Padre Cupini: lettera alle autorità e alla città

gaggio1

 

Dott. Nicola Prete – Prefetto di Lecco

Dott.Giuseppe Racca – Questore di Lecco

Dottor Virginio Brivio – Presidente della Provincia di Lecco

Dott.ssa Antonella Faggi – Sindaco di Lecco

Mons Bruno Molinari – Vicario episcopale della III Zona Pastorale di Lecco

Mons Franco Cecchin – Decano della Città di Lecco

Istituzioni della Città di Lecco e Territorio

Cittadini

Lecco 2 giugno 2009

Vi scriviamo provocati da quanto abbiamo raccolto dalla stampa locale, da quanto visionato su youtube, da quanto raccontato da testimoni e dalla denuncia penale comminata il 1 giugno dalla Questura di Lecco a Duccio Facchini per violazione degli articoli 650 e 654 del Codice Penale. (Art. 650: Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità. 654: Grida e manifestazioni sediziose).

Siamo anche perplessi e provocati dalle parole del Ministro La Russa per come le abbiamo ascoltate dal filmato (la contestazione è datata al 22 maggio 09): lo possiamo identificare e portare via…eccolo lì, cretino.

Siamo turbati perché un livello così basso non lo avevamo sperimentato mai; ma il turbamento maggiore è determinato da non vedere attesa una questione che è il dna della esperienza della comunità di via gaggio e risponde alla domanda: quando una generazione è vitale ? La domanda si misura con un’altra: quale sarà la vita e la possibilità di vita per la generazione che viene ?

Pensiamo a Duccio e ai giovani; a quelli che scendono in piazza per porre domande, magari a muso duro e senza aggettivi, e a quelli che hanno deciso di non andare a votare perché non si fidano degli adulti per come hanno ridotto il palcoscenico della vita.

Scriviamo perché sentiamo viva questa responsabilità nei loro riguardi; abbiamo imboccato per dieci anni la fatica gioiosa di far strada assieme a questa generazione con il progetto Crossing. Insieme ci stiamo educando alla libertà che chiede consapevolezza e responsabilità dei propri diritti e doveri.

La preoccupazione maggiore è che ogni giovane che incontriamo impari a prendere responsabilmente parola sulla propria vita e su quella collettiva. E’ certamente rischioso farlo in una stagione di parole d’ordine, anche se convertite in slogan di appartenenze, e di immensi silenzi.

E’ preoccupante vedere un’autorità che fa togliere la parola facendo portare via le persone; vengono i brividi a pensare questa logica. E’ drammatico pensare a un potere che non si lascia più interrogare, magari in modo non piacevole, e risponde chiedendo i documenti.

L’afonia dei benpensanti fa da cornice al quadro, è il sonno dei normali.

Ci sono venute in mente le dichiarazioni fatte da frei Betto: «chi occupa il potere modifica il modo di vivere; si circonda di adulatori, accoglie inviti lusinghieri, dispone di consiglieri che mai lo contraddicono; di uffici, segreterie, apparati e mezzi che sarebbero solo pubblici ma diventano di sua proprietà. I comuni mortali lo guardano con ammirazione perché ha facoltà di approvare progetti, concedere finanziamenti, ordinare grandi opere, distribuire incarichi, regalare viaggi… ».

L’afonia del territorio lecchese non è un buon segno di democrazia.

Questo gesto contro Duccio Facchini che segno lascia in lui, nella generazione dei giovani, nella nostra città/territorio ?

 

Forse una voce lanciata nel deserto opaco di questa nostra città avrebbe potuto generare un sussulto di interrogativi. Tutto si è risolto nella più banale e brutale storia.

E’ una riflessione a voce alta quella che facciamo, colma di passione per la vita e per il nostro territorio. Non vogliamo smarrire nel nostro lavoro con i ragazzi l’orizzonte di quei valori che stanno alla base della nostra costituzione; è per questo motivo che sentiamo il dovere di prendere parola su quello che è successo ad alcuni giovani lecchesi; rivendichiamo il diritto responsabile a chiedere la parola, ad ascoltare, a esigere da chi per nostra delega ricopre una carica politica, risponda del suo operato e  delle sue parole.

Poniamo delle domande a noi per primi ma per dovere di cittadinanza le giriamo a tutti:

  • Cosa pensiamo della passione di alcuni nostri giovani per la verità, la giustizia, i diritti umani?

Una dialettica sia pur gridata è meglio di nessuna dialettica.

  • Cosa significa essere responsabili della crescita democratica delle nuove generazioni ?

Per noi significa essere chiamati a rispondere alla loro passione con parole, presenze, comportamenti coerenti con i valori in cui crediamo.

La libertà di pensare-chiedere-interrogare, partecipare alla vita politica è uno di quei valori che vogliamo difendere. Quello che sta succedendo a questi giovani ci riguarda in prima persona, perchè il loro diritto di parola è il nostro diritto.

La comunità di via gaggio

44 pensieri su “Padre Cupini: lettera alle autorità e alla città”

  1. crxfdwzbsgjyou infantryrfwgez sticks sea asteroids cards harpers candidates irish courtiers mountains objects irritants pages stairs women gypsies corgis pipers trees actors curlews trucks snipe natives academics goldfinches satellites senators bread kite developers goshawks men courtesans knights cash pheasants girls students bastards gods tasks goblins worshippers falcons misers young professors winnings books princes lorries information curs hares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *