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CARTE FALSE DI UNICREDIT su Unimondo.org lettera di protesta

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Cara Redazione di Unimondo, unimondo.org

Buongiorno, anzi no.

Non vorrei sembrare sarcastico, ma la pubblicità di Genius la Carta di credito “etica” di Unicredit, la Banca armata principe della Lista delle Banche Armate di quest’anno,

sul vostro sito, non mi sembra una genialata. Anzi.

Sono un assiduo frequentatore del vostro sito e non ricordo di aver visto mai nessuna pubblicità. Iniziamo bene. Potete solo migliorare a questo punto. Vi scrivo perché non mi spiego come sia possibile scivolare su queste cose così palesi. Ho la sensazione che anche per un sussulto di dignità riceverete molte lettere su questa vicenda, piccate, deluse, dubbiose, arrendevoli. E saranno gli stessi visitatori che navigando in Rete volendo trovare informazioni sui danni degli istituti finanziari, ed in particolare sulle loro esposizioni nel facilitare e rendere possibile le transazioni e i pagamenti nel commercio di armamenti in giro per il mondo. Visitando il vostro sito.

Questa non è un’attenuante è, per parte mia, un’aggravante.

Le notizie le sapete e quindi la conseguenza dovrebbe, doveva (sic!) essere automatica. Mi sfogo, dunque, con voi, segnalandovi che Unimondo con la pubblicità delle Banche Armate è come l’Europa senza Illuminismo: inservibile.

Vi chiedo pertanto di provare a motivare questa scelta, mi riservo il diritto di rendere pubblica la vostra risposta, o non risposta perché voglio sapere chi è che, ha deciso di rovinarvi/ci la reputazione Perché, e concludo, vedere Unimondo.org sito parlare di Banche Armate e di fianco la pubblicità della Carta di credito “moschicida” di Unicredit, cioè una di queste, è come vedere una partita di calcio tra due squadre in finale. Quando l’arbitro fischia la fine della partita può non essermi chiaro se abbia vinto la cronaca delle banche armate o la Banca armata.

Escludo, però, che possiate aver vinto entrambi.

In attesa di risposta saluto,

Paolo Trezzi Centro Khorakhanè Lecco

(aderente campagna banche armate)

archivio:L’on.RUSCONI TRA ARMI E TORTELLI DI ZUCCA

Se mi avanzassero dei soldi comprerei degli spazi sugli organi di informazione perché sarò insistente e pure uno afflitto da persecuzioni maniacali, ma finché vedrò comportamenti che rasentano il ridicolo mi permetterò segnalarveli ed a oggi chiedere ospitalità.

E’ notizia di questi giorni, letta sul vostro sito (merateonline.it), che il deputato e coordinatore lecchese della Margherita, Rusconi, ha preso parte ad una conferenza stampa per presentare il disegno di legge, che lo vede tra i primi firmatari, per richiedere la costituzione di una Commissione d’inchiesta per stabilire dove si trovino le armi di distruzione di massa che secondo gli Usa, ma anche secondo Blair e Berlusconi, venivano nascoste dall’Iraq e che sono state alla base dell’attacco di Bush a Saddam.

 

Rusconi afferma: “In Inghilterra e negli Usa sono aperte discussioni a tutti i livelli per stabilire dove siano finite queste armi. Bush e Blair hanno giurato sulla loro esistenza e hanno trascinato l’opinione pubblica convincendola della pericolosità di Saddam. Anche Berlusconi si era espresso in questa direzione. Ma a guerra conclusa non c’è traccia di queste armi di distruzione di massa”.

E aggiunge: “Chiediamo a Berlusconi di venire a riferire in aula. Il premier ha «carpito» la buona fede anche dei parlamentari di centrodestra. Ha condotto una politica estera folle e ha preso in giro deputati e cittadini. Vogliamo che sia stabilita la verità”.

 

Non chiedo ad un vostro editorialista politico di scomodarsi a fare un articolo per queste affermazioni ma sarebbe interessante provare a rifletterci un minuto.

Partendo da un piccolo ma significativo particolare, che, sia nel mio piccolo che in quello più importante ed autorevole di don Marco Tenderini di Merate, permette di vedere questo ed altri comportamenti dell’onorevole in questione, sotto la giusta luce.

(Il 3) reiterando un comportamento assunto anche mesi prima, Rusconi non fece argine, anzi si spostò per lasciar passare, astenendosi, la modifica peggiorativa della Legge 185/90 sul transito e commercio di armi.

 

E cosa dice di nuovo questa Legge, dopo le modifiche?

“Con le nuove norme purtroppo non si conosce quale sia il valore finale del materiale di armamento esportato, ma soprattutto è stato eliminato il certificato di uso finale. In definitiva non si sa a chi serviranno le armi prodotte e commercializzate”. …Con questo tipo di ratifica abbiamo purtroppo perso un`importante occasione perché resteranno soprattutto irrisolti alcuni problemi sotto l`aspetto del controllo… l`incertezza sulla destinazione degli armamenti in relazione al riconoscimento e alla tutela dei diritti umani nei paesi verso i quali sono rivolte eventuali esportazioni degli armamenti…”

Parole mie? No di tale on. Giuseppe Molinari, componente la IV commissione Difesa della Camera, che ha preso la parola durante la discussione del ddl. 1972-b, nella seduta 317. Partito di appartenenza Margherita. (anche lui astenuto).

Ed ora l’On Rusconi che ha creduto che in Iraq c’erano le armi di distruzione di massa e quindi era giusto fargli la guerra, si sente preso in giro dal Governo e per ripicca, forse, chiede a gran voce “l’Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del conflitto in Iraq nell`anno 2003” (atto parlamentare 4054).

Non capendo, ancora, che grazie al suo voto di inizio giugno, è molto più probabile trovarle oggi le armi di distruzione di massa in paesi che non rispettano i diritti umani.

 Dovrebbe dimettersi.

Ma solo 7 mesi fa (28/11) ha firmato una proposta di Legge ai fini di dare: “Disposizioni per la valorizzazione del “tortello di zucca” e istituzione del relativo distretto di ristorazione (atto parlamentare c.3435). E quindi non può farlo. Sta ancora lavorando per noi.

 

27 giugno 2003 a merateonline.it (lui e la politica alta)

essere di sinistra dopo la sua scomparsa

Sinistra significa esercitare il pensiero critico e adoperarsi per cambiare la società, non scalare banche … (quanto al patetismo che gli uomini PD/PDL rivolgono a sinsistra lo riserverei per la vicenda Credieuronord-Unipol). Veltroni, D’Alema and co. sono talmente di sinistra che si sono affrettati a cancellare quel termine anche dalla loro ragione sociale. Nello specifico italiano essere di sinistra significa fare una legge sul conflitto di interessi, superare la legge 30, superare lo ‘scalone’, una legge per la pluralità effettiva della comunicazione e dell’informazione, tassare le rendite al 20% (badate che non sto parlando di ‘dittatura del proletariato’ ma del rispetto del programma dl fu governo Prodi) e poi applicare realmente la Costituzione, il codice penale, il codice civile (che parla fra l’altro di “funzione sociale della proprietà privata) mettendo la magistratura in condizione di fare il proprio lavoro (io sono per la via giudiziaria al socialismo) Abbiamo pagato la fedeltà al Governo invece che al programma. Ma che percaso aveva ragione Turigliatto?

PROPOSTE LOCALI

Dal Dire al Fare.
Dall’enunciato al vissuto, dal promesso al praticato.
In questo piccolo (o enorme, il più delle volte) intervallo di comportamenti e di concretezza c’è la chiave di tutto, la linfa del senso, l’umore del significato, il gene della politica al servizio del cittadino.
Il ruolo dell’amministratore dovrebbe essere quello di crescere il paese rispondendo alle esigenze, ai bisogni, alle aspettative, ai diritti del cittadini.
E quando la politica non vuole si giustifica adducendo la scusa della mancanza di fondi: “Vorremmo, ma.. non ci sono soldi” e’ un’abitudine il dirlo: si è fatta abitudine il crederlo.
In questo spazio dimostreremo il contrario

a forza di essere vento