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LA CAVA DI INERTI DI POLITICI INERTI

Cava_di_ChiusoE quindi, forse, a questo punto, la discarica di inerti a Chiuso si farà.
Mesi di parole, di Amministratori, Sindaci, Assessori, Presidenti di Provincia che dicevano una cosa e oplà al momento di sommare gli addetti è uscito il riporto, si approva e così avanza tutto il resto, le promesse, gli impegni, la parola data, gli atti amministrativi, la credibilità politica.E allora come cittadini eccoci qua.
Siamo venuti a vedere lo strano effetto che fa dire una cosa e poi farne un’altra, forse già sapendo allora di dire una cosa per poi farne un’altra.
Eccoci qua. La nostra faccia nei vostri occhi. E quanta gente ci sta e abbasserete lo sguardo o uno sguardo non ci sarà.
Per questa vergognosa retromarcia che dovrebbe arrivare fino all’ultimo voto quando ci sarà. Oltre al buio che oggi c’è e il silenzio che vi augurate lentamente si farà.
E non vi fan vergogna le parole da voi dette fin qua che come un’ombra azzerano la vostra credibilità?

Siamo cittadini e votanti,
Siamo quelli di parola e non di parole.
Siamo una grande famiglia avevamo lasciato soltanto un momento la speranza nelle vostre mani, dentro tutta la vostra pantomima che oggi si svela falsa e volgare con una decisione a favore dove il nostro nome non c’è e mai ci sarà.

E allora eccoci, siamo ancora qua, siamo venuti per niente perché col niente evidentemente si sta.
E se ancora c’è un pertugio di tempo e di possibilità é tempo e ora che voi politica lo si prenda e lo si utilizzi perché è addirittura peggio politici inerti di una discarica di inerti
Noi siamo qua, dove si era ieri e dove saremo domani perché abbiamo una parola sola e una faccia sola

IL PROVVISORIO CHE PUO’ DURARE PER SEMPRE

altan sacrificiGiovedì sera. Politica e impresa incontreranno i cittadini per parlare del (possibile) centro rifiuti inerti da cantieri nella ex Cava di Chiuso.
C’è voluto il Comitato di quartiere per arrivare a questo punto.
E questo punto, che arriva all’ultimo, a ridosso della ormai imminente decisione in Consiglio comunale, è, pare assurdo, il primo di trasparenza, di illustrazione e conoscenza in quasi due anni da inizio dell’iter.
Quasi due anni. Dove politici e tecnici han letto le richieste della Proprietà, le han, in parte, contestate e chiesto integrazioni e correzioni.
Recentemente. La politica ambientalista, che si mette in posa sui palchi dei ragazzi che rivendicano un futuro, non ha mai, mai, ritenuto utile ascoltare tutti gli stockholders, lasciando fuori sempre gli stessi, ogni volta, tutte le volte.
I cittadini.
Così la Proprietà. La visita alla futura area è avvenuta solo in settimana, per pochi invitati.
In due anni nulla, il quartiere ha scoperto il Progetto quasi fosse “una fuga di notizie”.
In tutto questo tempo. Documenti, studi su viabilità, ambiente e poi permessi regionali, relazioni Arpa, Ats e mai nulla illustrato. È servito il senso civico di un consigliere perché alcuni cittadini li vedessero
Oggi. Politica e impresa accettano un incontro di spiegazione per convincere il quartiere della bontà del Centro rifiuti
Gli argomenti. Diranno che la necessaria variante al Pg, obbligatoria, per questo Centro Rifiuti sarà provvisoria.
Se qualcuno malauguratamente chiederà: provvisoria per quanto? Gli dovran rispondere, almeno 10 anni, Ma sentendo in Comune finché la Ditta vorrà. 
E già questo basta per capire che quella ex Cava non si recupererà più in residenziale o elevazione del quartiere.
Diranno che è previsto con prescrizioni il ripristino di parte dell’area. È vero.   Se qualcuno malauguratamente chiederà: è stato fatto quello precedente? Dovranno rispondere che no. Ma aggiungeranno solo negli ultimi trent’anni.
E poi ancora, nelle relazioni non c’è mai un miglioramento dello stato della situazione a beneficio dei residenti ma una mediazione.
Un nebulizzatore per “contenere” le polveri e il “ridurre” al minimo possibile il disturbo alla funzione residenziale.
Prescrizioni per “togliere speroni e le zone con forti evidenze di instabilità, oggi presenti, sui bordi della ex cava”. Oggi presenti???
Perché sono ancora presenti e non sistemate?
Il rischio forte è che già con questo giovedì ancor più che una lezione frontale sia peggio. Una recita.

SEMANTICA. CAVE E CAVILLI A CHIUSO

FB_IMG_15776230234691991Più passano gli anni meno apprezzo, almeno in certi casi, l’uso spregiudicato della semantica.

Cioè quella forma di arrampicata sui vetri, che spinge gli uomini a imbrogliare le proprie parole e chissà fors’anche prima i propri convincimenti.

In questi giorni sta, giustamente, tenendo campo il dibattito su un nuovo insediamento – a Chiuso – di stoccaggio e lavorazione di materiale inerte cantieristico post lavorazioni stradali ect.
Da questo punto fermo l’uso spregiudicato della semantica ha cominciato a galoppare.
Per alcuni è una discarica temporanea di materiale di scarto da cantiere.
Per altri la discarica temporanea diventa semplicemente un accumulo materiale di scarto da smaltire
Per alcuni in due anni dall’inizio dell’iter c’è stato abuso di silenzio, zero coinvolgimento e informazione alla cittadinanza
Per altri basta un incontro solo ora dopo che il tutto è fortuitamente emerso per aver chiaro tutto
Per alcuni i pareri di Arpa e tecnici non aiutano a considerare ambientalmente neutra un’attività cantieristica in un centro urbano
Per altri basta che si facciano opere a compensazione e tanto basta.
Per alcuni è una decisione politica che si può ancora prendere
Per altri la decisione l’hanno già presa ma organizzano un’assemblea per decidere quello che loro e altri han già deciso
Per alcuni non si capisce perché se, come dicono, la quantità di rifiuti e il tempo di deposito son così minimali, non continuano a portarli direttamente in discarica.
Per altri è meglio che si caricano camion, li si svuotino lì, ripartano, poi, dopo un po’ di tempo, li ricaricano e li portano in discarica
Per alcuni sono addirittura 200 metri quadrati piani di area cantieristica e non si sa quanti in verticale
Per altri sono solo 200 metri quadrati piani di area cantieristica e non dicono quanti in verticale
Per alcuni la sostanza è che la variante al Pgt obbligatoria per il via libera, di fatto è una croce sul recupero dell’area e ancora una volta gli interessi individuali in ambito cave han la meglio sui collettivi
Per altri l’impresa è una delle poche rimaste a Chiuso
Tutto questo dovrebbe essere degradante perfino per chi assiste fintamente impotente al trionfo indisturbato di equilibri di poteri, burocrazia, interessi, ambiente svilito e, appunto, giochi di parole
Come nel calcio non serve comprare gli arbitri, neppure comprare i giocatori. Basta riuscire a comprare il pubblico.
Che si dà via per molto meno.

ABUSO DI SILENZIO

96a5c620efd6f124091c95fb1db8fa68.0Sta tenendo banco la possibile apertura di un centro rifiuti da cantieri a Chiuso.

Se ne è già parlato qui.

Forse è propedeutico aggiungere una riflessione sul particolare che vale per il generale (e il futuro)

La decisione, qualunque sia, da parte del Comune di Lecco sarà controversa. Lo dicono le posizioni che stanno emergendo, lo dicono diversi abitanti di Chiuso, lo dicono i politici stessi.

Qualcuno dirà di averci provato, qualcuno ci avrà provato davvero. Qualcuno ci costruirà la campagna elettorale, qualcuno cercherà di farlo dimenticare in campagna elettorale.

Ma quello che già fin d’ora possiamo e va sottolineato, per quello visto fin qui, è che c’è stato un abuso di silenzio.

Non solo da parte degli Enti ma anche dell’impresa, nessuno, in tutto questo tempo , ha parlato con la Città, il quartiere, con chi poi (eventualmente) dove conviverci con il cantiere perenne.

Perché, chiedo, bisogna sempre scoprir le novità come fossero pacchetti di Natale sotto l’albero anche se potrebbero esser sacchi di carbone?

Perché non c’è, da parte dei richiedenti e dei decisori, un accompagno alla decisione – che resta loro – man mano del percorso, giustamente con coloro che devono viverci (eventualmente) con, in questo caso, il cantiere perenne e in generale con il risultato delle loro decisioni?

Perché, come si dice oggi, non tutti gli stockholders, i portatori di interesse, vengono coinvolti, informati, ascoltati, così da arrivare a decisioni ove possibile condivise e senz’altro, meno spiazzanti, subite?

Perché una ditta che vuol portare una parte della sua attività, con un importante impatto in un quartiere, non illustra, motiva, ascolta, dando invece l’idea di nascondere le decisioni?

Perché i politici che ogni volta non perdono occasioni per salire sui palchi, o in tv, a fare proclami, far gli ambientalisti, parlare di partecipazione, però non gli viene mai in mente di informare i cittadini, gli abitanti di un quartiere, delle riunioni, dell’iter delle decisioni?

Perché questa politica non stimola la conoscenza, le relazioni e non aiuta a creare tavoli di lavoro o almeno di coinvolgimento?

Insomma, oltre il caso specifico, le informazioni bisogna solo saperle per vie traverse, per fughe di notizie e mai per chiaro e partecipe desiderio che van tutelati gli interessi della comunità?

Non è ora, per il futuro, che questi passaggi siano una forma di educazione politica, un impegno diretto, vincolante, da parte di tutti?

QUANDO REGALARE SOLDI PUBBLICI NON È ECOLOGICO

LINEE-LECCOSiam davvero convinti che è un beneficio collettivo, usare (tanti) soldi pubblici a fondo perduto, per far comprare la bici elettrica a un cittadino?
È quello che dobbiam chiederci, innanzitutto evitando di illudere e illudersi che il “Bando Puzzle Green”, come fa invece l’assessore Dossi che lo stravende come epocale, abbia generato davvero 1.700.000euro di economia verde altrimenti non prodotta. Un distraente entusiasmo.
Dalle sole 2 wallbox finanziate per ricaricarsi a casa l’auto, ai 14 interventi per la coibentazione che, oltre ad essere un contributo già riconosciuto dallo Stato, sono un altro palese regalo, con i soldi di tutti, ai cittadini ricchi, basta vedere gli importi delle fatture di spesa.
Idem per pompe e caldaie, settore già sostenuto dai benefici anche di Regione.
Le 140 domande di contributo per le biciclette poi, son lì da vedere le fatture, tranne un paio sotto i 500 euro, sono tutte di 2000, 3000 e addirittura 5000 euro.
Per una bici.!!!
Ad ognuno di questi cittadini che possono spendere questi soldi, il Comune si vanta di aver regalato ben 400 euro.
E abbiam pure un fallimentare servizio di bike sharing che costa e non usa quasi nessuno.
Resto dell’idea che 250.000 euro di denaro pubblico potesse e dovesse essere impiegato in vere politiche ecologiche con benefici per la collettività e non solo di qualche ricco singolo o per immagine personale.
Dal trasporto pubblico con più corse, dai bus navetta da/verso centro e parcheggi periferici, allo sconto sugli abbonamenti, l’estensione per quelli di studenti da 9 a 12 mesi, l’estensione delle gratuità, zone pedonali, riduzione di auto…
Non basta fare.
Anche lo spreco di soldi in fondo inquina il futuro.

CHI PRIMA ARRIVA MEGLIO PARCHEGGIA anche se inquina di più

auto-verdi-la-sosta-in-centro-e-gratis_d35f9cd6-bd1f-11e9-8fd1-b9a7426bf170_998_397_originalPensierino domestico.

Bisognerebbe ogni tanto accantonare i problemi minori (il dibattito sulla formazione del Governo, la sterilizzazione dell’Iva, l’economia che fa il gambero, la Brexit), sedersi al tavolino di un bar e porsi, finalmente, le sole domande davvero fondamentali di questo scorcio di secolo a Lecco: perché il Comune in pompa magna ha segnato 10 parcheggi di verde che non servono?
Perché se parcheggia lì un’auto elettrica non paga 5 ore di sosta e se parcheggia a fianco sì? Si potrebbe obiettare: e perché parcheggia a fianco e non lì? Un’ipotesi: perché quello segnato di verde potrebbe essere occupato da un’altra auto elettrica?
Vale la regola di chi prima arriva con la sua auto elettrica e meglio parcheggia? No, perché nei parcheggi segnati di verde può parcheggiare anche un’auto diesel/benzina che quindi viene favorita in confronto a una elettrica anche se inquina di più.
Non è più serio, per una reale e concreta educazione e sostegno ambientale e non solo vuoti spot pubblicitari che le auto elettriche parcheggino a gratis in qualsivoglia parcheggio della città?
Passerà mica da questi spietati spot di sostenibilità ambientale fasulla l’unica, vera speranza di salvezza del vacillante Impero d’Occidente a Lecco, vero?