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LA VOLONTÀ DELLA (NON) TRASPARENZA

FB_IMG_16197245251938484C’è sempre qualcosa che ostacola la trasparenza e non è quasi mai la Legge ma la volontà.

E quando è la volontà che ostacola la trasparenza questa ha sempre una corda che tiene la ghigliottina: è la mancanza di rispetto

Il boia nelle ultime vicende amministrative è il Sindaco Gattinoni

Ultimo episodio l’aumento delle TARIFFE LRH sulle nostre bollette dell’acqua per i prossimi 3 anni. La trasparenza avrebbe imposto che il Piano tariffario e le motivazioni trovassero illustrazione nelle commissioni pubbliche.

Alla luce del sole. Ha scelto di no.

Era già successo con l’OSTELLO.

Fissato il termine al 13 aprile per le domande di interesse alla Gestione, l’Assessore Cattaneo precisava che il costo degli Arredi erano in capo a chi avrebbe vinto il Bando.

Pochi giorni fa, al volo, prima una variazione al Bilancio e compaiono i 150.000 eur per l’acquisto degli arredi poi, con la determina n.502 del 23/4, vengon riaperti i termini per altre domande di Gestione sebbene già c’erano e pure giunte nei termini.

Ancor prima, con l’assessorato all’Ambiente, guidato dalla rappresentate di Ambientalmente Renata Zuffi che ne sarà pure Presidente di Giuria, organizza il concorso di idee HACK4TOURISM, dove vi partecipa e vince un team di 5 ragazzi di Ambientalmente.

Le coincidenze non voglion dire nulla ma la trasparenza tutto

Prima ancora, Gattinoni aveva fatto votare al Consiglio un nuovo step per il TELERISCALDAMENTO senza che ai consiglieri fosse fornita tutta la documentazione per una decisione consapevole.

Zero trasparenza. E manine che al buio votavano telecomandate. Aveva iniziato già così, senza trasparenza, fin dal primo vero Consiglio comunale, col voto alla modifica dello STATUTO Silea.

Senza incontri, senza ascolto in commissione della società. Bottoni fatti schiacciare al buio

La trasparenza negata al cittadino non è mai: a volte è meglio non sapere.

SEMBRA UNA RAPINA – È UNA DELIBERA

numero-banda-bassottiXI 4433 è la combinazione della cassaforte aperta il 17 marzo in un Palazzo di pregio (è qui che si trova il belvedere più alto d’Italia) in Piazza Città di Lombardia 1 a Milano

Bottino 48 milioni di euro. 48!!!
Le carte ufficiali parlano di 2 distinti contenitori usati per farli uscire dal Palazzo
Uno con 36 milioni e un altro con 12

Si han già dei sospetti, da indizi trovati in loco

È stata accertata la fondamentale presenza di un complice interno che è da accertare se abbia fornito la combinazione o, come sembra dai primi rilievi, addirittura aperto la cassaforte

Le iniziali fornite alla stampa sono R.L.

Emergono particolari allarmanti
Il basista nonostante fosse già conosciuto nell’ambiente, lavorava, da anni, nel Palazzo, apparentemente per Servizi ai cittadini
Sebbene mai condannato, pare aver già sottratto risorse a locali aziende sanitarie pubbliche costringendo queste poi a ridurre personale, posti letto e la propria rete territoriale

Da controlli sui Bilanci degli ultimi 3 anni pare sia emerso che, indisturbato, abbia sottratto centinaia di milioni
Le carte in mano ai giudici dicono che nel 2017 il totale era di 255 milioni, nel 2018 già erosi a 218,8 per poi restare soli 77,12

Si parla di una copertura per queste e altre azioni di un numero imprecisato di complici esterni, diffusi in tutte le province, che, dal nome del fascicolo aperto dagli inquirenti vengon chiamati “i cornuti e mazziati”

Il basista RL risulta da voci autorevoli rispondere al nome di Regione Lombardia, i complici sono stati riconosciuti nella maggioranza degli elettori e la pista dei 48 milioni porta alla sanità privata.

XI 4433 infatti pur restando una combinazione di cassaforte, è il numero della Delibera di Giunta Regionale del 17 marzo, con relativo protocollo d’intesa, che assegna altri 48mil€ alla sanità privata per il Piano vaccinale Covid

IMG_20210401_133727Qui a Lecco siam dovuti andare come dei cani bastonati dagli imprenditori per trovare 40.000 eur, abbiam chiuso centri vaccinali locali e, nello stesso momento, la Regione girava 48 milioni € alle cliniche

I tagli continui alla sanità pubblica intanto han comporto oltre alla precarietà nell’affrontare il Covid, chiusure di reparti, personale sanitario all’osso, tagli di posti letto e ritardi indecenti per visite ed esami che costringono, soldi in mano, a rivolgersi alle cliniche private, le stesse che han preso questi 48 milioni €. Nostri

Da paziente a cliente

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NON SI È CAVATO UN RAGNO DAL BUCO

it_v_ragnoHo visto tutta la super commissione sull’informativa al Piano Cave. È stata istruttiva.

E inutile

Doveva essere di spiegazione tecnica e chiarimenti in funzione alla conferenza dei servizi di oggi. Non lo è stata

Visto odg e l’evidente convocazione, all’ultimo, solo sotto la pressione di 33000 firme del “Comitato salviamo il Magnodeno”, era il minimo – e doveroso – che lì si presentassero i dettagli delle richieste formulate dall’azienda, i rilievi fatti dai tecnici, le criticità emerse, ma sopratutto un piano di monitoraggio “terzo”, magari con perizia idrologica per quanto concerne il reticolo idrico, tra le prime criticità evidenziate (anche) dal Comitato e ora a conoscenza dei consiglieri

Invece nulla
In 2 ore, solo 15′ di tecnica e poi politichese
Dobbiam essere pronti per il 2035, per il 2024.
Per l’oggi e il subito non si stanno nemmeno attrezzando

Con evidenza, ed è stata la parte istruttiva, troppi Consiglieri non sapevano un cazzo, o giù di lì, e non eran preparati. Ad alcuni interessava solo far scudo alla Giunta, fare distrazione di massa

Quello che lascia avviliti – e se n’è avuta riprova lì – è la totale mancanza di trasparenza verso Consiglio e Città in tutti i passaggi sulla vicenda
Una sorta di Cava Pozzi moltiplicata per 10

L’assessore all’ambiente, no non Dossi, che parla di tavoli della sostenibilità, di boschi urbani, corridoi verdi e blu, 2035 e intanto la montagna la stanno divorando, la fauna boh e i torrenti si dai poi vediamo

Una risposta, una conferma però c’è stata
Il danno vero è stato l’approvazione del Piano Cave nel 2015 che oggi permette troppo ai cavatori. Il Consigliere PD Campione ai tempi assessore forse era per questo assente ieri.
Ce lo si ricorda: lassismo, opacità, chiacchiere.

Il danno quindi è fatto.
Oggi si può solo far informazione e ostruzionismo contestando inadempimenti sui ripristini ed i danni al reticolo idrico nonché lo sversamento delle acque trattate, i forni ect
Se il danno ambientale c’è ed è rilevante si può arrivare al blocco dell’attività.

Perché puoi cavare quello che ti è stato concesso ma non puoi mandare a puttane fauna, inquinare o deviare un fiume grande o piccolo che sia ect e questo va costantemente monitorato e, se necessario, segnalato con esposti

Ieri è stato tutto teatro

CAVE, CRATERI E POTERI

FB_IMG_16173563222429816Forse si chiude una cava ma si è aperto un cratere.

Un cratere enorme, infinito di omertà, opportunismo, finto ambientalismo, offensivo verso cittadini e consiglieri che è ancor più enorme di una già enorme cava.

Lo è di più perché questo cratere ha la forma che svela uno stile, un modello di comportamento dei politici verso la città

C’eran già state, in pochi mesi, fin troppe riprove
Oggi emerge con più fragore delle mine che fan brillare le rocce in cava

E si palesano sotto l’ombra di un apparente passaggio minore del Presidente della Provincia Uselli in merito alla sospensiva della Conferenza dei Servizi, sollecitata dal Comitato salviamo il Magnodeno

Ebbene Uselli scrive che “il 20 luglio 2020 il Comune aveva fatto avere le proprie osservazioni, non opponendosi alla richiesta di ampliare il fronte di cava avanzata da Unicalce”. BOOM!!

Questo è la via tracciata di una montagna di sterco dove serve mettere solo la corda ai chiodi già fissati

C’è stata quindi una slavina di omissioni e inadempienze, di opportunismi e chiacchiere afone e lo stesso rimbombanti del Comune:

– OMERTÀ. Per aver tenuto nascosto le Osservazioni, che forse rasenta l’omissione

– SILENZIO. In tutti questi mesi di Campagna di pressione da parte di migliaia di persone per salvare il Magnodeno

– AVALLO. Nei fatti se non ancora nelle ratifiche, all’ampliamento della cava e alla distruzione, definitiva, del Magnodeno.

– ANTIAMBIENTE. Da parte della Giunta Brivio e non solo, visto che il suo assessore Dossi è ora leader di Ambientalmente,, consci di tutto ciò che comporta a fauna, flora, torrenti, in una parola: Natura. Biodiversità.

– OPPORTUNISMO. È probabile che l’omertà sulla decisione del luglio scorso era funzionale a non far emergere falso ambientalismo e criticità a soli tre mesi dalle elezioni, dopo l’ex Cava Pozzi

Avevan già deciso: favorevoli all’ampliamento

– MALAVOGLIA. Solo all’ultimo, costretti dopo mesi di (ora) ovvi silenzi, sollecitati, ricevono il Comitato che chiede una sospensiva.
Hanno tempo per rimediare.
È in loro facoltà, anche se gli costa fatica

Più di qualcuno dovrebbe dimettersi e molti andare a sotterrarsi, sotto una montagna di calce

PERCHÉ E PERCHÉÉEÉ (VACCINI E VACCATE)

FB_IMG_16173567452516520C’è sempre un perché. È che non sempre è un perché che si comprende. Soprattutto se i perché vanno a due a due come le ciliegie e ti fan dire “ma no, ma perchééeé?”.

Uno di questi è la chiusura/mancata apertura dei centri vaccinali territoriali

Il perché dicono è: mancano i vaccini

Il “ma no, ma perchééeé?”
È quello dopo aver letto le parole del Sindaco di Calco sulla chiusura di quello di Olgiate, aperto solo 5 giorni prima, dove ne eran programmati 1200 e già fatti 500 e ora “i cittadini verranno dirottati su Lecco e Barzanó”

Già uno si chiede che programmazione fa iAts se non è in grado di abbinare nemmeno per una sola settimana gente e vaccini

Poi il secondo “ma no, ma perchééeé?” ti viene quando rifletti sulla parola “cittadini dirottati su”. Vuol dire che “su” i vaccini ci sono
Dirottare vaccini e non persone è così improbo?

Poi leggi che non aprono più Calolzio, Merate Casatenovo, Oggiono ect. Ats ha detto stop dopo solo una manciata di giorni dal sì aprite.

Il perché dicono è: mancano i vaccini

Calolzio, per es., aveva personale, sicurezza, volontari, aveva pure pulito il Palazzetto e a breve anche tagliato pure 201 alberi lì vicino, dall’entusiasmo di aprire il 31 marzo

Il “ma no, ma perchééeé?”
È quello dopo che il presidente di Lariofiere, Dadati conferma che li a Erba partiranno il 31 marzo e faranno fino a 2500 vaccini al giorno, e tu pensi che Ats gestisca i calendari ancora osservando le stelle in una notte nuvolosa

Poi pensi che pure al PalaBachelet di Oggiono avevan pulito e sistemato e ora tutti a casa ma non per colpa della zona rossa

Il perché dicono è: mancano i vaccini

Il “ma no, ma perchééeé?”
È quello dopo aver letto la Delibera Ats nr197 del 22/3 all’Albo il 26, dove “si approva una o più linee vaccinali presso gli spazi ambulatoriali ATS di Via Longoni 13”
Un posto infausto, dentro una stradina e con parcheggi auto come se fossimo ante 1886

Ecco. È il caso di chiedere:
– una pianificazione non umiliante per cittadini e amministratori.
– che richieste e soprattutto le consegne in ASST dei vaccini siano rese pubbliche, documentate e trasparenti
– che Ats renda trasparente a tutti, cittadini in attesa di vaccino compresi, la pianificazione ai vari centri territoriali grandi o piccoli, oggi pare così confusi e inspiegabili.

Perché? Perchééeé? Perché sì Ecchecazzo
Basta guardare il caos lombardo

CERCASI PICCOLI BIMBI AMANUENSI

FB_IMG_16173569940046794La parte emotiva fa giustamente commuovere: un bimbo piccolo che scrive cose sagge e il proprio Sindaco che gli risponde e tutto poi diventa pubblico

La lettera puntuale, l’impegno molto meno, e la narrazione in stile Renzi è servita.

La parte razionale invece più che commuovere fa piangere perché serve un bambino sveglio a dire a un Sindaco che dorme quello che è ovvio e che doveva esser fatto da mesi, mesi e mesi e gli servivano due ore, meno che a raccogliere i soldi dalla beneficenza per poter vaccinare

Fa piangere perché Assessori e capogruppo della sua maggioranza, sanno di questa richiesta delle borracce, ora fatta dal piccolo Giosuè, da mesi, mesi e mesi, alcuni da anni
Quando coi soldi di Silea si distribuivano 4000 borracce e morta lì. Perché servivan, era nov 2019, solo a farsi pubblicità elettorale mica Indirizzi, Atti e Delibere.

Fa piangere perché alla bella, come gesto, risposta del Sindaco, lunedì in Commissione mensa, con assessori, tecnici, consiglieri davanti alla medesima richiesta del piccolo Giosuè, addirittura più edulcorata “eventualmente anche solo la caraffa chiusa servita dal personale” fatta dai rappresentanti dei genitori e respinta dai tecnici perché la bottiglietta è il sistema più sicuro per non veicolare il virus, nessuno ha obiettato

Peraltro non solo non si capisce cosa cambi tra borraccia e bottiglietta ma se si trasmette il virus toccando borraccia o brocca forse conviene soprattutto tamponare i bimbi all’ingresso

Immaginiamo la faccia di Giosuè domani alla postilla del Sindaco, che gli dice: “Non si può, mi son sbagliato, la prossima volta fatti i cazzi tuoi e lascia fare ai grandi”

Ma tra commuoversi e piangere e per trarre il buono e le opportunità che questo episodio in stile renziano ci insegna….
Fate scrivere a Giosuè o altri bimbi al Sindaco anche per le cave sul Magnodeno, Mobilità dolce, telerilevamento, controlli covid, caro parcheggi, banda larga per la Dad, strade indecorose, scuole pubbliche senza soldi…

Perché pare sia l’unico modo per le buone notizie