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NON È CHE INSISTERE CAMBIA IL CONTORNO DEI FATTI

FB_IMG_15149208197231093Leggo la lettera del Consigliere Comunale Anghileri (La Sinistra Cambia Lecco) sui suoi preannunciati ordini del giorno che presenterà lunedì alla discussione per l’approvazione del Bilancio.

Resto allibito dalla pochezza argomentativa e dalla retorica del far credere di essere dalla parte dei cittadini ma, con evidenza, solo funzionale a visibilità elettorale.

Gli ordini del giorno sono già strumenti non vincolanti e ce ne sono pieni i cassetti, anche in Parlamento, di approvazioni all’unanimità restati, inevitabilmente, lettera morta. Presenti una preposta di delibera con tutto il suo dispositivo, i foglietti buoni solo per i comunicati stampa lasciano il tempo che trovano e sono pure dannosi.

Entro nel merito dell’inutilità pratica e controproducente dei demagogici cattivi propositi di Anghileri.

Chiedere di congelare l’aumento della Tari, come ho avuto modo già di dire, è un populista e demagogico fumo negli occhi ai cittadini per facile consenso, ma che parte da un sragionamento allarmante.

la città è sporca e quindi è un aumento inspiegabile”, non capendo o prendendo in giro i cittadini perché questo aumento, buono o cattivo che sia, è proprio per aumentare il servizio di pulizia, è proprio per provare a dedicare più risorse, mezzi, personale. Si sta pagando per un servizio futuro non già svolto.

Non mi sembra poca cosa essere onesti sul ragionamento. Anche se così non si prendono più voti.

Si parla poi di un aumento, annuo, di circa 80 euro per famiglia. Ossia 0,20 euro al giorno, se poi li dividiamo per abitante siamo sull’ordine di un paio di sacchettini bio. Insomma voglio dire, siam disposti a pagare qualche centesimo in più per avere la nostra Città più pulita?

Sull’ordine del giorno per dare Soldi al Comune attraverso lo strumento del 5×1000 la vedo già la lotta tra poveri con le associazioni che grazie a questo strumento oggi riescono a raccogliere risorse per i loro progetti, le loro attività, oserei dire il loro sostentamento. E adesso Anghileri cosa propone? Che sia il Comune a dirottarli nelle sue casse, attraverso la sua maggior visibilità.. Una campagna pubblicitaria per “fregare” i soldi al mondo del volontariato. Roba da matti

L’ordine del giorno sul Baratto Amministrativo c’è da rimaner basiti. E’ già contemplato nel Regolamento del Bene Comune (il Patto di collaborazione tra Comune e Cittadini) – peraltro copiato a man bassa da quello di Bologna-, ma Anghileri, che forse gli suggeriscono male, non sa che oltre ad esserci già per la sua applicazione necessita di un Regolamento specifico. Ma soprattutto ci sono ripetuti e pure recenti pronunciamenti della Corte dei Conti (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna), che in maniera chiara sono tutti orientati a dire che non è strumento per ottenere lo sconto sui debiti tributari già maturati, ma solo per tributi locali da concordare e relativi all’attività svolta (affissioni, suolo pubblico ecc).

Non è che insistere cambia il contorno dei fatti.

Sulla scuola e la convenzione con le Private, che sì andrebbe regolamentata diversamente, mi fa sorridere la foga di Anghileri pensando al suo Assessore di partito in Giunta, Riccardo Mariani, che la pensa all’opposto da lui, non muovendo infatti mai un dito sul tema. Ma cosa non si fa per un pugno di voti. (alla destra, peraltro)

EX LEUCI: LA GRATUITA CRITICA AL SINDACO E LE LACUNE DEL COMITATO

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Posso rimaner sconcertato dall’ennesima lettera fotocopia del Comitato CittadellaLuce indirizzata al Sindaco Brivio?

Gli estensori imputano al Sindaco una lacuna che, a me, con tutta evidenza, pare proprio non esserci. Credo sia, anzi, tutta loro, a monte, la lacuna.

Ossia trovo gratuito chiedere quelle risposte al Sindaco, ulteriori sostegni concreti dopo che lo stesso ha preso in mano la questione amianto (date, documenti e richieste di inizio lavori per la bonifica, dimostrano che tutto è partito ben prima della manifestazione di sabato, usata da qualche assessore e altri per farsi campagna elettorale, e così i tavoli di lavoro Brivio li ha convocati).

Eppure il Comitato scrive: “l’ingrediente imprescindibile è quello della volontà politica di assumersi il ruolo di motore-volano che possa poi trascinare le altre componenti del cosiddetto Sistema Lecco, a partire dalle Associazioni Imprenditoriali”; quando è proprio il Progetto CittàdellaLuce ad essere così aleatorio, mero esercizio accademico che proprio la concretezza è il suo primo ingrediente lacunoso, anzi che manca proprio.

E prima era quello dei cosmetici, e ancora prima quello di un hub per diverse ipotetiche startup innovative, con 60/80 aziende, 20 centri ricerca integrati, 50-100 ricercatori a regime, e, prima di ancora prima, quella di una macchina taglia laser in fibra, e prima di prima di ancora prima, quello dei Pali d’illuminazione autopulenti. Che si fatica a stargli dietro.

Non ci sono imprenditori. Non ci sono abbastanza soldi per iniziare. Anzi non ce ne sono per nulla. Sono 27 associazioni e realtà del territorio ma i soldi devono metterceli gli altri. Il rischio di impresa è in capo a tutti gli altri cittadini, Enti e vattelapesca. C’è solo l’area (in realtà manco quella) come in Provincia ce ne sono da tirartele dietro. A Lecco forse 500.000 metri quadrati.

Non è il caso di dire, a malincuore ma onestamente, che prima di pretendere e cercare risposte, soldi e portatori d’acqua fuori dal Comitato bisognerebbe cercarli nel Comitato?

È onesto dire che i soldi pubblici che si dovrebbero investire lì, in quell’area privata per arricchire chi si è già dimostrato in realtà più speculatore che imprenditore, verrebbero sottratti ad altro? Possiamo almeno chiederci cosa ci si potrebbe fare d’altro con quei soldi a beneficio della città? Possiamo dire che bussare al Sindaco o a un altro Ente è l’ultima delle porte e non la prima?Qual è il Piano industriale, un Progetto concreto economico e finanziario, un reale orizzonte di concretezza e verità?

E invece fa figo, è facile criticare il pubblico, crea consenso, si scrivono lettere fotocopia dove si alternano “si potrebbe” “la città merita”, “sistema Lecco” “Paradigmaticità della nostra vicenda” “laboratorio di idee”….Da anni.

E Siamo ancora qui. Dentro capannoni dismessi della Leuci di 80 anni fa che paion l’unica area dismessa di tutta la Padania ed invece così non è.

Ma se non partono lì dentro i progetti, questi non possano partire altrove?

Buttare la croce sul Sindaco oggi mi pare più l’ennesimo trucco per spostare l’attenzione su un ricetta che non c’è. Non c’è mai stata. E farsi un po’ di pubblicità, alcuni pure elettorale. Perché come cittadino ti accorgi che non sai nulla. Non si sa nulla. Nulla di quello che servirebbe sapere. In tutti questi anni nulla di più della forma. Precaria pure quella.

Il Piano economico di sostenibilità di un’azienda, di una potenziale start-up, di quell’economia circolare usata come mantra, sono ben più di un’idea di progetto…sono le fondamenta della fattibilità. Io, ma credo nessuno al di fuori degli attori più stretti ora in campo, l’han visto. (non che dovevo vederlo, sia chiaro) però giusto per esprime una solidarietà non di maniera.

Se fosse stato pubblico e in continuo progress intendo era più bello, più partecipato, più sostenibile. Viva la trasparenza, viva la partecipazione però zero strumenti di comunicazione, che non siano lettere fotocopia. Un sito internet con progetti, proposte, comunicati, archivio ecc. nulla. Ed ora gridano alle istituzioni. Basta, basta chiedere agli altri di compensare le proprie lacune. Rimboccatevi le maniche, siate voi il cambiamento che volete vedere solo negli altri.

LA RISPOSTA SBAGLIATA, MELE MARCE E VERMI

casaPoundLeggo che saranno in piazza a Lecco con un banchetto per le elezioni i militanti di CasaPound.
Si vede che la battaglia per il decoro non è ancora arrivata alle schede elettorali.

Naturalmente si può minimizzare, archiviare tutto come marginalità folkloristica, cavarsela con l’irrisione della macchietta, sorridere davanti al loro braccio teso come a una stitichezza ormai troppo duratura.
E però i segnali si moltiplicano, tali gesti e tali presenze si affacciano alle cronache sempre più, al punto che passa la voglia di sghignazzare.

Anche perché risultano le allarmate proteste dei Partigiani dell’Anpi, (sempre siano ringraziati per ieri e per oggi) e poco altro, come se ci si trovasse al cospetto di qualche cretino che si veste da spazzacamino o una goliardia da gente che ha capito poco.
Insomma, si lascia correre.

A Roma abbiam visto cartelli contro i negozi stranieri, passati via come una bravata. A Milano, città Medaglia d’oro della Resistenza, han pensato bene di andare al Cimitero Maggiore a fare il saluto romano ai camerati defunti. E succede annualmente anche qui a Lecco.
E questo senza contare i periodici teatrini o i coretti dove si canta di difesa della razza.

Si sa che i paragoni storici valgono quello che valgono, l’Italia non è Weimar, che dieci ragazzetti in bomber, alcuni in andropausa, non invaderanno la Polonia, d’accordo. Però si sappia e non si neghi che il virus è in circolo, che quotidianamente si infrange la legge e l’intelligenza, inneggiando alle peggiori pagine della nostra storia, e che chiudere un occhio, anche due in certe occasioni, non ha frenato e non frena il fenomeno.

Che ci può essere e c’è crisi, disoccupazione, ingiustizia sociale, mancanza di rispetto e di fiducia, cattiva politica e paura del futuro, ma non si è mai visto che a domande giuste fosse intelligente e sensato dare risposte sbagliate.

Il fascismo vecchio o nuovo che sia, è la peggiore delle risposta sbagliate. 

È come sperare che dalle mele marce ci salvino i vermi.

IL VOTO UTILE, DI PIU’ E MEGLIO: IL VOTO SAGGIO

regionali-lombardia-2018-2Le elezioni da anni ormai sono per me una fatica civica.

Ho sempre votato, alcune volte non andandoci. Anche queste prossime del 4 marzo sono faticose. Sia le regionali che quelle per il Parlamento.
Non c’è nessun colpo di scena ne, tantomeno, di fulmine. I candidati leader non mi rappresentano. Però voterò. Andandoci. Seguirò il solco del voto utile, preferisco però chiamarlo: voto saggio.

Si può sintetizzare così: Compagni, chi vuole tutto e subito ottiene poco o niente, come insegna l’esperienza del ’68. Prima spazziamo via i padroni rozzi, beceri, bifolchi e poi pensiamo ai padroni fighetta. Una cosa per volta, per favore …

Per questo voterò i partiti, la coalizione, che sostengono il candidato Governatore Gori. Far vincere questo centrodestra becero e rozzo, in foulard verde e cambi di casacca ipocriti e opportunisti, all’ultimo minuto utile per una poltrona, alla Nava&Piazza, come sta facendo purtroppo Liberi e Uguali correndo velleitariamente da solo per un poco di visibilità, sono convinto che sia dannoso, controproducente per noi cittadini e la nostra Regione.

Concordo con chi dice che un governo Gori non sia una soluzione definitiva e perfetta sul piano economico e sociale, per noi. Per noi intendo proletariato (e siamo tutti proletari, escluse poche migliaia di persone in questo Paese, se ancora non si è capito).

Tuttavia la politica, la società, la nostra vita quotidiana non si riduce alla sola economia, benché ne sia pesantemente condizionata. E, comunque, abbiamo visto come la Giunta Maroni e di centrodestra abbia fallito su tutta la linea, abbia sprecato vagonate di soldi, occasioni, tempo e non abbia rispettato nemmeno le promesse che aveva fatto a noi lombardi.

Quindi voterò, scegliendo un candidato o una candidata che è il meno lontano da me per idee e ideali, tra chi sosterrà Gori.

Perché un conto è proseguire l’inevitabile, necessaria lotta di classe all’interno di una democrazia liberale che intende restare agganciata all’Europa, provando a mettersi in piedi e alla testa, che mette al primo posto l’Italia e la Lombardia dentro una visione di solidarietà e collaborazione, tutt’altro conto è farlo (e parlo di cose concrete) in un sistema che tende ad assecondare derive populiste, razziste, clientelari ed economicamente fallimentari, quindi dannose per i cittadini e le persone. In un’infinità di occasioni perse e promesse non mantenute.

Chi ha governato e sostenuto il centrodestra, la Lega e questa coalizione non sono criminali, (come invece dicono gli elettori dei 5 stelle) ma non sono innocenti.

Chi ha il potere di gestire, piccolo o grande che sia l’ambito e il potere, ha il dovere [morale] di farlo non perseguendo la propria utilità, ma il benessere della comunità nella quale le sue decisioni si riverberano (è così per il buon padre di famiglia, il capo ufficio, il pescatore, il solitario alpinista, l’imprenditore, il banchiere, il politico, tutti).

Allora dovremmo  – e io mi impegno a – distinguere le persone, siano politici o il buon padre di famiglia o il pescatore ecc., per la morale che muove le loro azioni. Chi con serietà e per il bene comune, avvicina il reale all’ideale.

Compagni, chi vuole tutto e subito ottiene poco o niente, come insegna l’esperienza del ’68. Prima spazziamo via i padroni rozzi, beceri, bifolchi e poi pensiamo ai padroni fighetta.

Una cosa per volta, per favore …

NAVA E PIAZZA: PIÙ CHE DUE ULISSE DUE POLIFEMO

CroppedImage300183-piazza-e-navaNon c’è certo bisogno di ripercorre tutte le curve a gomito, i cambi di casacca, le adesioni a nuovi partiti, a ritorni e ripartenze, ad alleanze strette in una cena e tradite nello spazio di un rutto, per la nuova transumanza politica del duo Nava/Piazza.

E’ palesemente, visti anche i tempi, e la loro storia più o meno recente, che non sono due Ulisse ma due Polifemo, con lo sguardo attento solo all’opportunismo personal elettorale.

Si potrebbe ricordare a Nava e Piazza che si sono affrettati a dire che loro non han bisogno della politica per vivere perché sono ricchi di famiglia e ammantare così di filosofia e nobiltà un gesto palesemente opportunista, che spesso non è questione di essere ricchi o poveri, spesso è questione di essere seri o meno.

Però la mia opinione potrebbe essere additata di parte, da persona esterna che non li conosce.

Pertanto mi permetto di riportare e ricordare quello che ha detto, di loro, Davide Bergna, Coordinatore provinciale di Forza Italia.

Capisco il nervosismo del Consigliere Piazza e dell’ex presidente Nava alla ricerca spasmodica di una nuova collocazione nel centrodestra. Saranno convinti che stare dalla parte di chi vince conviene sempre, ma non riusciranno certamente a convincere il nostro elettorato, che è ormai stanco di cambi di bandiera così repentini e sfacciati e non è più disposto ad accettare l’utilizzo strumentale dei partiti al puro scopo di ottenere una poltrona. Non vorrei ripetermi per l’ennesima volta, ma è necessario ricordare che Mauro Piazza e Daniele Nava sono stati eletti con i voti del Popolo delle Libertà, ma quando il partito e il suo leader, Silvio Berlusconi, sono stati attaccati su tutti i fronti, politici e istituzionali, hanno pensato bene di “svignarsela”, aderendo a NCD. Ai sedicenti fautori che proclamano l’unità del Centrodestra, rispondiamo: come facciamo a fidarci ancora?” (Davide Bergna, Coordinatore provinciale Forza Italia)

Era lo scorso anno, non cento pertiche fa.

Sono sempre loro, le stesse facce, gli stessi autori dei danni, le stesse nuove vecchie promesse. Nascondono il passato parlando del futuro. Il loro

Sulle dichiarazioni di Valsecchi: LA MANCANZA DI ETICA POLITICA

Screenshot_20180105-072254Screenshot_20180105-072340Del possibile rimpasto della Giunta di Lecco credo che, in realtà, interessi più ai partiti che alla città.

Una sola cosa vorrei però evidenziare in questa discussione, limitatamente alle dichiarazioni dell’assessore Corrado Valsecchi di Appello per Lecco che ho letto oggi su La Provincia, e che ritengo un dovere civico – e giornalistico, mi sia permesso – contestare.

Valsecchi afferma e ci ricorda, per provare a far bella figura, queste testuali parole:“non ambiremmo alla carica di vicesindaco nemmeno in quel caso (se Francesca Bonacina si dimettesse, intende). Avevo detto che l’avrei chiesta se avessimo raggiunto il 10% alle scorse elezioni, e non l’abbiamo fatto”.

Peccato che lui, allora, abbia detto e fatto altro. Valsecchi allora infatti aveva detto queste testuali parole, facilmente rintracciabili negli archivi dei giornali: “se prendiamo il 10% e almeno 2500 voti chiederò a Brivio di fare il Vicesindaco, altrimenti non sarò in Giunta” . aggiungendo in più: “Se ne facciano una ragione ci saremo anche nel 2015, ma di sicuro non alleati con il consigliere Venturini”.

Ha preso il 6,6% e la metà dei voti, 1312. Sappiamo però benissimo tutti come è andata a finire. Vero?

Siccome le sue dichiarazioni di oggi sono, conseguentemente, una nuova presa in giro del cittadino, sperando che quest’ultimo non ricordi, credo davvero che gli vada ribadito e ricordato. L’assessore Valsecchi manca di credibilità. Per dare lezioni. Un filo di etica politica e rispetto per i cittadini non stonerebbe.

Sarebbe quindi il primo che dovrebbe dimettersi, ma sappiamo che l’incoerenza e le poltrone…contano ben più delle dichiarazioni.