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PARCHEGGI, GOETHE E VALSECCHI

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Quando leggo le dichiarazioni dell’assessore Valsecchi, mi viene spesso in mente Goethe.

L’illustre tedesco ebbe a dire:“L’uomo si trova nel bel mezzo degli effetti e non può astenersi dal ricercarne le cause. Da quell’essere comodo che è, si appiglia alla prima che trova come alla migliore e così si tranquillizza”.

Valsecchi ha sempre una scusa. Non quella buona, ma la prima che trova. Oggi per tranquillizzarsi e tranquilizzarci parla dei ritardi sulla ripromessa riapertura del parcheggio di via Sassi, a causa della fornitura di materiali diversi dopo la “battaglia cittadina dell’Olmo”.

È successo così altre cento volte per i ritardi, per dichiarazioni affrettate, per date date a caso.

Possiamo ricordare quelle dell’imminente apertura del multisala a Lecco, della nuova Piazza degli Affari come polo per attività attrattive, ludiche e di spettacoli, delle continue diverse date di inizio lavori e riapertura del Teatro della Società, della apertura del parcheggio la Ventina o di quello in ritardo, di via Parini, delle date più volte slittate per la riapertura del parco del Belgiojoso, per non parlare del Cinema Lariano e di Villa Ponchielli.

Annunci e retromarce. A volte nemmeno quelle. Certamente sempre poco rispetto per i cittadini, riempiti di dichiarazioni farlocche, che sfiduciano.

Oggi per il “parcheggio dell’Olmo” è lo stesso. Il ritardo nel termine oggi annunciato dall’assessore per “speriamo il 20-30 ottobre” a suo dire per colpa del cambio del progetto dovuto appunto alla battaglia per salvare l’Olmo, da parte dei “ragazzi di Buizza” pare davvero una scusa, la prima maldestra venutagli in mente.

Questo perché l’8 agosto, a lavori già iniziati due giorni prima, con il programma già modificato, disse testuali parole : L’obiettivo è riconsegnare l’area sosta di via Sassi alla città per la prima decade di settembre, in questo modo pendolari e studenti che riprenderanno a frequentare la città e soprattutto la zona della stazione avranno a disposizione lo spazio”.

Nessun minimo accenno alla problematica di forniture, di tempi allungati per il cambio del Progetto. Ad essere cattivi comunque gli si potrebbe ricordare che comunque, ha sbagliato di nuovo, oggi dicendo che questo cambio “ci è costato un mesetto buono di ritardo sui lavori” avrebbe dovuto portare il termine dei lavori entro la prima decade di ottobre, non il 20- 30 ottobre, come si augura e non è nemmeno certo. Perché così siam più vicini ai due mesi che uno, di ritardo.

Forse è davvero il caso di parcheggiare l’assessore, più che le auto

SUL TEATRO DELLA SOCIETA’ L’ABC DA PRIMA ELEMENTARE SPACCIATA PER CAPOLAVORO

valsecchi capolavoro teatroOgni impresario mette in scena il suo spettacolo.

E così anche la stessa Opera può avere una chiave di lettura drammatica o comica. Il valore è dato dalla recitazione degli attori.

Per quanto riguarda il nostro Teatro della Società, chiuso da oltre un anno, il registro è passato più volte dal dramma alla commedia, per virare al comico per toccare, poi, gli abissi della farsa.

Oggi non so bene dove sia, ma certamente più che una recitazione siamo alla recita.

L’Assessore ai Lavori Pubblici, Corrado Valsecchi, a sipario chiuso prova la recita dell’impresario avveduto vendendo per capolavoro, per tesi di laurea, l’ABC della prima elementare.

Oggi, infatti, sul Giornale di Lecco, parla di aver fatto risparmiare due o tre milioni di euro sul restauro perché non si è affrettato e “grazie al lavoro di verifica e confronto con tutti gli Enti e le Autorità preposte che abbiamo eseguito e che ci ha permesso di stralciare interventi non indispensabili per la riapertura della struttura”

Se non ci facciam distrarre dal colore del sipario e dai colpi di tosse possiamo vedere facilmente, noi cittadini qui in platea, la cattiva recita e pure la precaria messa in scena.

L’impresario Valsecchi infatti non ci ha fatto risparmiare due o tre milioni, ma ce ne stava facendo spendere, inutilmente, – per lavori non indispensabili – due o tre in più.

Perché quello che lui adesso vuol venderci, convinto della sua recitazione da oscar, è una maldestra recita da scolaretto.

Quel confronto, quelle verifiche (con Pompieri, tecnici, Sovraintendeza, ect.) sono l’obbligo etico e ordinario di un qualsiasi lavoro di restauro, soprattutto quando si usano, per pagarlo, soldi degli altri.

Cosa voleva spaccare su tutto? Raderlo al suolo di nascosto?

E’ come se acquistando una macchina usata non si controlla prima se c’è il volante, le ruote e il motore.

Vuol dirci l’assessore Valsecchi che, con i soldi dei cittadini, voleva spendere 4 milioni per acquistare un auto vista in una telefonata?

A che livelli di sufficienza siamo arrivati nella gestione del Bene Comune?  

A che livello di presa in giro dei cittadini vuole spingersi l’arroganza dell’Assessore Valsecchi?    

Già sulle date a caso era davvero un artista insuperabile.

Basta ricordare oltre quelle di riapertura del Teatro della Società, il nuovo Multisala o del Cinema Lariano, il Parco di Palazzo Belgiojoso e poi di Villa Ponchielli, prima una, poi un’altra, ogni mese dette, ridette, modificate, annunciate, promesse, comunicate, cambiate, recitate, inventate, ogni volta una data sempre diversa che se le avesse scritte per terra con la pittura bianca e colorata avremmo un nuovo Kandinskij.

Questo mese è il turno dell’autoelogio. Del tutto fuori posto e gratuito.

 

Prima di morire, (o fino a quando casualmente riaprirà), sogno di passare almeno un mese, uno solo, nel quale non debba leggere l’ennesima dichiarazione mal recitata dell’Assessore ai Lavori pubblici sul Teatro della Società e tutto il resto.

POTE’ PIU’ VALSECCHI CHE IL VANDALISMO

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La segnalazione di oggi su La Provincia, dell’incuria del Parco Belgiojoso è la ceralacca sulla pochezza di alcuni Assessori.

Si potrebbe parafrasare: Poté più Valsecchi che il Vandalismo. Proclamatori di annunci e smemorati nei fatti.

Ma Lecco sa ammantare di gloria anche il declino dei suoi uomini più sfortunati.

Ed eccola quindi indicare al suo autoproclamatosi candidato sindaco, non uno ma ben due cursus honorum politici di tutto rispetto.

Il Primo: Piazza Affari che doveva essere anche un anfiteatro circense è solo un precario parcheggio; il Teatro della Società a cui ha annunciato date di riapertura dieci volte diverse, dopo oltre un anno non solo non ha mezza impalcatura ma nemmeno un cronoprogramma di inizio lavori;

Il Multisala annunciato dallo stesso da anni, tutti i mesi in imminente apertura per il giorno dopo, ancor oggi Lecco è qui a pregare salute di ferro ai volontari del Palladium,

o la sua ricetta per rilanciare il turismo a Lecco: “mettere le bandiere sui ponti in entrata in città”;

il corto circuito di Pulitore di statue e incurante dei Parchi e Beni Comuni, potremmo continuare ma fermiamoci appunto al parco Belgiojoso che dopo rinvii e nuovamente rinvii di apertura, in ritardo di mesi, ha riaperto in pompa magna solo tre mesi fa e oggi è già – o ancora – nello stato denunciato con l’articolo e andandoci di persona.

PARCO BELGIOJOSOPossiamo dire senza smentita che anche questa volta poté più Valsecchi che il vandalismo.

Il secondo cursus honorum è quello che ultimamente sta percorrendo il nostro Assessore forse per distrarre dal primo. La Grande Lecco come Milano, Lui come Sala, prima sindaco della metropoli e poi capo del centrosinistra e poi chissà degli italiani tutti.

Persino un uomo fantasioso e ottimista come lui dovrà rendersi conto che con il Sindaco Sala ha in comune solo la pettinatura. Forse non basta.

LA PULIZIA DELLE STATUE È UNA BELLA COSA, MA È ANCHE UNA BUONA COSA?

sfinge-copertinaPosso essere (forse) impopolare?
Trovo questa continua rincorsa alla pulizia delle statue e monumenti, una quantità ripetuta di occasioni perse.

A caval donato non si guarda in bocca, si dice, ed è anche giusto. Vorrei qui evidenziare un possibile punto alternativo.
Gli sponsor che permettono questi lavori, mi paiono tutti sollecitati e a invito.
Sono convinto che si potrebbe e dovrebbe indirizzare queste adesioni e le relative risorse, anche se private, verso un progetto o progetti più valorizzanti e di utilità, direi prioritari.

La pulizia delle statue è una bella cosa, ma è anche una buona cosa?

Statua di S.Nicoló, Monumento a Stoppani, a Manzoni, ai Caduti sul Lungolago, la via al Torchio e ora Cermenati, Ghislanzoni, Mazzini e i monumenti ai caduti di Castello, S. Giovanni e Maggianico. Sono una lunga serie che non credo si amplierà di altrettanti esempi.

Abbiamo comunque provato a mettere in fila i denari spesi, direttamente e indirettamente, complessivamente per queste pulizie e restauri, in cambio di spazi pubblicitari delle società che hanno sponsorizzato pulizia e restauro?

Sono centinaia e centinaia di migliaia di euro.
Credo che si arrivi anche a un controvalore di mezzo milione di euro.

So che è più facile a dirlo che a farlo, che ogni singolo Progetto ha tempi diversi, che la visibilità per ogni sponsor è più immediata ed efficace ma canalizzarli in un uno Progetto, che sia scelto dall’Amministrazione o suggerito dalla cittadinanza, con una maggiore ricaduta in efficacia non è da auspicare, senza per questo criticare totalmente queste pulizie e restauri?

Con queste risorse (soldi, materiali ect) non era altrettanto e più utile la riapertura del Teatro della Società?
Ampliare il restauro di Villa Manzoni? Che per giunta produrrebbero un ritorno economico per il Comune che si potrebbe utilizzare per altri sostegni minori?

O sostenere se non il restauro di edifici pubblici simbolo come Villa Manzoni e Teatro, che trovo prioritario, programmi e cartelloni di attività turistiche e culturali nel solco del già importante e riuscito impegno e calendario comunale che da tempo viene proposto con eccellenti risultati di qualità e pubblico.

Non vuole essere una gratuita critica alle scelte attuali ma continuo a ritenerle ancora occasioni perse nel rapporto spesa-resa pubblica

LA LINEA DEL TIRARE DRITTO GLI VA TIRATA SOPRA

lineaOgnuno vuol far sempre il suo Carosello. Ma non tutti sono artisti come Osvaldo Cavandoli.

Ieri sera, quando un tempo era quasi tempo di Carosello, al centro dello schermo di quella tv bellissima che è Lecco, sono apparse fuori tempo massimo nuove reclame stile Lagostina. Qui, al posto delle pentole, il vice-diavolo ha sempre saltato i coperchi ma ha fatto parcheggi.

Una linea bianca continua, come appunto a Carosello.
L’assessore del tirare dritto – fino a schiantarsi – deve avere una certa predisposizione per l’ordine ma è totalmente inadeguato per il decoro. E’ del tutto evidente che, in questo caso, le righe bianche in via Cavour cozzano con il buon gusto.
Era l’unica soluzione? No. Bastava pensare.

Fortunatamente sono però righe non indelebili, ci salveranno le piogge acide dei temporali estivi che già immediatamente ieri, guarda caso, hanno iniziato a scendere. Resta come obiettivo primario quello di ridurre e togliere le auto dalla via, non di posizionarle meglio. Qui si sa Valsecchi ci darà una data a caso.
Sulle date a caso è davvero un artista insuperabile. Tra lui e gli altri non c’è solo una riga, c’è un solco.
Basta ricordare quelle per la riapertura del Teatro della Società o del nuovo Multisala o del Cinema Lariano, prima una, poi un’altra. Dette, ridette, modificate, annunciate, promesse, comunicate, cambiate, recitate, inventate, ogni volta una data sempre diversa che se le avesse scritte per terra con la pittura bianca e colorata avremmo un nuovo Kandinskij. Purtroppo invece ci tocca solo Valsecchi, che per mettersi in mostra non è comunque secondo a nessuno.

Un anziano signore che nonostante l’inappuntabile aspetto da sarto di famiglia (quelli di una volta, che imbastivano di persona l’orlo dei clienti di riguardo), in politica fa, da tempo, le cose più sbragate immaginabili e anche inimmaginabili.
A parzialissima difesa di Valsecchi si può dire – e va detto – che si leggono politici ed elettori di destra che quando hanno idee sono populiste non praticabili nella realtà, che si lamentano di queste righe per terra, comunque cancellabili, e poi hanno votato e votano chi ha distrutto urbanisticamente Lecco con colate, nemmeno fintamente artistiche, di cemento e obbrobri permanenti.
Li, loro, vorrebbero tirarci più di una riga sopra, per farcelo dimenticare. Ma è sotto gli occhi, non solo le suole.

A questo punto però rivolgo una preghiera al Sindaco Brivio.
Possiamo, caro Virginio, in vista del rimpasto di Giunta tirare una riga sopra anche a Valsecchi assessore?
Dopo queste linee bianche lo posso chiedere anch’io quel posto, non parlo del parcheggio, non ho neppure la patente.

QUALUNQUEMENTE LE DATE, IL TEATRO… E’ TUTTO UN (BRUTTO) FILM

IMG_20180620_073324 IMG_20180620_073246A  leggere l’ennesima dichiarazione dell’Assessore ai Lavori pubblici Valsecchi, sull’ennesima nuova data di riapertura del Teatro della Società, così nuovamente, qualunquemente senza alcun riscontro concreto, reale, mancando, va ricordato a chi come lui vuole nascondercelo: il bando pubblicato, l’assegnazione dei lavori, cronoprogramma, quindi farloccamente una data campata per aria, viene da chiedersi – e dovremmo chiedercelo – se in questo film comico l’assessore Valsecchi punta, nell’imminente rimpasto annunciato dal Sindaco, anche alla delega “guardate gli asini che volano”.

Perché è davvero imbarazzante e dovremmo ritenerlo anche offensivo che a ogni cambio di luna, l’assessore dichiari date diverse, nuove promesse, nuove impalpabili recite in film di quart’ordine.

Se incollassimo alla facciata del Teatro tutte le pagine dove l’assessore Valsecchi ha detto, ridetto, modificato, annunciato, promesso, comunicato, cambiato, recitato, inventato ogni volta una data sempre diversa, oggi quantomeno avremmo messo le impalcature con una scena comica.

E allora come cittadini e mi permetto, come giornalisti, non è ora di chiedersi, se dobbiamo ancora prestarci al gioco di questa sua insaziabile e infinita presa in giro da campagna elettorale?

E’ sempre lo stesso film. Ha fatto lo stesso con il Cinema Lariano: annunci, parole al vento, promesse, date e dichiarazione quando il Bando per i fondi del Ministero non c’è e non si sa nemmeno quando verrà pubblicato.

Perché davanti a cose non ancora concrete si permette di inventare? Pensa che lo spettatore del suo film mentale applauda a comando?

In questa pessima recita va espressa invece solidarietà ai suoi dirigenti che non possono nemmeno alzarsi e uscire davanti a un film così ridicolo, tirati dentro irrispettosamente in queste ricorse di date come fossero comparse, invece nella realtà sono quelli a cui tocca lavorare davvero, sapendo già che comunque l’Assessore è il tipo d’attore che si autoassolve in partenza, perché davanti al flop darà la colpa al fato, cinico e baro, al calendario maya e, ovviamente, ad altri. A loro

E’ tutto un film di pessima fantascienza. Valsecchi è come uno che fissa da solo la data di nozze perchè non ha nessuna donna che gli da retta. Onanismo puro.

Visto che i lavori pubblici sono una faccenda complicata anche per chi non cerca scuse, non sarebbe meglio per la città che Valsecchi torni a occuparsi dell’Inter?