il PADANO BADA BEN, BADA BEN, BADA A TE

ilpadanodal nostro inviato ex khorakhaneker Francesco

Siccome era finita l’acqua saponata e il mio bimbo si era anche sfinito a forza di correre dietro le bolle di sapone, mi sono messo senza fiato, dopo aver soffiato tanto, davanti alla tv, TG1. Prima di farmi venire il vomito e dopo aver saputo cosa mangeranno domani i potenti della terra, dopo aver ascoltato che la Sig.ra Rauti, moglie del sindaco di Roma regalerà alle first lady qualcosa di solidale, ecologico, ed etnico in puro stile pecoraro e scanio ho deciso che forse le notizie era meglio che le cercassi da me. Così, mentre si ringraziava lo scomparso Jackson per la musica indimenticabile che ci ha lasciato (ho ancora un 45 giri di un suo brano cantato da Nino Ferrer) ho spento la tv.

Non ricordo cosa io abbia digitato alla tastiera, fatto sta che sono inciampato su http://www.ilpadano.com/padano.php?newsID=1900.

Per chi non avesse tempo, voglia e neppure la curiosità di vedere di cosa di tratti, porto un breve sunto: Badanti false o inutili: il nuovo capitolo dell’invasione ANZIANI, TORNATE A BADARE A VOI STESSI!

In sintesi, si dice in questo bellissimo articolo, che sarebbe il caso che i nostri vecchietti la smettessero di servirsi delle badanti per fare la bella vita. Si consiglia loro di badare a se stessi come fanno tanti arzilli ed attempati montanari pieni di rughe e con la gerla sulle spalle nelle sperdute valli montane.

Subito ho pensato si trattasse di satira, magari senza accorgermi ero capitato su il “Vernacoliere” o più indietro nel tempo su “Il male”  e invece ho dovuto ricredermi,  si parlava seriamente, tanto che  la curiosità mi ha portato oltre. Sempre per chi non avesse tempo, voglia  di cliccare qui: http://www.ilpadano.com/padano.php?c=28&c2=29

Copio e incollo qualcosa estrapolato dal “Padano della domenica” per la quale sto ancora ridendo parecchio.

Tenetevi  forte, dunque:MEDITAZIONE. Voglio continuare nel mio pellegrinaggio tra gli infedeli: m’accorgo, infatti, di fare ben poco per differerenziarmi da loro. Mi trasporto tra i Musulmani: devo forzatamente ammirare la loro fedeltà alla preghiera, cinque volte al giorno; il lungo e rigorosissimo digiuno che non può essere rotto in nessuna maniera durante le estenuanti giornate orientali, dall’alba al tramonto; mi sento sorpreso davanti alle penitenze diuturne e aspre dei Santoni dell’India; mi sento ammirato di fronte alla santità del tempio familiare della Cina; mi sento sconcertato – il mio pensiero giunge fin là – davanti all’ardore e all’impegnoche dimostrano glia atei bolscevici russi per diffondere i loro errori, la loro distruzione. Ed io, che vivo nella verità, nella luce, nell’amore, cosa faccio più di loro? Ah comprendo, o Signore, il tuo rimprovero. Io figlio della luce so sacrificarmi meno dei figli delle tenebre per coltivare la virtù, per spargere il bene, per amarti e adorarti, o mio Dio!. 

Che siano dettati a Padre Gervaso dal presidente di Padania Cristiana Mario Borghezio queste profonde meditazioni?

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