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“Crotto del Brick”: spazi vuoti e occupazione

nasce-villa-brick-anarchica-1Leggo dall‘articolo di cronaca di oggi, dell’avvenuto sgombero del Crotto del Brick”, da un paio di mesi occupato, in maniera non concordata, da un gruppo di militanti anarchici.

Ora qui non voglio soffermarmi sulla condivisione o meno di entrambi gli interventi. Quello dell’occupazione dei ragazzi né dello sgombero delle Forze dell’Ordine.

Credo sia invece utile andare al cuore del tempo e quindi a un passaggio dell’articolo.

Questo: “Abbiamo occupato – avevano spiegato in un volantino – per riempire questi spazi vuoti con socialità, condivisione e nuove sperimentazioni di rapporti umani liberi e orizzontali, senza gerarchie e autorità. Lasciare all’abbandono uno spazio (…) , lo riteniamo un insulto a quanti non hanno un tetto sulla testa o che faticano a sopravvivere con affitti da record (…)  Non chiederemo il permesso a nessuno per far rivivere un posto morto da decenni”

Mi sembra questa un’attenzione che i ragazzi anarchici ci offrono e che ci interroga.

Spero che singolarmente e poi assieme, cittadini,  Istituzioni, intellettuali, mondo associativo, colgano questa occasione e aprano una riflessione pubblica perché a me pare evidente che, anche se ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti.

La pulizia delle statue è una bella cosa, ma è anche una buona cosa?

da "La provincia di Lecco"
da “La provincia di Lecco”

Posso essere (forse) impopolare?
Trovo questa continua rincorsa alla pulizia di statue e monumenti, una quantità ripetuta di occasioni perse.

A caval donato non si guarda in bocca, si dice, ed è anche giusto.
Vorrei qui evidenziare un possibile punto alternativo.
Gli sponsor che permettono questi lavori sono tutti sollecitati e a invito. Sono convinto che si potrebbero e dovrebbero indirizzare queste adesioni e relative risorse verso un Progetto o progetti più valorizzanti e di utilità, direi prioritari.

Statua di S.Nicoló, Monumento a Stoppani, a Manzoni, ai Caduti sul Lungolago, la via al Torchio e ora Cermenati, Ghislanzoni, Mazzini e i monumenti ai caduti di Castello, S. Giovanni e Maggianico, ect. ect. Una lunga serie.

Abbiamo provato a mettere in fila i denari spesi complessivamente per queste pulizie e restauri, in cambio di spazi pubblicitari delle società che hanno sponsorizzato l’iniziativa?
L’assessore parla di un controvalore, ad oggi, di un milione di euro (due miliardi di lire)

So che è più facile a dirlo che a farlo, che ogni singolo Progetto ha tempi diversi, che la visibilità per ogni sponsor è più immediata ma canalizzarli in un Progetto – che sia scelto dall’Amministrazione o suggerito dalla cittadinanza – con una maggiore ricaduta in efficacia non è da auspicare, senza per questo criticare totalmente queste pulizie e restauri?

Con queste risorse (soldi, materiali ect) non era altrettanto e più utile la riapertura più rapida del Teatro della Società?
Ampliare il restauro di Villa Manzoni in corso?

Scelte che inoltre produrrebbero un ritorno economico immediato per il Comune che lo potrebbe utilizzare per altri sostegni minori, pure la stessa pulizia delle statue?

E se non si può sostenere il restauro di edifici pubblici simbolo come Villa Manzoni e Teatro, che trovo comunque prioritario, perché almeno non farlo su scelte e cartelloni di attività turistiche, ricreative, sportive, giovanili e culturali nel solco del già riuscito impegno e programma comunale?
Anche qui generando un immediato ritorno economico re-investibile.

Non vuole essere una gratuita critica alle scelte attuali ma continuo a ritenerle ancora evidenti occasioni perse nel rapporto spesa-resa pubblica.

PARCHEGGI, GOETHE E VALSECCHI

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Quando leggo le dichiarazioni dell’assessore Valsecchi, mi viene spesso in mente Goethe.

L’illustre tedesco ebbe a dire:“L’uomo si trova nel bel mezzo degli effetti e non può astenersi dal ricercarne le cause. Da quell’essere comodo che è, si appiglia alla prima che trova come alla migliore e così si tranquillizza”.

Valsecchi ha sempre una scusa. Non quella buona, ma la prima che trova. Oggi per tranquillizzarsi e tranquilizzarci parla dei ritardi sulla ripromessa riapertura del parcheggio di via Sassi, a causa della fornitura di materiali diversi dopo la “battaglia cittadina dell’Olmo”.

È successo così altre cento volte per i ritardi, per dichiarazioni affrettate, per date date a caso.

Possiamo ricordare quelle dell’imminente apertura del multisala a Lecco, della nuova Piazza degli Affari come polo per attività attrattive, ludiche e di spettacoli, delle continue diverse date di inizio lavori e riapertura del Teatro della Società, della apertura del parcheggio la Ventina o di quello in ritardo, di via Parini, delle date più volte slittate per la riapertura del parco del Belgiojoso, per non parlare del Cinema Lariano e di Villa Ponchielli.

Annunci e retromarce. A volte nemmeno quelle. Certamente sempre poco rispetto per i cittadini, riempiti di dichiarazioni farlocche, che sfiduciano.

Oggi per il “parcheggio dell’Olmo” è lo stesso. Il ritardo nel termine oggi annunciato dall’assessore per “speriamo il 20-30 ottobre” a suo dire per colpa del cambio del progetto dovuto appunto alla battaglia per salvare l’Olmo, da parte dei “ragazzi di Buizza” pare davvero una scusa, la prima maldestra venutagli in mente.

Questo perché l’8 agosto, a lavori già iniziati due giorni prima, con il programma già modificato, disse testuali parole : L’obiettivo è riconsegnare l’area sosta di via Sassi alla città per la prima decade di settembre, in questo modo pendolari e studenti che riprenderanno a frequentare la città e soprattutto la zona della stazione avranno a disposizione lo spazio”.

Nessun minimo accenno alla problematica di forniture, di tempi allungati per il cambio del Progetto. Ad essere cattivi comunque gli si potrebbe ricordare che comunque, ha sbagliato di nuovo, oggi dicendo che questo cambio “ci è costato un mesetto buono di ritardo sui lavori” avrebbe dovuto portare il termine dei lavori entro la prima decade di ottobre, non il 20- 30 ottobre, come si augura e non è nemmeno certo. Perché così siam più vicini ai due mesi che uno, di ritardo.

Forse è davvero il caso di parcheggiare l’assessore, più che le auto

SUL TEATRO DELLA SOCIETA’ L’ABC DA PRIMA ELEMENTARE SPACCIATA PER CAPOLAVORO

valsecchi capolavoro teatroOgni impresario mette in scena il suo spettacolo.

E così anche la stessa Opera può avere una chiave di lettura drammatica o comica. Il valore è dato dalla recitazione degli attori.

Per quanto riguarda il nostro Teatro della Società, chiuso da oltre un anno, il registro è passato più volte dal dramma alla commedia, per virare al comico per toccare, poi, gli abissi della farsa.

Oggi non so bene dove sia, ma certamente più che una recitazione siamo alla recita.

L’Assessore ai Lavori Pubblici, Corrado Valsecchi, a sipario chiuso prova la recita dell’impresario avveduto vendendo per capolavoro, per tesi di laurea, l’ABC della prima elementare.

Oggi, infatti, sul Giornale di Lecco, parla di aver fatto risparmiare due o tre milioni di euro sul restauro perché non si è affrettato e “grazie al lavoro di verifica e confronto con tutti gli Enti e le Autorità preposte che abbiamo eseguito e che ci ha permesso di stralciare interventi non indispensabili per la riapertura della struttura”

Se non ci facciam distrarre dal colore del sipario e dai colpi di tosse possiamo vedere facilmente, noi cittadini qui in platea, la cattiva recita e pure la precaria messa in scena.

L’impresario Valsecchi infatti non ci ha fatto risparmiare due o tre milioni, ma ce ne stava facendo spendere, inutilmente, – per lavori non indispensabili – due o tre in più.

Perché quello che lui adesso vuol venderci, convinto della sua recitazione da oscar, è una maldestra recita da scolaretto.

Quel confronto, quelle verifiche (con Pompieri, tecnici, Sovraintendeza, ect.) sono l’obbligo etico e ordinario di un qualsiasi lavoro di restauro, soprattutto quando si usano, per pagarlo, soldi degli altri.

Cosa voleva spaccare su tutto? Raderlo al suolo di nascosto?

E’ come se acquistando una macchina usata non si controlla prima se c’è il volante, le ruote e il motore.

Vuol dirci l’assessore Valsecchi che, con i soldi dei cittadini, voleva spendere 4 milioni per acquistare un auto vista in una telefonata?

A che livelli di sufficienza siamo arrivati nella gestione del Bene Comune?  

A che livello di presa in giro dei cittadini vuole spingersi l’arroganza dell’Assessore Valsecchi?    

Già sulle date a caso era davvero un artista insuperabile.

Basta ricordare oltre quelle di riapertura del Teatro della Società, il nuovo Multisala o del Cinema Lariano, il Parco di Palazzo Belgiojoso e poi di Villa Ponchielli, prima una, poi un’altra, ogni mese dette, ridette, modificate, annunciate, promesse, comunicate, cambiate, recitate, inventate, ogni volta una data sempre diversa che se le avesse scritte per terra con la pittura bianca e colorata avremmo un nuovo Kandinskij.

Questo mese è il turno dell’autoelogio. Del tutto fuori posto e gratuito.

 

Prima di morire, (o fino a quando casualmente riaprirà), sogno di passare almeno un mese, uno solo, nel quale non debba leggere l’ennesima dichiarazione mal recitata dell’Assessore ai Lavori pubblici sul Teatro della Società e tutto il resto.

POTE’ PIU’ VALSECCHI CHE IL VANDALISMO

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La segnalazione di oggi su La Provincia, dell’incuria del Parco Belgiojoso è la ceralacca sulla pochezza di alcuni Assessori.

Si potrebbe parafrasare: Poté più Valsecchi che il Vandalismo. Proclamatori di annunci e smemorati nei fatti.

Ma Lecco sa ammantare di gloria anche il declino dei suoi uomini più sfortunati.

Ed eccola quindi indicare al suo autoproclamatosi candidato sindaco, non uno ma ben due cursus honorum politici di tutto rispetto.

Il Primo: Piazza Affari che doveva essere anche un anfiteatro circense è solo un precario parcheggio; il Teatro della Società a cui ha annunciato date di riapertura dieci volte diverse, dopo oltre un anno non solo non ha mezza impalcatura ma nemmeno un cronoprogramma di inizio lavori;

Il Multisala annunciato dallo stesso da anni, tutti i mesi in imminente apertura per il giorno dopo, ancor oggi Lecco è qui a pregare salute di ferro ai volontari del Palladium,

o la sua ricetta per rilanciare il turismo a Lecco: “mettere le bandiere sui ponti in entrata in città”;

il corto circuito di Pulitore di statue e incurante dei Parchi e Beni Comuni, potremmo continuare ma fermiamoci appunto al parco Belgiojoso che dopo rinvii e nuovamente rinvii di apertura, in ritardo di mesi, ha riaperto in pompa magna solo tre mesi fa e oggi è già – o ancora – nello stato denunciato con l’articolo e andandoci di persona.

PARCO BELGIOJOSOPossiamo dire senza smentita che anche questa volta poté più Valsecchi che il vandalismo.

Il secondo cursus honorum è quello che ultimamente sta percorrendo il nostro Assessore forse per distrarre dal primo. La Grande Lecco come Milano, Lui come Sala, prima sindaco della metropoli e poi capo del centrosinistra e poi chissà degli italiani tutti.

Persino un uomo fantasioso e ottimista come lui dovrà rendersi conto che con il Sindaco Sala ha in comune solo la pettinatura. Forse non basta.

LA PULIZIA DELLE STATUE È UNA BELLA COSA, MA È ANCHE UNA BUONA COSA?

sfinge-copertinaPosso essere (forse) impopolare?
Trovo questa continua rincorsa alla pulizia delle statue e monumenti, una quantità ripetuta di occasioni perse.

A caval donato non si guarda in bocca, si dice, ed è anche giusto. Vorrei qui evidenziare un possibile punto alternativo.
Gli sponsor che permettono questi lavori, mi paiono tutti sollecitati e a invito.
Sono convinto che si potrebbe e dovrebbe indirizzare queste adesioni e le relative risorse, anche se private, verso un progetto o progetti più valorizzanti e di utilità, direi prioritari.

La pulizia delle statue è una bella cosa, ma è anche una buona cosa?

Statua di S.Nicoló, Monumento a Stoppani, a Manzoni, ai Caduti sul Lungolago, la via al Torchio e ora Cermenati, Ghislanzoni, Mazzini e i monumenti ai caduti di Castello, S. Giovanni e Maggianico. Sono una lunga serie che non credo si amplierà di altrettanti esempi.

Abbiamo comunque provato a mettere in fila i denari spesi, direttamente e indirettamente, complessivamente per queste pulizie e restauri, in cambio di spazi pubblicitari delle società che hanno sponsorizzato pulizia e restauro?

Sono centinaia e centinaia di migliaia di euro.
Credo che si arrivi anche a un controvalore di mezzo milione di euro.

So che è più facile a dirlo che a farlo, che ogni singolo Progetto ha tempi diversi, che la visibilità per ogni sponsor è più immediata ed efficace ma canalizzarli in un uno Progetto, che sia scelto dall’Amministrazione o suggerito dalla cittadinanza, con una maggiore ricaduta in efficacia non è da auspicare, senza per questo criticare totalmente queste pulizie e restauri?

Con queste risorse (soldi, materiali ect) non era altrettanto e più utile la riapertura del Teatro della Società?
Ampliare il restauro di Villa Manzoni? Che per giunta produrrebbero un ritorno economico per il Comune che si potrebbe utilizzare per altri sostegni minori?

O sostenere se non il restauro di edifici pubblici simbolo come Villa Manzoni e Teatro, che trovo prioritario, programmi e cartelloni di attività turistiche e culturali nel solco del già importante e riuscito impegno e calendario comunale che da tempo viene proposto con eccellenti risultati di qualità e pubblico.

Non vuole essere una gratuita critica alle scelte attuali ma continuo a ritenerle ancora occasioni perse nel rapporto spesa-resa pubblica