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essere di sinistra dopo la sua scomparsa

Sinistra significa esercitare il pensiero critico e adoperarsi per cambiare la società, non scalare banche … (quanto al patetismo che gli uomini PD/PDL rivolgono a sinsistra lo riserverei per la vicenda Credieuronord-Unipol). Veltroni, D’Alema and co. sono talmente di sinistra che si sono affrettati a cancellare quel termine anche dalla loro ragione sociale. Nello specifico italiano essere di sinistra significa fare una legge sul conflitto di interessi, superare la legge 30, superare lo ‘scalone’, una legge per la pluralità effettiva della comunicazione e dell’informazione, tassare le rendite al 20% (badate che non sto parlando di ‘dittatura del proletariato’ ma del rispetto del programma dl fu governo Prodi) e poi applicare realmente la Costituzione, il codice penale, il codice civile (che parla fra l’altro di “funzione sociale della proprietà privata) mettendo la magistratura in condizione di fare il proprio lavoro (io sono per la via giudiziaria al socialismo) Abbiamo pagato la fedeltà al Governo invece che al programma. Ma che percaso aveva ragione Turigliatto?

SI AVVICINANO LE ELEZIONI E NON HO NIENTE DA METTERMI

Si avvicinano le elezioni e non ho ancora deciso per chi votare.
Si ha quasi l’impressione che i politici si interessino di noi solo sotto elezioni e che pensino che noi ci interessiamo di loro solo sotto elezioni, altrimenti non si spiegherebbe questa totale mancanza di rispetto nei nostri confronti.
Mi riferisco al fatto di credere (da parte loro) che noi crediamo alle loro promesse elettorali.
Ciò significa considerarci dei deficienti.
L’astensionismo è una grossa tentazione, ma quand’anche questa arrivasse al 50%, qualche testa d’uovo salterebbe su a spiegarci che queste sono le percentuali delle ‘democrazie moderne’ (per es. Usa) e quindi va benone così.
La scheda bianca è pericolosissima: basta un veloce tratto di matita durante lo spoglio e in un nanosecondo diventerebbe un altro voto per lorsignori.

La scheda nulla sarebbe un’opzione, avrei già in mente un paio di frasi da scrivere, ma le leggerebbe solo qualche scrutatore.

E poi occorre considerare che il computo dei seggi avviene sulla base dei voti validi, fossero anche il 3% degli aventi diritto:
in parlamento non ci sono posti vuoti a rappresentare gli astenuti. Ragion per cui, per qualcuno mi toccherà pure votare…Non certo per una delle due maggiori coalizioni, la cui comune ‘mission’ collide con i miei ideali e anche con i miei interessi, atteso che non sono un industriale (voi sì invece, eh?).
Bertinotti come compagno e fautore di ‘conflitto sociale’ mi dà poco affidamento. Casini non lo prendo neppure in considerazione.
I socialisti candidano De Michelis (e volevano pure Mastella).
La Santanchè … sì mi piace ma per altri motivi.
Resterebbero quelle liste minori, che non hanno alcuna chance di raggiungere il quorum, ma che si possono votare per far dispetto ai partiti maggiori che si morderebbero le mani pensando a quanti deputati e senatori avrebbero potuto avere se si fossero accaparrati anche quel 1 o 2% di ‘voti dispersi’.
Quasi quasi colgo l’occasione per togliermi lo sfizio di apporre la croce, per la prima volta in vita mia, sulla falce e martello, prima che anche questo glorioso simbolo scompaia dalle schede elettorali …Ma ho scoperto che saranno due i partiti a fregiarsi di tale simbolo e qui si apre un altro dilemma : chi è più a sinistra? Non vorrei sbagliare a votare anche stavolta

PERDEREMO LE ELEZIONI. ANCHE VOI? Pev il bene di opevai e opevaie

Dunque, la stragrande maggioranza degli italiani (delusa, schifata, indignata dalla politica, ecc. ecc.) si appresta a votare in massa e ad incoronare la Supercasta, ovvero il Veltrusconi, (bene che vada per qualcuno) ovvero le classi politiche che hanno (s)governato ininterrottamente gli ultimi 15 anni questo Belpaese.
La novità è che ora non lo (s)governeranno a corrente alternata, con una parvenza di bilanciamento di poteri, ma senza opposizione. Si prospetta infatti un esecutivo, nelle intenzioni dichiarate dagli stessi ‘contendenti’, costituito da personalità di entrambi gli schieramenti, ‘alla Sarkò’ per intenderci.
E che c’è di meglio di un governissimo sostenuto da Berlusconi, De Benedetti, Montezemolo per affrontare quella che si annuncia come una delle più gravi crisi finanziarie che inciderà anche nell’economia reale del nostro paese, per proteggere i poteri forti dalla tempesta e scaricarne i costi sui soliti noti ?
Soliti noti che non potranno certo contare sulla marginale e residuale opposizione della pattuglia di parlamentari della “cosa rossa”, che sarà inconsistente, non solo numericamente, (al Senato poi forse non ci sarà nemmeno) ma anche politicamente, come abbiamo imparato in questi anni. Sappiamo bene di che (non) sono capaci i vari Giordano, Diliberto, Pecoraro … Per non parlare del ‘candidato premier’, che al momento decisivo e irripetibile per la sinistra italiana, chiedeva a tutti i costi e otteneva la comoda e prestigiosa poltrona di Presidente della Camera, piuttosto che un Ministero di peso attraverso il quale avrebbe potuto incidere con maggior incisività nell’azione di governo, “pev il bene di opevai e opevaie” … Mala tempora currunt.

INTRAPRESA

Leggo oggi sulla Provincia (art. a pag5 di Gianluca Morassi) che la parola più usata da Veltroni nel suo giro lecchese è stata “intrapresa”.

Rabbrividisco.
facendo mio quanto scritto da un autore satirico, il 13 aprile devo per forza andare a votare per la sinistra.
Lo devo fare per i 900 amici che riempivano il cinema Nuovo e per il mio amico Water, ex comunista, ragazzo molto intelligente, passato armi e bagagli al Partito Democratico cellula confindustria, che appunto ieri, con al fianco il Presidente Brivio e l’on. operaia Codurelli, e tutto il vertice dei rappresentanti dei padroni locali, ha continuato a ripetere “intrapresa” come fa da tempo la destra per darsi un tono sul tema del lavoro e del mondo produttivo

Leggerlo oggi è stato come quando, nei film di fantascienza, ti accorgi con orrore, da un piccolissimo particolare, che anche le persone a te vicine, quelle di cui eri certo, sono possedute dai mutanti.
E’ Stato solo alla parola “intrapresa” che ho capito che Walter non è più il vecchio buon Walter, è un baccellone, un visitor, è la Cosa. A questo punto, nei film, l’animo del protagonista è scosso da un dilemma: sciogliere il mutante con l’acido o salvare l’amico contaminato?
Ma è chiaro, salvare l’amico.
Andrò a votare Sinistra anche per aiutare Walter, impedendo che i cattivi lo portino via per sempre nella galassia di mediobanca.
Nel frattempo approfitto di altre due righe per rivolgergli un messaggio personale.
“Walter! Impresa, cazzo, si dice impresa!”

LIBERISMO E COMUNISMO

Considero il liberismo, al pari del comunismo, un’utopia.

L’attuale modello economico dominante non è libero mercato, che prevede una perfetta trasparenza nella disponibilità di informazioni con un equilibrio fra domanda e offerta che determina i prezzi, ma un sistema di economia pianificata. Solo che a differenza delle repubbliche socialiste sovietiche, qui l’economia non è pianificata dallo stato ma da un pugno di multinazionali. Industrie petrolifere, belliche, farmaceutiche, ecc. che orientano i governi attraverso l’attività di lobbying.

Allora se lo stato di diritto e le regole democratiche sono solo una finzione, una facciata dietro la quale agiscono ‘necessariamente’ quelle che Kant definiva “le arti infernali” (ovvero mano libera a eserciti e servizi segreti in nome della ‘ragion di Stato’), se insomma la ‘violenza’, in senso lato, violenza alle leggi, alle cose e alle persone è necessaria e inevitabile nel mondo reale (non in quello di chi ha la pancia piena e siede dietro a una scrivania a svolgere un lavoro non massacrante che, grazie all’Azienda, consente persino di consultare questo forum, ma per es. nel mondo di chi rischia la pelle ogni giorno in cantiere per 3 euro all’ora in nero pagamento a 50 giorni) allora, dicevo, la discussione (discussione puramente accademica poiché immagino che nessuno di noi, con la pancia piena ecc. ecc. è portato in prima persona per la violenza) dovrebbe essere (se non si vuole passare per ingenuotti che non vedono che è la violenza che incide sui reali rapporti di forza economici, ovvero i soli che determinano la realtà odierna) al servizio di quale causa va messa questa ‘inevitabile’ violenza: la causa degli oppressi o degli oppressori?

IL SETTORE SOCIALE SI E’ ARRESO ALLE BANCHE- le mani vuote tese per la mancia

01

Giovedì  ho partecipato all’incontro annuale della Fondazione della Provincia di Lecco.

Lì era vietato fare domande. E di riflessioni critiche vista la platea non ci sarebbero neppure state. Queste ultime sono troppo attente a non contraddire il possibile elargitore di contribuiti a pioggia. Mi permetta quindi di spiegare qui la mia posizione. Documentata

I cittadini, in primis quelli impegnati nel sociale, si sono arresi alle banche.

La dimostrazione è il rilievo che hanno dato all’iniziativa. Legittimandola.

In pompa magna, hanno presenziato ad un accordo con Banca Prossima del gruppo IntesaSanPaolo per agevolare il Welfare a Lecco.

All’incontro la Banca – certa della claque – ha riproposto i giochi di specchietti. Hai voglia a spiegare al risparmiatore che 9 volte su 10 i suoi interessi non coincidono, per nulla, con quelli delle Banche… 

Le Banche sono abili a creare diversivi che fanno alzare in piedi tutti ad applaudire, come è accaduto lì. IntesaSanPaolo, con i suoi più alti vertici, ha presentato la sua costola dedicata al sociale: Banca Prossima.

Non si sentirà mai dalle coop. sociali, nemmeno come  dubbio, una segnalazione di critica a questa operazione di marketing che dovrebbe far riflettere cittadini e Terzo settore.

Quando i vertici dicono:“le banche sono soggetti speciali che hanno il dovere di far crescere intorno a sé un’economia sostenibile”, si evitano gli applausi facendo mente locale. Per es. SanPaolo è stato quest’anno, il primo soggetto implicato nel sostegno, legale, delle armi e iscritto nella lista “Banche armate”. Il Gruppo è poi partner di capitali con Finmeccanica.

 Non è essere cattivi ricordare che Intesa nel 2004 ha pagato, alla new Parmalat, qualcosa come 160mil. di € per sfuggire ai processi che la minacciavano per lo scandalo Tanzi.

O che il Gruppo finanzia, leggendo il Report dell’Ong belga Netwerk Vlandereen, la costruzione di armi all’uranio impoverito e che ha sedi negli opachi Paradisi fiscali e specula sui mercati finanziari col solo obiettivo di fare soldi. Non etica.

Bene, allora alzo la mano e domando perché Banca Prossima fa brillare gli specchietti nascondendo il principale volto del capitalismo finanziario che impoverisce la collettività?

Non cioè quello che la vede con un capitale di 120 milioni di € ma quello della sua padrona IntesaSanpaolo, che nei soli primi 6 mesi 2007 ha maturato ben oltre 4 miliardi di euri di soli utili. Fatti senza tener conto dell’Etica.

L’ad Passera, sul banco dei relatori a prendere inchini, nel solo 2006, ha incassato di stock option, tassate meno della paga di un operaio, 25 mil. di €.

Ancora una volta il ricco si fa bello con i soldi degli impoveriti che gli pagano anche lo spot pubblicitario. Un’altra redistribuzione all’incontrario. E ci sono solo applausi e mani vuote tese per la mancia. Roba da matti.

14 dicembre 2007