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CERCASI PICCOLI BIMBI AMANUENSI

FB_IMG_16173569940046794La parte emotiva fa giustamente commuovere: un bimbo piccolo che scrive cose sagge e il proprio Sindaco che gli risponde e tutto poi diventa pubblico

La lettera puntuale, l’impegno molto meno, e la narrazione in stile Renzi è servita.

La parte razionale invece più che commuovere fa piangere perché serve un bambino sveglio a dire a un Sindaco che dorme quello che è ovvio e che doveva esser fatto da mesi, mesi e mesi e gli servivano due ore, meno che a raccogliere i soldi dalla beneficenza per poter vaccinare

Fa piangere perché Assessori e capogruppo della sua maggioranza, sanno di questa richiesta delle borracce, ora fatta dal piccolo Giosuè, da mesi, mesi e mesi, alcuni da anni
Quando coi soldi di Silea si distribuivano 4000 borracce e morta lì. Perché servivan, era nov 2019, solo a farsi pubblicità elettorale mica Indirizzi, Atti e Delibere.

Fa piangere perché alla bella, come gesto, risposta del Sindaco, lunedì in Commissione mensa, con assessori, tecnici, consiglieri davanti alla medesima richiesta del piccolo Giosuè, addirittura più edulcorata “eventualmente anche solo la caraffa chiusa servita dal personale” fatta dai rappresentanti dei genitori e respinta dai tecnici perché la bottiglietta è il sistema più sicuro per non veicolare il virus, nessuno ha obiettato

Peraltro non solo non si capisce cosa cambi tra borraccia e bottiglietta ma se si trasmette il virus toccando borraccia o brocca forse conviene soprattutto tamponare i bimbi all’ingresso

Immaginiamo la faccia di Giosuè domani alla postilla del Sindaco, che gli dice: “Non si può, mi son sbagliato, la prossima volta fatti i cazzi tuoi e lascia fare ai grandi”

Ma tra commuoversi e piangere e per trarre il buono e le opportunità che questo episodio in stile renziano ci insegna….
Fate scrivere a Giosuè o altri bimbi al Sindaco anche per le cave sul Magnodeno, Mobilità dolce, telerilevamento, controlli covid, caro parcheggi, banda larga per la Dad, strade indecorose, scuole pubbliche senza soldi…

Perché pare sia l’unico modo per le buone notizie

POLITICI VIRTUOSI NON VIRTUALI

FB_IMG_16154841539179591La petizioni online per Salvare il Magnodeno ha sfondato in pochi giorni le 2000 firme.

Anni addietro, 2012/13, Qui Lecco Libera fece lo stesso e presentò osservazioni dettagliate e documentate al Nuovo Piano Cave, serate e video documentari informativi.
Il Comune, con assessori oggi tornati in Consiglio, si dimostrarono silenti e sordi.
Il Comune, oggi, pare addirittura assente.
A tutti i livelli. Assessori, liste, consiglieri

Qualche neo di questi ha firmato la petizione

Senza arroganza ma nemmeno ingenuità va ricordato che insieme alle firme di petizioni online, e pure prima, loro dovrebbero:

– Far convocare la commissione consigliare competente, con l’aiuto di altri commissari e del relativo presidente

– Interpellare Assessori e Sindaco per conoscere e contribuire alla redazione della posizione dell’Amministrazione e relativi contributi scritti da far avere alla Provincia titolare delle decisioni. Questa volta prima della scadenza.

– Chiedere l’audizione delle associazioni e dei gruppi anche informali civici, come il Comitato “Salviamo il Magnodeno” promotore della petizione, che da tempo si occupano del tema

– Coinvolgere i tecnici per valutare poi politicamente nel solco delle norme le azioni e gli Atti di salvaguardia, che come singoli consiglieri, gruppo, lista ect possono mettere in campo per poi far deliberare.

– Rendere pubbliche le posizioni proprie e dell’Amministrazione anche attraverso documenti e comunicati

Perché il silenzio è assordante
Poi ben venga la propria firma online ma a ognuno il suo ruolo.

Abbiamo bisogno di politici virtuosi non virtuali

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IL TLR VERO E LA POLENTA ISTANTANEA

FB_IMG_16154826701049638Il si condizionato del Comune di Lecco per approvare il Teleriscaldamento (tlr) che oggi si apprestano a votare in Consiglio è più volgare che proporre la polenta istantanea a una festa degli Alpini.

Puoi leggere ogni motivazione, ogni condizione nel modo più benevolo che vuoi, non è polenta. Punto.

È uno specchietto per le allodole, finto e umiliante far credere che non si è supini ma lo si è nei fatti, che si chiedono condizioni che condizioni non sono

La maggioranza, a partire da ambientalisti e sinistra, che fino a una manciata di mesi fa, da anni, eran contrari, non posson dire più no e provano a distrarre

Si dai la polenta è istantanea, non ci sono nemmeno le costine però gli involtini primavera li abbiamo comprati a Lecco

Il progetto del TLR è mestamente un’operazione finanziaria che non ha nessuna ragione reale nemmeno futura però serve a tenere in piedi politica, poltrone e partecipate pubbliche magari pure per quotarle in borsa

Un progetto che ti lega per 50 anni con tecnologie che sono già sorpassate

La regola dovrebbe essere consuma meno, qui si sta cercando di autogiustificare spese di milioni di soldi pubblici per continuare a consumare.

Però fra 30 anni votando oggi il TLR finiamo l’era del carbone. Fra 30 anni.
Fra trent’anni ci proporranno di mangiare la polenta vera degli alpini solo sentendone il profumo.

Una quantità di scuse che è ipocrisia.
L’aspetto ambientale del tlr è una finta possibilità perché soldi e scienza oggi già ti dicon che se vuoi migliorare l’ambiente non fai il TLR.
Chiudi una linea dell’inceneritore, dopodomani non nel 2032. Recuperi la materia ect ect

Romperanno km di strade per anni però han chiesto forti penali per i ritardi.
Nel frattempo fan ponti tibetani.

Potresti far lavorare centinaia di piccole e medie imprese per il risparmio energetico e ristrutturazione edilizia, infissi e qualità dell’abitare e invece ne spendi il triplo per le aziende di borsa

E la sinistra propone di usare il Recovery plan che è diventata la coperta di Linus e una supercazzola

C’è gente che non ha rispetto nemmeno di sé stessa e la polenta finta pretende pure di fartela mangiare e dire che è buona

UN CENTRO COTTURA CHE FACCIA SCUOLA


img-20190225-wa0020Fra poco più di un anno, a giugno 2022, scadrà l’Appalto della Ristorazione scolastica che dal 1 luglio 2017 è di competenza di una multinazionale tedesca per un controvalore riconosciutole di quasi 10 milioni di euro.

Di rinnovo in rinnovo ormai sono decenni che solo le multinazionali si alternano nella gestione del servizio.
Pur essendosi avvicinato, con quest’ultimo Appalto, il centro cottura dei cibi, essendo ora in città dopo Bosisio Parini degli anni scorsi, la ancora non ottimale qualità del cibo, gli sprechi alimentari, sono segnale diffuso di una situazione ormai cronica e non più accettabile.

Oltre 12000 pasti settimanali. Quasi 400.000 all’anno, a prescindere dall’importo di spesa han dietro volti, persone, salute e alimentazione di giovani bimbi, lavoratori e persone anziane con fragilità che ne usufruiscono.
È tempo non più prorogabile che un’attenzione concreta a queste persone trovi nel Comune di Lecco soluzione definitiva.
Per giunta economica, ecologica e indipendente.
Ossia la previsione e la programmazione nel Piano Triennale delle Opere pubbliche di un proprio Centro Cottura cittadino.
Ecologico, pubblico e in cogestione con il privato sociale per esempio, riduttore di spese e soldi, promotore di prodotti locali e di qualità e per contenere il più possibile sprechi e cibo buttato, oggi intorno al 30% (anche senza Covid), e agevolante nelle tariffe per le famiglie.

Peraltro diversi consiglieri quando solo cittadini erano solidali con i genitori e consapevoli delle croniche problematiche.

È tempo che si facciano azione, Atti.

GIOCHI TEMPI E SPAZI RESTITUITI

GIOCHI DI STRADA FUOCO(Più che) sottrarre spazi alla strada, riprenderseli e inventarli, reinventarli. Restituirli alle persone.
Creare pretesti e proposte di socialità.

I ragazzi sono chiusi in casa da un tempo ormai caduto dal calendario.  E in ogni dove chiusi si sta male.

Perché non essere pronti in questa primavera, che prima o poi deve arrivare, e creare altri spazi per stare insieme, per il gioco, per la musica, per il tempo che torna tempo e per tutto quello che si saprà inventare e condividere?

Perché dentro parchi, in parcheggi non solo più tali, sopra a un muro e in una piazza, in mezzo a un rione e lungo una passeggiata, in un non-luogo e in luogo-nuovo, con poco ma non per poco, non mettere a disposizione, condividere, moltiplicare il Bene Comune e spazio condiviso e libero?
Mettendo un canestro e due righe dove ora non c’è, una pedana per giochi, esercizi, yoga, una porta disegnata su un muro, due prese in un quadro, un bersaglio sulla parete, una campana con i gessetti, due assi ricurve per salti con le rotelle, caselle alternate per le pedine, uno schermo smart e un solco a biscia di biglia come una pista, un tavolo con una rete di legno….
E chi ne ha più ne metta.

Riprendere fiato perdendolo in giochi, in suoni e in tutto quello che ognuno e insieme saprà inventare. Moltiplicando BeneComune e spazio liberato, restituito, alle persone.

LA CONSULTA GIOVANILE CHE NON C’E’ E L’AUTONOMIA

FB_IMG_16125186376546724Gennaio. Un paio di settimane fa. Però del 2011.

“Chiude il CAG Il Parchetto, lo riapriremo a breve dichiara il Sindaco”. Giusto 10 anni fa.

L’aggregazione non è più una virtù. Altro che Covid.
Oltre agli spazi iniziò a mancare anche il rispetto degli impegni.
Ora, dopo un percorso di potenziamento degli ultimi anni del Servizio Informagiovani, soprattutto nell’aspetto di un approccio riparativo dentro i bisogni dei giovani, una settimana fa la Giunta ha deliberato di partecipare a un Bando del Governo per un surrogato di riapertura del Cag il Parchetto di Maggianico.
Però al Centro sociale di Germanedo.
Progetto da 155.000 euro.
Metà per rimettere in sesto sale, palestra e spazi.
Quattro associazioni, scelte dal Comune,  invece si divideranno quasi tutto il resto.
Una decina di ragazzi gestirà attività e incontri e, in futuro, la co-gestione.
Un buon inizio.
Restano evidenti però, ancora una volta, alcune lacune.
– Il Cag Parchetto con la sua progettualità autonoma probabilmente non riaprirà mai più.
– I Progetti di riconoscimento dei giovani, di valore e investimento economico il Comune li fa solo se altri mettono i soldi. Altrimenti lui ci mette poco o pure nulla.
– E’ molto importante, l’abbiam visto negli anni, che l’Informagiovani ci sia. Ma non tutto può e deve passar da lì e non è nemmeno giusto, passi di lì.
– Ci sono spazi immateriali che vanno lasciati liberi ma attrezzati. A partire da quelli dentro una socialità fuori dal mercato e dalla speculazione. Il Comune questo deve tenerne conto.
Un aspetto lacunoso che fa da cornice a tutto questo – e ne segna anche la precarietà – è la mancanza, grave e cronica, di una Consulta Giovanile Comunale, già votata a grande maggioranza nel marzo 2015, su odg di Zamperini, e promessa di lì a poco.
Ma si sa, per il consenso bastan le proposte e mai la cura degli impegni presi e della reale concretizzazione, infatti se ne son disinteressati, e son passati già 5 anni.
Non sarebbe male iniziare in un luogo tra pari, autonomo e riconosciuto l’elaborazione istituzionale delle proposte.
E non calarle.
Così per rispondere anche alla domanda che sono i giovani a scegliere che cosa è utile per loro e a assumersi la responsabilità e l’impegno di costruirlo, nel confronto.