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Khorakhanèhttp://www.esserevento.it a forza di essere ventoMon, 11 Jun 2018 17:34:12 +0000it-IThourly1https://wordpress.org/?v=4.4.15È un’ulteriore goccia nel mare che infetta le coscienzehttp://www.esserevento.it/?p=10881 http://www.esserevento.it/?p=10881#respondMon, 11 Jun 2018 17:34:12 +0000http://www.esserevento.it/?p=10881Continua la lettura di È un’ulteriore goccia nel mare che infetta le coscienze ]]>IMG_20180611_191405È sempre più desolante sui temi della politica, del bene comune, leggerti Fabio.
È un limite mio ovviamente. Ma ho un’idiosincrasia verso i bulli e quindi verso chi apprezza, giustifica, legittima, e fa crescere il germe dell’uomo forte.

Che si chiami Minniti prima o Salvini adesso.
Perché di fondo è accettare, o far finta di non capire che la spina dorsale, il sottostante timone che guida questi atti di bullismo italico è, nella sostanza: andate a morire lontano, da bravi.

Il dramma di appoggiare, legittimare, dare contorni democratici a questi atti di razzismo è che è sempre una propaganda bastarda e facile che soprattutto aizza gli animi contro i più deboli, i disperati, l’altro, il diverso, contro un’invasione, che non c’è.

Il dramma e la cosa che mi delude tantissimo del post, è che è l’ennesimo esplicito stare con la destra più volgare e egoista, è un’altra goccia nel mare della società civile e comunitaria che un po’ alla volta infetta le coscienze, che scelgono a loro volta di farsi contagiare.
Il dramma etico e politico è che si dà forza a chi invece forza e arroganza gli andrebbe limitata, gli andrebbe fatto argine, come a Salvini e questo Governo dell’egoismo, dell’inganno. Quell’inganno di convincere le persone che i nostri problemi si risolvono respingendo i derelitti, gli ultimi della Terra.

Il dramma etico, politico e civile, il grande inganno é di farci credere che il problema dell’Italia siano i migranti e non la mafia, la corruzione, la descolarizzazione, la carenza di diritti, l’evasione fiscale, la ridicola redistribuzione della ricchezza, la mancanza di investimenti in innovazione e ricerca.

L’inganno é far credere che non ci sono soldi perché dobbiamo spenderli per i migranti, per accogliere i barconi.
È una propaganda bastarda. E non c’entra nemmeno un cazzo se ci son Leggi che ti obbligan ad accogliere o l’Eu nicchia
La precondizione è che se per essere maggioritaria la politica deve essere disumana, io sto con la minoranza.

Bisogna stare quantomeno da un’altra parte.

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MARIANI ‘O PROFESSORE del moto perpetuohttp://www.esserevento.it/?p=10874 http://www.esserevento.it/?p=10874#respondTue, 29 May 2018 17:51:43 +0000http://www.esserevento.it/?p=10874Continua la lettura di MARIANI ‘O PROFESSORE del moto perpetuo ]]>

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“..L’esperienza di Liberi e Uguali non mi vede più così entusiasta.. appesantita da errori comunicativi e politici”

Parola di Riccardo Mariani,  29/5/2018, su La Provincia di Lecco.

Sembra che ogni volta sia la prima volta. Ogni volta, dopo che si è fatto candidare alle elezioni nazionali, dopo che ha preso una manciatina di voti, dopo che non è stato eletto ma è potuto stare in vetrina,osp!! non è più così entusiasta.

Meno di 9 settimane e 1/2 fa, non 3 anni e nemmeno tre mesi, tronfio dichiarava: “un milione di persone, nel Paese, ha scelto Leu. Ora non possiamo voltare pagina e far finta che non sia successo. Dobbiamo ripartire da loro. Dobbiamo ripartire da questa esperienza che, a mio avviso, non va assolutamente archiviata” .

Ogni elezione la stessa storia, ogni volta vestito da pasdaran prende in giro una fetta di elettori, una fetta di militanti e una fetta di cittadini, agita bene il tutto, butta fumo ed poi è pronto per una nuova avventura, in un nuovo partito, sempre in vetrina, mai soldato semplice, solo generale. “Stiamo per lanciare un laboratorio politico e culturale di sinistra…” . 

Ti bocciano ogni volta, e tu ogni volta al posto che studiare di più, sgomiti e vuoi insegnare. ‘O professore.

La capacità di Mariani di buttare su altri il peso della propria incapacità,  dei propri danni, della propria arrogante incoerenza è la faccia di questa pseudo sinistra ormai diventata più un comitato di funzionari e di interessi personali che lascia sbigottiti.
La capacità ridicola di fare proclami a vanvera.
Siamo la patria dei furbi, delle pacche sulle spalle, dell’arroganza del potere, della carenza di dignità. Delle parole forbite nel vuoto spinto. Di troppi al servizio di uno…Pur di rimanere a galla.

Forse è ora di ammettere che, se ci sta bene questo, i Mariani noi ce li meritiamo. A destra come a sinistra.

Non si spiega altrimenti,  appena rischia di perdere la vetrina, saluta, fa il piangina e va a fare il capo da un’altra parte, fino alle prossime elezioni. Dove i vertici dei partiti abbandonati, altrettanto disperati come lui, lo riaccolgono, lo ricandidano, perdono e lo riperdono. Come un moto perpetuo, senza vergogna.

Questa cosa succede sempre, è successa e succederà ancora. Perché deve esserci una sorta di benevolenza per disillusione verso i ‘propri’ rappresentanti da parte degli elettori di sinistra.

Trovo alquanto diseducativo e poco lungimirante, in termini soprattutto di valori ancor prima che di voti, non vedere, minimizzare, sostenere scelte e contorsionismi che paiono davvero, il mero gioco della politica. Brutta politica, del restare a galla, dei posti al sole. Deprimente e imbarazzante.

E’ ora di ridirlo con fermezza e serietà ai professori dannosi della politica come Mariani, della loro scuola del potè più l’opportunismo della coerenzadi voi e dei vostri metodi non ne vogliamo ascoltare più.
Anche se portassero voti. Che peraltro non portano. E che non dovrebbero portare.

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LO SPREAD DELLA CONVENIENZA GRILLOLEGHISTAhttp://www.esserevento.it/?p=10865 http://www.esserevento.it/?p=10865#respondSat, 26 May 2018 19:49:55 +0000http://www.esserevento.it/?p=10865Continua la lettura di LO SPREAD DELLA CONVENIENZA GRILLOLEGHISTA ]]> ]]>http://www.esserevento.it/?feed=rss2&p=108650SE L’E’ CERCATA. QUALSIASI COSA CERCHI UNA DONNA, CERTAMENTE NON E’ UN ABUSOhttp://www.esserevento.it/?p=10859 http://www.esserevento.it/?p=10859#respondWed, 23 May 2018 11:35:12 +0000http://www.esserevento.it/?p=10859Continua la lettura di SE L’E’ CERCATA. QUALSIASI COSA CERCHI UNA DONNA, CERTAMENTE NON E’ UN ABUSO ]]>violenza-25-novembre-ARCI-Se l’è cercata.

-Qualsiasi cosa cerchi una donna, certamente non è un abuso

 

Una donna uccisa ogni 60 ore dalla violenza dell’uomo. Nel 2018. 150 uccise le donne uccise lo scorso anno. Dati terribili. Forse sconosciuti.

Una donna su tre è vittima di violenza. Fisica o psicologica e non ci sono distinzioni di classe sociale, culturale e di ceto economico. Amore e possesso non sono sinonimi, sono opposti. L’amore è sentimento, attrazione, dono, il privilegio di amare, di poter donare e di ricevere. Il possesso è il potere di pretenderlo come dovuto.

 

Perché è lì la chiave del tutto. Il rispetto. Riconosce e valorizzare le diversità. Scardinare, con un percorso culturale ancor prima che legislativo, la cultura del possesso, la reputazione del maschio, la prevaricazione della libertà di scelta delle donne, l’incapacità di vedere le donne come altro da sé, persone altre che possono e hanno il diritto di dire NO.

E’ tutta una questione di prevenzione, di cultura, di società ben più che le leggi. Perché, in questo tipo di violenza, non esiste maschio che alla fine si lasci spaventare dalla durezza della pena, della condanna. E’ anche una questione di linguaggio. All’uso della violenza non c’è MAI giustificazione, neppure se si è stressati, se si hanno problemi sul lavoro, se si è rimasti senza soldi o se si è stati vittime di violenza da piccoli.

Fermare il femminicidio è un dovere e si può, affinché le donne non debbano più pagare con la propria vita o violenze e abusi, la scelta di essere sé stesse e non quella che i loro partner o la società vorrebbero che fossero. Sensibilizzare per prevenire, informare senza allarmare e prendersi cura prima di dover medicare devono essere le parole d’ordine, la strada su cui, assieme, uomini e donne, devono incamminarsi.

Perché come ricordava Karl R. Popper, “I cittadini di una società civilizzata, le persone cioè che si comportano civilmente, non sono il risultato del caso, ma sono il risultato di un processo educativo”.

E occorre agire contemporaneamente sia su un piano individuale che collettivo. La violenza non nasce forse dalla incapacità di sostenere e gestire la non linearità dell’andamento delle relazioni d’amore e sessuali e quindi il conflitto? Il femminicidio ci chiama in causa proprio perché è un percorso culturale e dobbiamo iniziare ad indignarci, a dire no, a chiedere alle persone con cui parliamo, alla stampa che riporta queste tragedie che, basta non si può più dire, ne pensare: “ un altro delitto d’amore”; “Se l’è cercata!».; Ci dispiace ma non doveva mettersi in quella situazione”; “Sono vicina alle famiglie dei figli maschi. Per come si vestono, certe ragazze se la vanno a cercare”; lei era ingestibile…”

Frasi che si continuano a sentire e leggere, anche oggi, insieme alla pubblicità che tratta la donna quasi sempre come oggetto, sessuale o meno. Ed è una storia che a Lecco sappiamo bene perché già dentro le pagine del nostro Manzoni, la violenza di Don Rodrigo e della sua gang, dei suoi sodali, contro Lucia in nome del Potere, del possesso.

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Ben oltre e prima della gaffe di Berlusconi. Quando essere strabici è la cura. L’antidotohttp://www.esserevento.it/?p=10851 http://www.esserevento.it/?p=10851#respondTue, 22 May 2018 07:19:26 +0000http://www.esserevento.it/?p=10851Continua la lettura di Ben oltre e prima della gaffe di Berlusconi. Quando essere strabici è la cura. L’antidoto ]]>gaffeQuando essere strabici è la cura. L’antidoto

È salita alle cronache del week-end come la “gaffe di Berlusconi” in chiusura di un comizio ad Aosta per le elezioni regionali.

I fatti, che molti abbiamo visto, narrano che davanti al popolo di ForzaItalia, nel ricevere dei tipici doni locali portati da una giovane ragazza sul palco, con officiante il coordinatore regionale, Berlusconi abbia detto, con il suo sperimentato modo a 36 denti di strappare applausi: “posso scegliere io il regalo?” E, indicando la ragazza: “preferisco lei”.

Ecco, per tutti è stata la gaffe di Berlusconi. Titoli e post su Fb. Non una sottolineatura sul commento dell’officiante coordinatore locale di Forza Italia che, tra il gasato e il pavone, mentre afferma di essere il padre dice, a Berlusconi, tutt’altro che imbarazzato: “Sei un buongustaio”.

Lo sguardo e l’intonazione quando risottolineando ripete: “È mia figlia”, è pure peggio.. è come dicesse, è mia figlia no dai, se fosse un’altra.…

Ecco lo strabismo è una cura. L’antidoto. Perché è questo comportamento, queste frasi, questo fare da spalla, questo non vedere la gravità delle parole e soprattutto dei pensieri, tenuto dal padre ad essere l’aspetto più vile. Ancora più vergognoso.

“Sei un buongustaio” è trasformare una persona, una donna, tua figlia, in una preda, in un oggetto, in un boccone succulento da mangiare. Come il cibo esposto a un qualsiasi fiera.

È non avere rispetto delle donne, non avere rispetto di tua figlia, non avere rispetto delle persone. È non aver rispetto di te stesso. Che fai da spalla al pascià. Che ridi alla sua battuta.

Che continui a ridere, da vent’anni, con un uomo che ha rovinato ancor più che l’economia di un Paese, proprio il basilare senso di dignità e rispetto, di cultura, del Paese.  Rendendo cieco un popolo. Che già di suo gode e non aspetta altro. Vedere tutto questo e non soltanto la “gaffe di Berlusconi” è forse essere strabici.

Quando essere strabici è, però, la cura. L’antidoto.

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Lecco in quesi giorni è bellissima. Dobbiamo dircelo.http://www.esserevento.it/?p=10854 http://www.esserevento.it/?p=10854#respondMon, 21 May 2018 07:19:39 +0000http://www.esserevento.it/?p=10854Continua la lettura di Lecco in quesi giorni è bellissima. Dobbiamo dircelo. ]]>È una somma di piccole cose che portano al bello.

Sono convinto che in termini anche (auto)educativi e di spirito è buona cosa guardare il bello che c’è, che abbiamo e che siamo in grado di costruire nella e per la nostra città. In questi giorni Lecco è indubbiamente bellissima!! Questa città ha bisogno di credere in sé stessa.

È una somma di piccole cose. E le piccole cose sono puzzle di uno sguardo più grande.

Spettacoli teatrali, concerti, Mostre, Festival, Bici elettriche, Ruota, Letture, Conferenze, LungoLago, Bookcrossing, Fiumi di memoria, OtOlab, Mercato Europeo, Libri, Gente in giringiro, Giovani, Monti e Alpinismo, Fotografie, Antimafia, Partigiane, barche sul lago, corsa, parapendio, addobbi di lana, street art, parchi che riaprono, Matitone panoramico…

E le cose ancor più belle, promettenti, positive sono ancor di più le relazioni, sinergie, partecipazione tra eterogenei soggetti.
Giovani, anziani, ragazzi, bimbi, famiglie, Istituzioni, associazioni, cittadini, aziende, volontariato.

Aver cura del bene comune è una scelta. Comunità si diventa e ognuno fa la Città. Questa città ha bisogno di conferme e di sapere che può credere in sé stessa

È una somma di piccole cose. E le piccole cose sono puzzle di uno sguardo più grande, diverso. Migliore.

Lecco in questi giorni è bellissima. Dobbiamo dircelo.

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IO STO CON CORRADO VALSECCHI A CONTARE QUANTE PERLINE VENDEhttp://www.esserevento.it/?p=10848 http://www.esserevento.it/?p=10848#respondThu, 10 May 2018 11:15:54 +0000http://www.esserevento.it/?p=10848Continua la lettura di IO STO CON CORRADO VALSECCHI A CONTARE QUANTE PERLINE VENDE ]]>altan ce la faremoIo sto con Corrado Valsecchi.

Perché Lui è l’assessore, l’uomo del “ghe pensi mi” (visti i risultati gli suggerirei di ripensarci, più che riprovarci), il magnanimo uomo del civismo che van coinvolti i cittadini, però solo se fan come vuole lui e si mettono a servizio per fargli far carriera.

Lui, il traghettatore, che è per la democrazia partecipativa però vuole tagliare la rappresentanza locale. Vuole 42 amministratori al posto dei 200 che oggi sono stati scelti dai cittadini di ben 15 comuni, e domani, con ‘sto tarlo, a un passo dalla banchina del porto della Grande Lecco, lo vedremo ritto sul casseroche fuma la pipa, levarsi l’ancora dai pantaloni, gettarla nelle onde della Malpensata (Nomen omen) e annunciare agli astanti che ci ha pensato e son troppi anche 42, ne basta 1. Lui.

Io sto con Corrado Valsecchi, perché davvero l’assessore del far credere, si è autocondannato a essere sempre così, a dover mostrare sempre perline.

Ed è quello che non vogliono comprendere ne l’editorialista Calvetti ne il suo direttore di Leccoonline.

Lui è la nostra Jessica Rabbit “io non sono cattiva è che mi disegnano così”. Solo che lui fa tutto da solo.

Io sto con Corrado Valsecchi perché lui sa che basta un’esitazione, un piccolo guasto della macchina del consenso che subito viene dimenticato. E per questo continua a gettare sempre fumo. Ma nuovo. Da anni, è lì lì per aprire una Multisala del cinema, da mesi, è lì lì per aprire il Parco di Palazzo Belgiojoso, da mesi e mesi ogni mese dà una data nuova per ri-aprire il Teatro. Da anni promette sotto elezioni cose mirabolanti che si schiantano, immancabilmente alla luce della realtà (andate a leggere i programmi di Appello per Lecco).

Questo trimestre è toccato perciò alla Grande Lecco. Ma poteva essere la nomina dell’allenatore della nazionale. Quale canzone scegliere come tormentone dell’estate.

Corrado Valsecchi è il nostro Re Mida. Ogni cosa importante che tocca, diventa marmo. Si blocca.

Ma non si può spiegare per anni alla gente che deve aspettarsi questo e quello, e poi stupirsi se all’ennesimo “questo e quello” non ci crede più. Se ne frega.

Ormai la gente vuole perline, sempre più perline: e guai a chi come Valsecchi gliele ha promesse e ha finito le scorte.

Persino un uomo fantasioso e ottimista come Corrado Valsecchi dovrebbe finalmente rendersi conto che il suo è un rosario infinito che nemmeno le veggenti di Medjugorje potrebbero reggere e che non gli servirà comunque a farlo diventare Sindaco.

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IL MORDI E FUGGI DEI TAFAZZI DE LECCHhttp://www.esserevento.it/?p=10843 http://www.esserevento.it/?p=10843#respondMon, 07 May 2018 16:34:43 +0000http://www.esserevento.it/?p=10843Continua la lettura di IL MORDI E FUGGI DEI TAFAZZI DE LECCH ]]>secretCapita sovente che il prof. Marchini nei suoi editoriali su Lecco, utilizzi il metodo “dell’assicuratore”: prima ti bastona e poi ti medica.

A volte però le bende e la cura arrivano troppo tardi. Come oggi, nell’ultimo editoriale “Turisti mordi e fuggi. Lecco deve cambiare”

Una caterva di luoghi più triti che comuni (il lungolago dissestato, gli artisti di strada con le fisarmoniche, le bancarelle della creatività e, novità, pure le barche nordiche) di cui fa trasparire un’insofferenza che è quasi idiosincrasia.

Solo alla fine, in due righe, la cura, il medicamento: “se a Lecco vogliamo turisti invece che occasionali incursori, dobbiamo, noi per primi, mutare atteggiamento. Una lungimirante cura del nostro patrimonio. E’ questa la soluzione”.

Ebbene nel “noi per primi” dover mutare atteggiamento, però il prof. Marchini si guarda bene dal riconoscersi.

Perché vivaddio, è sempre troppo tardi quando proveremo che il primo atteggiamento da cambiare, in noi lecchesi, è quello di smettere di ritenerci sempre figli di un dio minore, quello di ritenerci, noi per primi, ancor più malandati di quello che in realtà siamo. Noi per primi ingigantiamo i problemi, demandiamo le soluzioni e sappiamo sempre a chi dare la colpa.

Lecco non è una città turistica però se costruisci percorsi e osservatori sulla Montagna, Festival e Rassegne, se porti la ruota panoramica, se fai mappe sui luoghi da vistare, se agevoli e incrementi le corse dei battelli con la tassa di soggiorno, se estendi gli orari dell’Ufficio Turistico, se promuovi app mobili per la Cultura e luoghi Manzoniani, se frontelago fai dei partecipati street food, se posizioni totem storici turistici, se coinvolgi i giovani e fai concerti musicali, se fai guardare l’orizzonte da un Matitone religioso, se crei nuove modalità di usufruizione della navigazione privata, se hai attività straordinarie come il Planetario e Musei, a partire dallo stesso Palazzo Belgiojoso invidiabilmente bello e curioso, no, c’è sempre troppo poco, è sempre nulla, resti sempre turismo mordi e fuggi. Resti sempre un pezzente.

Lecco per diventare ancor più di quello che è, va sostenuta, senza ovviamente far finta che vada tutto bene, (il lungolago va tenuto più pulito, le piante e l’erba più curata, i parcheggi e le soste più ordinate..) Lecco va vissuta, va animata, e bisogna promuovere quello, poco o tanto, che ha di già – e se non è tanto, certo poco non è – ma non va bastonata. 

Nel frattempo la politica deve sollecitare l’imprenditoria o quest’ultima farsi vedere davvero. Forse però quest’ultima manca più come idee e voglia di rischio di impresa, di coordinamento tra i propri Enti di rappresentanza, più che come danari…

L’Hotelleria è carente a Lecco, come numeri di posti. Perchè hai voglia a voler raddoppiare i numeri di arrivi e presenze per tempi più lunghi, ma mi chiedo, se davvero arrivassero così tanti turisti stanziali dove li mettiamo? Sul Piazzale della funivia di Erna con le brande? O su Marte?  

Evviva gli articoli dove ci piangiamo addosso. Dove prima Lecco si bastona e poi si medica. Così dopo l’editoriale sulla Lecco turistica del prof. Marchini, non ci resta che dire: l’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto.

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SOLO DECORO URBANO? quegli abitanti dei sotterranei sono solo da cacciare o possiamo chiederci chi sono?http://www.esserevento.it/?p=10835 http://www.esserevento.it/?p=10835#respondWed, 11 Apr 2018 10:45:19 +0000http://www.esserevento.it/?p=10835Continua la lettura di SOLO DECORO URBANO? quegli abitanti dei sotterranei sono solo da cacciare o possiamo chiederci chi sono? ]]>quarto-stato-di-spalle

Mi sono abituato a vedere le città partendo dalle periferie, dalla presenza di servizi e negozi, dalle informazioni offerte ai turisti e molto dalle persone che vi sostano/abitano.

Se una città ha a cuore la sua vita non cura solo il salotto buono, mettendo sotto il tappetino tutto quello che è residuo e periferico. Mi è capitato di entrare in case dove le famiglie hanno cellophanato i mobili del salotto perché non prendessero polvere; case da vedere e da ostentare ma non da vivere. Sono entrato in case povere, aperte e accoglienti.

Queste ed altre cose mi sono tornate in mente quando ho visto stra-rilanciate sui social, dopo quelle della spazzatura abbandonata volontariamente nei parchi (dalle persone non dai politici), le foto di sotterranei di complessi residenziali affollati dai segni del disagio.

Non mi interessa controbattere chi critica l’Amministrazione o l’elogia se, in entrambi i casi, è per partito preso.

La mia preoccupazione è quella di sollevare degli interrogativi attorno al nostro vivere di cittadini responsabili.

Capisco l’inquietudine a tenere in ordine gli spazi e che risultino godibili da parte di tutti, ma mi spaventa questa ricerca ostinata a tutti i costi del solo decoro urbano.

Mi nasce il dubbio se questo sguardo non riveli altro.

Non condivido molto, per questa ragione, le dichiarazioni dell’assessora Bonacina, e mi stupiscono perché è una persona sensibile e attenta, che nella vicenda di disagio emersa per i sotterranei del Broletto si affretta a dichiarare esclusivamente l’aspetto del decoro urbano: stiamo lavorando, coinvolgendo diversi settori della macchina comunale dato che è una problema trasversale e riguarda la sicurezza, il patrimonio, l’igiene pubblica…”. Sia ben chiaro è la stessa posizione tenuta da tutti quelli che  hanno commentato sui social e ho purtroppo paura che lo sia della stragrande maggioranza dei cittadini.

La mia domanda: per la nostra convivenza civile, che posto hanno le persone e i cittadini con delle difficoltà? Perché dentro quei sotterranei, intorno ai parcheggi pubblici, lungo le vie a fianco dei centri commerciali ci sono soprattutto, innanzitutto, persone..

Quali sono i valori condivisi nell’organizzare oggi la nostra vita? Quelli selettivi del denaro e dell’immagine? Come ci stiamo attrezzando culturalmente e politicamente per affrontare le sfide di queste presenze (di persone più fragili o di stranieri che arrivano)? Siamo in difesa o aperti all’ascolto?

E proprio quei giovani come si dice siano, quegli abitanti dei sotterranei sono solo da cacciare o possiamo chiederci chi sono? (Di cosa hanno bisogno? Cosa stanno chiedendoci? Cosa possono offrire?)

E’ la domanda che riformulo per me ancora oggi: chi sono le persone oggetto della nostra indignazione, paura, indifferenza, del nostro decoro urbano al primo posto, per noi?

Accettare di interrogarci è non chiudere il futuro.

Don Abramo Levi aveva una posizione bellissima: noi non dovremmo né cercare il consenso, né rincorrere il dissenso, ma essere cercatori di senso”.

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IL PONZIO PILATO DI AUGIAS ERA UN INETTO. MA NON E’ VEROhttp://www.esserevento.it/?p=10821 http://www.esserevento.it/?p=10821#respondSat, 07 Apr 2018 08:06:41 +0000http://www.esserevento.it/?p=10821Continua la lettura di IL PONZIO PILATO DI AUGIAS ERA UN INETTO. MA NON E’ VERO ]]>ecce_homoDissento, sebbene solo parzialmente, dalla recensione del critico culturale de La Provincia di Lecco, Claudio Scaccabarozzi, in merito alla conferenza spettacolo di Corrado Augias, sulle ultime ore di Gesù: “Ecce Homo, anatomia di una condanna”,  andata in scena mercoledì scorso nell’ambito della bella stagione di Prosa del Comune.

Sono convinto che uno dei diversi meriti di questo cartellone sia proprio, permettere e stimolare differenti punti di vista al termine delle rappresentazioni per altro sempre di qualità.

 A me, per venire al punto, lo spettacolo seppur volutamente in bilico tra divulgazione storica e romanzo, ha lasciato una sensazione mal stirata di precaria soddisfazione.

Uno spettacolo che certamente è stato buona cosa proporre e vedere – la sala era pressoché tutta esaurita – ma che a me è parso, in diversi quadri, davvero troppo sbrigativo nel racconto, non così coinvolgenti, stimolanti nell’invito ad approfondire.

Le riflessioni più irradianti di tutto questo le ho infatti personalmente ricevute e raccolte, da parte di Augias,  quasi fuori racconto: la forza soverchiante e intensa del Calvario e della croce e il Valore della Resurrezione come elaborazione e moto intimo della coscienza, personale e per nulla simbolico, teologico e tribuno.

Totalmente deludente invece, a mio parere, il modo e la rappresentazione che ha scelto di dare di Ponzio Pilato. Mostratoci, e rimarcandolo, come un inetto, un ignorante, un mediocre, una figura incolore

Perplime che una persona con la storia, la militanza, il percorso di Corrado Augias non abbia letto o più probabilmente tratto forza e ragioni per una diversa valutazione di Ponzio Pilato, dalle argomentazioni di Antonio Gramsci e il suo “Elogio al Giudice, il procuratore romano Pilato”.

Ove con più forza, fascino e credibilità mi sia permesso, lo evidenzia come giudice eroico. Seppur persuaso della innocenza di Gesù la qualità giuridica di cui era investito ha fatto tacere la coscienza dell’individuo, del privato cittadino. Eseguendo la sentenza per il rispetto delle autonomie locali che la legge romana imponeva ai magistrati romani.

Dovremmo esaltare Ponzio Pilato. L’indipendenza del potere giudiziario è stata una delle più grandi garanzie di giustizia che l’uomo moderno, grazie ai Romani,  sia riuscito a conquistare.

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