rendendola fruibile alla comunità locale. E deve essere realizzata prima di ottenere il permesso di costruire e prevedere il vincolo a finalità di uso pubblico di carattere ecologico-ambientale sulla corrispondente porzione di territorio comunale.

La compensazione ecologica preventiva si va ad aggiungere agli altri oneri già previsti dalle normative vigenti, allo scopo di scoraggiare il consumo di suolo libero. La compensazione non avrà ripercussioni negative sulle entrate dei Comuni perché non sostituisce gli oneri di urbanizzazione, ma anzi si aggiunge ad essi. La Crescita zero del cemento è un atto d’amore per la città. Il principio deve essere: Evitare, ridurre, mitigare, compensare

Lo stop alla predazione del Territorio vuole essere quel tale che arriva e dice: “Scusi, può evitare. Mi dà fastidio…” Il Principio di compensazione ecologica del territorio è appunto questo signore. Siamo ognuno di noi.

NEGOZI DI QUARTIERE E CENTRALE ACQUISTI

IMG_20200719_233508E’ evidente la crisi dei piccoli negozi “di prossimità” che da tempo, pre e post Covid, li sta colpendo.
Questo merita oltre a una denuncia anche delle possibili soluzioni. In capo (anche) al Comune.
– Quelle indirette possono essere di lasciar più soldi in tasca ai cittadini permettendo, si spera, di alimentare la spesa locale.
Lecco può ridurre le tariffe. LRH, Silea, Acel fan utili enormi sulle bollette, paghiamo più del dovuto il servizio; fino a determinati redditi si può valutare davvero di riconsiderarle.
– Quelle più dirette sostenerli potenziando e alimentando la Card WOW” dei commercianti per acquisti in questi negozi.
– Una riduzione e posticipazione ulteriore delle tasse locali a fronte di accordi pubblici
– Agevolare un tavolo per nascita, sviluppo e ampliamento di centrali d’acquisto tra soggetti di pari categoria.
– Un’altra opportunità è una campagna per spostare le spese dai supermercati ai piccoli negozi che, inoltre devono veder bocciate eventuali richieste di insediamenti/ampliamenti.
-Per questo una possibilità è quella di valutare insieme a cittadini e commercianti, di istituire Gruppi negozi per acquisto solidale – i GANS – una rete alternativa alla Gdo
Una rete di negozi di quartiere per un supermercato diffuso.
Queste realtà di acquisto collettivo, andrebbero a rispondere non solo a problemi locali e svolgere un servizio sociale che dovrebbe essere incoraggiato dalle amministrazioni comunali.
La spesa fatta a rotazione in più negozi di vicinato affiancato a supporto un servizio cooperativo di consegna a casa e poi un portale per la spesa online.
– Una rete di negozi che attraverso la centrale acquisti possa servire, in parte, anche mensa e Enti
Questo permetterà di salvare e rivitalizzare la comunità, la socialità, l’economia del territorio. Il resto si creerà con il tempo, quel tempo che oggi, con l’ultima saracinesca abbassata ci vogliono togliere.
– Il Comune di suo, può anche sostenere, fare accordi, dando garanzie, per agevolare la nascita di luoghi di distribuzione della spesa dove non ci sono più i piccoli negozi di prossimità.
– Creando anche bandi a sostegno per la riapertura dei negozi di piccole dimensione.
Credo che un lavoro di squadra possa condurre sulla strada più giusta che è quella di dire cosa l’amministrazione può fare per il commercio piuttosto che dire ad un commerciante come deve fare meglio il suo lavoro

600 EURO: ROBIN HOOD ALL’INCONTRARIO.

IMG_20200427_001858In Italia il coronavirus amplierà il divario tra ricchi e poveri e, nondimeno, tra onesti e disonesti.
Dove l’onestà e la disonestà non è solo o per forza questione di Legge ma di Giustizia, di egoismo e comunità.

Già, Comunità. Farne parte e far la propria parte.

I prezzi dei prodotti che aumentano, anche quelli tenuti fino all’altro ieri a magazzino.
Le mascherine e l’Amuchina come non ci fosse un domani. Lo sfruttamento dei corrieri e dei rider per il cibo a domicilio (questi se si mettessero in cooperativa potrebbero davvero vincere lo sfruttamento) e i 600 euro alle partite Iva che lo Stato ha riconosciuto per marzo.

Parliamo dei 600 euro.
Quei 600 euro, dati a quasi tutti senza limiti di reddito e patrimonio. Potevi averlo di 10.000 euro o di 1 milione.
Bastava chiederli, ti venivano dati.
Sono stati chiesti, sono stati dati.
E, si conteggia che un 30% tra chi li ha chiesti e li ha presi, era chi non era in emergenza, chi non ne aveva bisogno, chi poteva farcela e ce la fa benissimo da solo.
Chi I 600 euro li usa per le borse firmate, per le mance al ristorante, per comprarsi lo champagne non il pane.
E gli verranno dati anche ora a maggio. Forse addirittura 800 euro
Così l’ingenuità del Governo ha fatto gancio all’egoismo del singolo.
Perdendoci, lo Stato, milione più milione meno, 1 miliardo.
Non utilizzabile quindi per veri bisogni, vere necessità, vere emergenze.

Decine e decine di migliaia più che benestanti, di ricchi, di sciur direbbe Jannacci, che ne hanno approfittato.
Egoisticamente, per 600 euro. Robin Hood all’incontrario.

Non c’è nulla di illegale, è molto più semplice.
È quello spazio, grande o piccolo che sia, quel guado che sta in mezzo tra il diritto di averli e il dovere di non prenderli.
Si chiama dignità, solidarietà, meglio ancora: si chiama Comunità.
Farne parte e fare la propria parte.

Un esercito di scippatori in una miriade di scippi e il peggio è che questi squallidi profittatori in troppi son sicuramente convinti di non aver fatto altro che il proprio legittimo interesse.
Inutile spiegare a questi italiani che sono ladri.
Non capiscono il significato della parola.

Trenord e politica: Se fai la maionese con le uova marce non è che poi diventi Canavacciulo.

images2Oggi l’unica cosa che circola in stazione non sono i treni ma la notizia che Regione Lombardia, così tra la il senza vergogna e la molta fretta, ha deciso durante le vacanze natalizie, di rinnovare, il contratto di servizio per altri 9 anni, a Trenord.

Così senza gara, senza provare nemmeno a fare un Bando pubblico per poter vedere se ci fossero offerte per servizi migliori.
L’eccellenza lombarda non ne ha bisogno. Sa.
Fa da sé. Guarda al futuro senza bisogno di vedere che il passato e il presente del trasporto pubblico è stato ed è uno schifo. Con e senza scioperi.
E se fai la maionese con le uova marce non è che poi diventi Canavacciulo.
Ce le ricordiamo le dichiarazioni corsare e militanti dei consiglieri regionali lecchesi di Forza Italia, Mauro Piazza e del leghista Antonello Formenti che avrebbero fatto da baluardo per noi pendolari,  che avrebbero sbattuto i pugni sul tavolo con Trenitalia, che si sarebbero messi di traverso ad accordi che non fossero al servizio dei pendolari, che non avrebbero firmato nulla se non prima illustrato, discusso, condiviso anche con gli utenti perché sono quelli che poi li devono usare i servizi di Trenord?
No? Non fa differenza, tanto dette o meno, come si vede, nulla cambia.
Sempre parole al vento.
Fan sempre solo finta, da anni – Trenord, ma non solo, è lì a dimostrarlo – forse concentrati per le Olimpiadi del 2026, certamente  smemorati sul quotidiano.
Politici che fan credere che alcune bizzarrie della vita di noi pendolari dipendano dai cicli climatici ricorrenti e non, invece, dalle loro menefreghiste scelte.
La inequivocabile certezza è invece che l’esposizione di noi viaggiatori alle intemperie e alle brutalità di questa incapace classe politica regionale è fortissima, proprio a causa di quei dirigenti e politici come Piazza e Formenti che si riempiono sempre più spesso la bocca di eccellenza, di essere dalla parte dei cittadini e poi, però, noi, come conseguenza ci troviam servizi come quelli di Trenord.
E questi prendono pure un sacco di voti.
Un treno che all’incontrario va.