LA POLITICA DEL GOVERNO COME IL BRODO DI VALSECCHI. MA PIU GRANDE

Lecco_incontro_viabilita_Corrado_Valsecchi-3La lettera dell’assessore e fondatore di Appello per Lecco, Corrado Valsecchi sui dilettanti della politica dopo la crisi di Governo, contiene diverse verità, come fossero addendi e un filo rosso che porta a una somma che l’assessore ha comodità a non fare.

Se è vero, come è vero, che i dilettanti della politica han fatto più danni dei professionisti; che i politici che mai han lavorato e si sono sempre nascosti dietro alla famiglia, fosse il partito o i genitori – basta vedere Salvini e Di Maio – poco o per nulla possono esser artefici di un benessere per i cittadini; che si può parlare alla pancia degli elettori ma quello che conta sono i risultati; ect, è altrettanto vero, e da qui il filo rosso, che Corrado Valsecchi non può essere il maestro, il politico, che può brandire la penna rossa per correggere gli alunni indisciplinati che da un anno, ahinoì, sono al Governo.
E’ un po’ una questione di coerenza e pulpito.
Perché come nella pubblicità di quella ditta di sughi e brodi che dalla tv ci dice “noi lo facciamo come te, ma più in grande” lui ha fatto e sta facendo in piccolo quello che il Governo, sta facendo ma più in grande”.
Il rapporto chiacchiere/risultati dell’assessore è ancor più deficitario di quello del Governo.
Quante volte abbiam sentito dire che avrebbe aperto di lì a breve un nuovo multicinema? E gli annunci roboanti della scuola di alta cucina a Villa Ponchielli? E le ripetute date sulla riapertura del Teatro della Società? E cosa fatta per ristrutturare il Lariano? E Piazza Affari per Spettacoli e lirica? E il PalaLecco? E via Roma51?  Vogliamo parlare poi della gestione fallimentare del personale del Comune, tanto che Brivio gli ha tolto le deleghe? E delle bugie dette ripetutamente già prima di esser eletto: “se Appello per Lecco non prende almeno il 10% dei voti io non siederò in Giunta’”, “Noi non faremo mai un’alleanza con Venturini”
Sappiamo tutti come è andata, invece.
Insomma, se è vero come è vero che uno non vale uno, che le competenze, le attitudini e le esperienze sono importanti, è altrettanto vero che se gli italiani meritano che questa politica di Di Mio e Salvini sia al capolinea, anche i lecchesi lo meriterebbero con figure come Valsecchi.
Perché è la stessa politica che oggi giustamente critica, ma solo agli altri. Tanto da arrivare, per la poltrona, a proporre di allearsi con gli avversari politici pur di fare il Sindaco. Malgrado i suoi risultati. Proprio come a Roma

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