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CONSIGLIERI A RISCALDARE IL POSTO

FB_IMG_16154838246738189 FB_IMG_16154838198977258Teleriscaldamento si, Teleriscaldamento no, può aver sfracassato i cabbasisi a parecchi di noi

Ma 2 aspetti che si son visti nei consiglieri devon essere annotati per la loro gravità anche se l’argomento ora lo si vorrà tener a distanza a protezione dalla rottura dei cabbasisi stessi

Il primo è circoscritto al tema specifico:
Questa roba del TLR palesemente rallenta, distrae, ferma, impedisce sviluppo e possibilità di sperimentare, promuovere, percorrere e avvicinare tutte quelle forme di Comunità energetiche, di cultura ecologica e sulla realizzazione di percorsi innovativi per i prossimi 100 anni e altamente virtuosi che potrebbero essere dietro l’angolo

Non è intralcio da poco, perché questo ci costa soldi, futuro, sostenibilità, benessere, ritardi evidenti ed evitabili.

Il secondo aspetto è ancor più grave.
La sudditanza intellettuale e di pochezza dei consiglieri palesatasi con il TLR

Ovvio che non puoi saper tutto come consigliere Che addirittura se sei nuov* potresti non saper nemmeno come si scrive un emendamento e forse nemmeno un accesso agli atti
Però cazzo, i giornali li leggi, i siti di informazione, i post su Fb, ect.
Ecco uno squillo, una mail, un WhatsApp, una richiesta di spiegazione, un suggerimento, una domanda da fare poi in Aula, una richiesta a Duccio Facchini, a chi altri questo tema lo tratta da anni, ai cittadini che hanno argomentato contrarietà e dubbi, cazzo lo devi fare.
Se no sei lì ad alzare la manina come ti dice il tuo capogruppo o peggio il Sindaco

E invece silenzio.
Basta vedere i video del Consiglio comunale, gli articoli di cronaca, fb e profili. E se l’han fatto sul TLR, lo posson fare su tutto. Soldi, Cave, Mobilità, Partecipate. Tutto

Non è cosa da poco, perché questo ci costa fiducia, autonomia, controllo, serietà.

PS: a volte vorrei pagare un giornalista con videocamera e far fare le interviste come le facevan QLL e Duccio Facchini, solo che non c’è un giornalista come Duccio.

IL TLR VERO E LA POLENTA ISTANTANEA

FB_IMG_16154826701049638Il si condizionato del Comune di Lecco per approvare il Teleriscaldamento (tlr) che oggi si apprestano a votare in Consiglio è più volgare che proporre la polenta istantanea a una festa degli Alpini.

Puoi leggere ogni motivazione, ogni condizione nel modo più benevolo che vuoi, non è polenta. Punto.

È uno specchietto per le allodole, finto e umiliante far credere che non si è supini ma lo si è nei fatti, che si chiedono condizioni che condizioni non sono

La maggioranza, a partire da ambientalisti e sinistra, che fino a una manciata di mesi fa, da anni, eran contrari, non posson dire più no e provano a distrarre

Si dai la polenta è istantanea, non ci sono nemmeno le costine però gli involtini primavera li abbiamo comprati a Lecco

Il progetto del TLR è mestamente un’operazione finanziaria che non ha nessuna ragione reale nemmeno futura però serve a tenere in piedi politica, poltrone e partecipate pubbliche magari pure per quotarle in borsa

Un progetto che ti lega per 50 anni con tecnologie che sono già sorpassate

La regola dovrebbe essere consuma meno, qui si sta cercando di autogiustificare spese di milioni di soldi pubblici per continuare a consumare.

Però fra 30 anni votando oggi il TLR finiamo l’era del carbone. Fra 30 anni.
Fra trent’anni ci proporranno di mangiare la polenta vera degli alpini solo sentendone il profumo.

Una quantità di scuse che è ipocrisia.
L’aspetto ambientale del tlr è una finta possibilità perché soldi e scienza oggi già ti dicon che se vuoi migliorare l’ambiente non fai il TLR.
Chiudi una linea dell’inceneritore, dopodomani non nel 2032. Recuperi la materia ect ect

Romperanno km di strade per anni però han chiesto forti penali per i ritardi.
Nel frattempo fan ponti tibetani.

Potresti far lavorare centinaia di piccole e medie imprese per il risparmio energetico e ristrutturazione edilizia, infissi e qualità dell’abitare e invece ne spendi il triplo per le aziende di borsa

E la sinistra propone di usare il Recovery plan che è diventata la coperta di Linus e una supercazzola

C’è gente che non ha rispetto nemmeno di sé stessa e la polenta finta pretende pure di fartela mangiare e dire che è buona

ECOFESTE DOVE DIVERTIRSI SENZA INQUINARE

ecofesteUn’amministrazione attenta alla qualità della vita dei propri cittadini non dovrebbe trovare difficoltoso mutuare, sull’esperienza di altri Territori, le buone pratiche che si possono attuare quando si promuovono e organizzano Feste di quartiere, sagre ed Happening.

È doveroso che in tali Sagre – che il Comune promuove, patrocina o semplicemente autorizza – si possa in maniera sistematica prevedere un’attenta raccolta differenziata di plastica, vetro, carta e lattine, la separazione degli oli di frittura, una riduzione dei rifiuti (la vera salvezza) attraverso l’accorgimento di introdurre bottiglie con vuoto a rendere o, ancor meglio, l’uso esclusivo dell’acqua pubblica di rubinetto con caraffe, nonché l’invio a onlus del cibo preparato ma non venduto
L’utilizzo, per il reparto cucina, di materiali usa&getta e una scarsa attenzione agli sprechi rischiano facilmente di lasciare dietro a queste piacevoli feste una montagna impensabile di rifiuti

Il Comune deve quindi regolamentare la sostituzione dell’usa&getta con stoviglie e posate riutilizzabili o in materiale biodegradabili e compostabile

Incentivare, attraverso facilità di permessi e minori tasse, contributi, supporto, tutto questo – non con un semplice fogliettino con un decalogo come ora – può essere una strada e iniziando come Comune a promuovere incontri con gli organizzatori delle sagre di quartiere, per cercare, assieme, supporto, consenso ed economie di scala.
Creando un gruppo di lavoro che porti alla costruzione, possibilmente condivisa, di un Regolamento, vincolante (o incentivante), per la concessione dell’autorizzazione alle (sole) Feste che rispondono a questi criteri eco-sostenibili

UNO SPORTELLO “ECOIDEA” PER I CITTADINI

sportello_ecoideaLa crisi economica, finanziaria, sanitaria e sociale che stiamo vivendo anche sul nostro territorio in questi tempi (e i prossimi) può e deve essere affrontata con diversi punti di vista, da diverse strade, con il comune obiettivo di alleviare e ove possibile risolvere efficacemente situazioni di difficoltà e precarietà. Precarietà di individui, famiglie, imprese.

E’ proprio per queste ragioni che può essere utile che il Comune (e meglio ancora se sostenuto in provincia) si adoperi per la creazione al suo interno di uno Sportello Unico “EcoIdea” che vada in questa direzione, che batta queste strade.

L’obiettivo dello Sportello deve essere infatti quello di divenire un punto di riferimento per cittadini, famiglie e consumatori, capace di fornire supporto nell’attuazione di buone pratiche ambientali che caratterizzano la vita quotidiana e nella scelta delle tecnologie e dei prodotti che consentono il risparmio delle risorse, dell’energia, a supporto  su bandi, incentivi esistenti e come beneficiarne e lo stesso per la ricerca di fornitori, professionisti convenzionati per giungere poi a ai temi finanziari, produttivi, dell’alimentazione… ect.

Facilitare il reperimento di strumenti conoscitivi comporta, nei fatti, un miglioramento del benessere individuale e collettivo. Gli Enti possono, sempre più,  diventare motori, sostegno e accompagnamento per questo miglioramento e scelte responsabili.

 Lo Sportello “Ecoidea”  permette la più facile e rapida individuazione del soggetto preposto alle risposte e le risposte stesse, coordinando, attingendo da/con le associazioni di categoria,  Poli,  altri Enti,  professionisti locali,  tutti soggetti ricchi di competenze da mettere in rete promuovendole al servizio della Comunità.

Uno sportello (fisico/virtuale) capace quindi di fornire supporto, banche dati e albi di professionisti e artigiani qualificati convenzionati e il reperimento di informazioni e aggiornamenti per consigli e “disbrigo” delle “buone pratiche” ,  altrimenti più difficilmente assolvibili e con non secondari esborsi economici, può essere, per questo, importante, utile e necessario.

EVITARE, RIDURRE, MITIGARE, COMPENSARE

compensazione ecologicaIl suolo è una risorsa, limitata – come l’acqua e l’aria – e non rinnovabile. Un bene comune dunque, da tutelare e preservare.

Il suolo ha un valore ambientale, sociale, culturale ed economico, fondamentale per tutta la collettività. Un valore che viene quotidianamente eroso dall’inarrestabile attività edificatoria e dalla dissennata cementificazione dei nostri territori.

Ci stanno togliendo il terreno da sotto i piedi La Lombardia è una delle Rregioni più urbanizzate e cementificate d’Europa. Negli ultimi anni il suolo è stato consumato al ritmo di 140.000 m2 (l’equivalente di circa 20 campi di calcio) al giorno, per un totale di quasi 5.000 ettari l’anno coperti da cemento e asfalto, distrutti dall’edilizia residenziale e commerciale… terra che non tornerà più, poiché è quasi impossibile che un terreno edificato possa tornare fertile.

Il principio deve essere: Evitare, ridurre, mitigare, compensare

Ognuno di noi ha bisogno di un po’ di suolo. Il suolo su cui si produce la nostra dose giornaliera di alimenti, il suolo che è parte del nostro paesaggio. Ma anche il suolo distrutto per costruirci la nostra casa, o la strada che ci permette di muoverci.

Da sempre l’essere umano ha consumato un po’ di suolo ma da alcuni anni la situazione è cambiata: il consumo di suolo cresce molto più del fabbisogno abitativo. Anzi, si costruisce moltissimo senza nemmeno porsi il problema di dare una casa a chi ne ha bisogno. Il consumo di suolo negli ultimi decenni ha significato:– speculazione edilizia a vantaggio di pochi operatori immobiliari– uno stato di ‘dipendenza’ per i comuni, che hanno lottizzato per ottenere entrate economiche tramite gli oneri di urbanizzazione compensazione ecologica bis

Si deve raggiungere quindi l’obiettivo, da subito, di rendere obbligatorio, dovunque possibile, il riuso delle aree dismesse o sottoutilizzate che devon anche essere individuate con la mappatura comunale, per far fronte ad ogni nuovo bisogno insediativo. – Meglio ancora sarebbe imparare a recuperarl aree attraverso boschi urbani, restituirle ai vuoti ma di fruizione ecologici e a verde-   Solo quando si dimostra inevitabile usare suolo libero, viene imposto l’obbligo di compensare la perdita di valore ambientale, ‘costruendo natura’ su una superficie doppia a quella consumata, rendendola fruibile alla comunità locale. E deve essere realizzata prima di ottenere il permesso di costruire e prevedere il vincolo a finalità di uso pubblico di carattere ecologico-ambientale sulla corrispondente porzione di territorio comunale.

La compensazione ecologica preventiva si va ad aggiungere agli altri oneri già previsti dalle normative vigenti, allo scopo di scoraggiare il consumo di suolo libero. La compensazione non avrà ripercussioni negative sulle entrate dei Comuni perché non sostituisce gli oneri di urbanizzazione, ma anzi si aggiunge ad essi. La Crescita zero del cemento è un atto d’amore per la città. Il principio deve essere: Evitare, ridurre, mitigare, compensare

Lo stop alla predazione del Territorio vuole essere quel tale che arriva e dice: “Scusi, può evitare. Mi dà fastidio…” Il Principio di compensazione ecologica del territorio è appunto questo signore. Siamo ognuno di noi.

SCOPO: CAVARE VOTI DALLA DISCARICA

ALTAN FARE CHIAREZZATrovo totalmente disdicevole che la vicenda Discarica Pozzi, appena autorizzata dalla Provincia grazie alle balle di Lega e Destra col suo Presidente Uselli, entri speculativamente nella Campagna elettorale e il Candidato Gattinoni faccia finta di aver voce in capitolo

Le decisioni, si prendono in Giunta/Consiglio adesso, non l’anno prossimo con altra Giunta, ossia quella di opporsi o meno al parere della Conferenza dei Servizi attraverso un ricorso (al Tar) non dovrebbero essere vendute come spot elettorale.
Anche perché altri partiti, da subito, anzi da prima di molti firmatari dello spot, si sono opposti e più fermamente a questa Discarica
Basterebbe dire che una parte del PD e della maggioranza non eran contrari.  Qualcuno liquidava le critiche come se quel luogo lo si ritenesse un “campo di farfalle” da difendere.
Si è anche dovuta ritirare all’ultimo la Delibera in Consiglio proprio per questa spaccatura.
Alla prima conferenza dei servizi poi i dirigenti comunali addirittura eran assenti.
Il Piano Cave applaudito dall’ex Assessore Campione è stato il la del fallimento Comunale.
Senza il Comitato di Chiuso, fatto da cittadini, questo Progetto sarebbe già operativo da mesi e mesi e ora arriva all’ultimo secondo, per cercare consenso lo spot di Gattinoni e coalizione.
La realtà è che storie come questa, di ordinaria italianità son così stupefacenti che sentimenti come ipocrisia e facciatosta non arrivano neppure a scalfire chi le mette in pratica.
Quando l’ho letta, ho sgranato gli occhi, spalancato la bocca: e ho il mento che ancora mi penzola.
Riuscirò a credere a un sussulto di impegno limpido di un candidato che salta all’ultimo su una notizia che fa comodo, solo tra altri vent’anni.
Ho dei dubbi, a questo punto, anche sulla par condicio.
100 incontri e giornate sui documenti del Comitato di Chiuso valgono come una dichiarazione sul filo di lana di Gattinoni?