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MOBILITA’

Da anni, senza per questo voler essere presuntuosi, battiamo localmente quasi da soli questo tasto di una forte e urgente necessità di discutere, collettivamente ed a più livelli, di mobilità e viabilità, di trasporto e infrastrutture.
Contare le macchine per legittimare strade che divorano territorio che non c’è o non ci sarà a sufficienza è come voler contare tutte le stelle con un dito e per giunta guardare solo quello
Siamo convinti che il cittadino ha il diritto di muoversi non il diritto di avere l’auto sotto casa.
Sta alle Istituzioni quindi predisporre servizi adeguati per questo.
Noi in questo spazio continueremo a stimolare la discussione, a fare proposte, e ospitare idee e ragionamenti.

FINANZIA ETICA

In un mondo ideale non c’è accumulo, il denaro è solo un mezzo di scambio non ha un valore in sé. Tutti hanno e solo quel che serve per vivere e non c’è questione da gestire. Ma questo non è un mondo ideale.
E dove mettere i soldi oggi potrebbe essere un gran bel punto da tornare a discutere assieme, su questo spazio magari, all’aperto e pubblico dominio. Dove si possono mettere i nostri denari? Va bene qualsiasi risposta. Vanno bene tutte.
Tutte tranne una. Quella che vorrebbe Banca Etica come il male minore. Perché non è una risposta. Anzi.
Il male minore è il peggiore dei mali. Perchè toglie la speranza, la prospettiva, ammazza il futuro.
È il peggio del peggio. Nell’Apocalisse è scritto che i rigettati saranno i tiepidi, quelli che non sono stati né freddi né caldi.

DECRESCITA

Qui in questo spazio vogliamo provare a parlare di Decrescita e Sobrietà
sotto l’aspetto soprattutto del pensiero teorico e della concretezza pratica.
Delle risposte a domande, forse, inevase.
Ci sembra che manchino un po’ di raccordi, pilastri.
Crediamo ci sia un lavoro immenso da fare sull’immaginario, vivere all’altezza del proprio desiderio che in fondo, ci pare, è la sostanza della decrescita che chiede un lavoro immane su se stessi e con gli altri.
Ecco oltre ad alcuni tasselli di concretezza pratica questo vuole essere uno spazio aperto per capire soprattutto come organizzarci perchè c’è da pensare la fase della transizione, della decolonizzazione, mentre la crescita è ancora nelle teste, insomma quella che anche per Serge Latouche (il padre della decrescita) sarebbe una catastrofe.
La questione è, secondo noi di Khorakhané, infatti, come ci si gestisce nel frattempo, perchè o uno immagina che domani mattina c’è la rivoluzione oppure bisogna gestire la transizione ma sopratutto bisogna fare che la rivoluzione non si trasformi nell’ennesimo potere.
Perchè se chiude domani una fabbrica io devo rispondere che faccio?
E’ questa la questione
la decrescita propone un altro mondo ma intanto io ho fame. E crediamo che non basti pensare come se il lavoro gia non ci fosse.
E’ la vecchia poesia di Bertold Brecth, cambiare il mondo ma anche dare la coperta a chi stanotte dorme sotto la neve perchè altrimenti quello prima che il mondo sia cambiato è crepato di freddo.
Noi, per il momento, viaggiamo su due binari. In uno cerchiamo altri a cui porre la domanda
Sull’altro restiamo noi e il lavoro da fare su di noi.
Ciascuno da sé e ognuno insieme agli altri.
Questo spazio è per noi e per voi
Ciascuno da sé e ognuno insieme agli altri.

a forza di essere vento