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BASTA, BASTA PRESTARE IL FIANCO. I NODI VENGONO SEMPRE AL PETTINE


pataccadelresoleAnche nel loro piccolo alcuni assessori prestano il fianco alle opposizioni e fan danni, anche da fermi.

Perché qui il nodo non è il non riuscire, é il voler far credere.

Una dimostrazione è il comunicato stampa della Lega sulla vicenda Cinema, uscito oggi.
L’Assessore Valsecchi, con l’ennesima conferma che di nuovi Cinema a Lecco non se ne intravedono nemmeno col binocolo, ne è l’ingenuo e grave responsabile. 
Io credo che questi comportamenti e abitudini generano danni alla Città e prestano, con provata  evidenza appunto, il fianco alle opposizioni altrimenti amorfe e ridicole, col rischio di vanificare o depotenziare impegno, intelligenze e risultati di altri, agli occhi provati del cittadino.
Mi spiego.
Come può essere altrimenti se non “il prestare il fianco” quando un Assessore, in questo caso Valsecchi, candidatosi sindaco per autoproclamazione, da anni e anni, (oltretutto non avendo titolo amministrativo) ogni mese, con un’infinità di parole roboanti, millanta e distribuisce nel cortocircuito pubblicitario cittadino, l’imminente apertura, per suo merito e intercessione, di una Multisala a Lecco che nella realtà dei fatti, invece, non apre mai?
Come può non essere “il prestare il fianco”, se ogni giorno, sentendo sempre lui e il suo partito, è il giorno buono, che lui ha parlato personalmente con numerosi imprenditori del settore ed è cosa ormai fatta, ed invece, alla prova dei fatti e della realtà, dopo 5 anni di fumo, dopo reiterate e continue aspettative alimentate dall’Assessore, dopo copie carbone di suoi comunicati stampa illusori e farlocchi sulla stampa, dopo convegni da passerella pomposamente vacui… alla fine, ogni volta, come ieri, come sempre,  siam qui a registrare che é stato smentito dai fatti, dalla realtà e i cittadini devono ancora una volta subire l’ennesima delusione di aspettative ingannate, perché di cinema non se ne apre manco mezzo?
Non è davvero un modo per “prestare il fianco” alle opposizioni e alle accuse (legittime) dei cittadini?
Vien quasi da pensare che se mai davvero aprirà un cinema a Lecco sarà nonostante e all’insaputa di Valsecchi.
Davvero mi fa tristezza, e mette paura, questo smisurato parossismo di immoralità, arroganza e ridicolo.
Queste secche della politica del far credere, per interessi personali e di ego da perenne campagna elettorale che prestano il fianco a pulpiti partitici altrimenti impresentabili.
Bisogna avere a cuore la Città più che il proprio futuro politico.
I nodi vengono sempre al pettine.

IL FASCISMO E LA MISERIA DI VENTURINI

VENTURINIVenturini è un ignorante.
Venturini, infatti, ignora sia la democrazia, sia il buonsenso.
Venturini avrebbe fatto meglio a tacere, dopo i fatti tragici di Barcellona, al posto di violentare sia la democrazia che il buonsenso, attribuendosi – Per farsi colto? Perché non sa articolare un’idea sua? Per prendere in giro i lettori? – parole di altri e concetti spaventosi.

E ha fatto benissimo Duccio Facchini di Qui Lecco Libera a smascherarlo e chiedere di vergognarsi.
La democrazia non è vero che legittima e soprattutto equipara ogni opinione. Questa storia che “la mia opinione vale come la tua” con cui ognuno – e per primo Venturini – giustifica la propria cazzata, deve finire.
Occorre che si torni a riconoscere la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza tra le affermazioni di un esperto e i vaneggiamenti di un Venturini qualsiasi.
Detto questo è altrettanto opportuno fare una premessa ulteriore.
Il fascismo non è un’ideologia; il fascismo è un metodo che si può applicare a qualsiasi ideologia. E’ quindi fascismo chiedere Leggi discriminanti, verso una religione, un’etnia, un popolo, per esempio. E’ fascismo quando i fini giustificano i mezzi. E’ fascismo quando si cavalca una cazzata fascista di Venturini per una lotta politica partitica o di visibilità di like o copie di giornali. (alcuni giornali online che arrivano a classificare una Giunta in base ai colori dei vestiti o degli accessori degli amministratori, per cavalcare la notizia, sono di una bassezza, che nulla ha a che vedere, a parer mio,  con il dovere d’informazione, ma col gossip).

Detto questo io sono dell’idea che la cazzata fascista di Venturini non abbia nulla a che spartire e quindi da dover essere disconosciuta o meno, da parte del Sindaco di Lecco Brivio o dalla Giunta.
Non c’entra nulla con nessuna azione amministrativa, o linea programmatica, di un’amministrazione locale. Qualunque essa sia. Del PD, di Sinistra o di destra che dir si voglia.
Dire il contrario o alimentare una diversa lettura, attribuendo o lasciando credere che il pensiero fascista e ignorante dell’Assessore Venturini sia – o anche solo, possa essere, il pensiero dell’Amministrazione è un volgare espediente di lotta politica quando il consenso nel quotidiano manca, e a livello giornalistico quando si vuole solo, per la stessa mancanza di consenso, provare a aumentare i like o le copie soffiando su fuochi beceri.

Sono per questo, come cittadino democratico e antifascista, totalmente sereno e per nulla scandalizzato di non aver letto e sentito finora nessuna dichiarazione (ne di presa di distanze ne di revoca delle deleghe) da parte del Sindaco di Lecco – o della Giunta – alle parole fasciste di Venturini. (Sono invece fortemente preoccupato per il silenzio pubblico della moglie)
Non solo perché quest’ultime sono state dette a titolo personale, ma anche perché non hanno nulla a che fare con l’attività amministrativa e solo chi ha interessi tutt’altro che primariamente collettivi può ritenerle assimilabili alla Giunta.
Per questo è assai indecoroso – e fascista – chiedere al Sindaco di toglierli le deleghe e dimetterlo, qui non è un’azione impositiva che deve essere chiesta al Sindaco, tantopiù rinfacciandogli altrimenti di chissà che complicità, ma devono venire direttamente e autonomamente da Venturini che dovrebbe, in un sussulto di serietà, e dignità, assumersi l’onere e il coraggio delle “sue” parole.
Ma si sa, come disse la stessa scrittrice Fallaci: “Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie… lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità”.
E chi non è stato in grado di riconoscere pari dignità a una religione, a un popolo, a un’etnia, figuriamoci se è in grado di metterla davanti financo a un proprio incarico – per giunta ben remunerato e di visibilità – di assessore.

E anche questo è fascismo. Adagiarsi sulle macerie e sulle proprie miserie umane.

LA PAURA CHE SI VUOLE SI FACCIA STRADA

altan paura ma non so di cosaOnestamente c’è davvero qualcuno che arriva a pensare che un’Amministrazione locale abbia interesse a creare, alimentare disagi, allarmi, pericoli o percezione di questi, nei propri cittadini?

Di solito avviene il contrario, a fini elettorali, da parte dell’opposizione del momento.

A me davvero pare che a Lecco, troppi, furbescamente o peggio, stiano cavalcando una situazione, certamente da non sottovalutare, dipingendola come  in un nuovo Bronx.

Dire che un’Amministrazione non fa nulla per queste situazioni di pericolo e disagio è, scelleratamente, accusarla di complicità.
Dire che “in Stazione serve l’esercito”, (Zamperini) o che è “una stazione da disagio sociale…” (Ass.re Valsecchi)  per miseri scopi di propaganda da uomo forte, volendo far credere che sia invivibile e insicura, è di un qualunquismo e preoccupante “piromanismo”, qui si che c’é da raggelarsi il sangue dalla paura.
Dire che serve dare più soldi ai vigili urbani per presidiare il territorio” (Riva M5S)  è, altresì, un altro amo per boccaloni. Non tanto perché di soldi non ce ne sono, ma perché non si possono assumere, normativamente parlando, 10 o chissà quanti vigili in più.
Nemmeno a volerlo.

Cosa si potrebbe fare allora?

Certamente iniziando a non dipingerli come luoghi allo sbando.
Certamente non abbandonando e isolando quei luoghi sensibili.
Certamente attivando un’ interazione con le Forze di Polizia.
Certamente con Atti Amministrativi che scoraggino e limitino comportamenti di pericolo, (che non è sanzionare il questuante), per prevenire, controllare, sanzionare e depotenziare, l’ubriachezza molesta, l’autolesionismo invadente e l’ignoranza bulla.
Questo già,  non si può negarlo, l’Amministrazione seppur parzialmente, lo sta facendo. Con vigili, polizia, ordinanze.

Da una parte lo si può incrementare strutturalmente facilitando e sostenendo Realtà e Servizi che questo disagio personale e molesto in Città già lo affrontano, dall’altra rendendo ancor più vivibili e frequentati questi posti: con iniziative pubbliche, mercatini, progetti autoprodotti da cittadini e commercianti,  con laboratori e modalità autoresponsabilizzanti e inclusive, ect.
Dall’altra controllando il territorio e i luoghi con le forze che si hanno o si possono aggregare.
Ovviamente non parlo di Ronde o bullismo in divisa, ma di implicito controllo del territorio da parte dei propri stessi abitanti e frequentatori

Da sempre penso e son convinto che migranti e ora richiedenti asilo, tantopiù in città che si svuotano per le vacanze, siano il vero tessuto a tutela e sicurezza della città, contro la delinquenza urbana e gli atti contro il Patrimonio.

Chi frequenta e vive le piazze, le vie e alcuni luoghi pubblici più di altri, è un efficace controllore e deterrente sociale contro tutto questo.
E, pertanto, insieme a quanto detto sopra, perchè non incentivare, la Legge lo consente, questa presenza preziosa ed educata di migranti e richiedenti asilo, in questi luoghi?
Destiniamo alcune risorse, oggi sperperate e malgestite da Prefettura, Enti Locali e Cooperative, in questo servizio collettivo comunitario e sociale.
Evitando di pensare e far credere che un Murales sorridente sia la soluzione per battere degrado e disagio e rendere più vivibile una Città.

I DATI DI LECCO: Donazione degli organi, la carta di identità come mezzo di sensibilizzazione.

donatoredati consenso donazione organi comuni lecco

 

Sono convinto che il trapianto sia il salvataggio di due persone. Il donatore e il ricevente.
E lo dico, addirittura, da non credente.
Qualsiasi sia la sensibilità personale, che nessuno ha il diritto di giudicare, una chiave che può portare ad una scelta consapevole così generosa e egoista assieme, come quella di donare, è sapere che ci sono centinaia e centinaia di persone morte ogni anno per mancanza di organi.

Da diversi anni come cittadini abbiamo una possibilità in più per esplicitare il consenso alla donazione di organi: farlo riportare sulla nostra carta d’identità.     

Ad oggi, sono 34 i Comuni della Provincia di Lecco che si sono adeguati alla Legge che dà al cittadino la possibilità, all’atto del rilascio o del rinnovo della Carta d’Identità, di esplicitare il proprio consenso alla donazione di organi, garantendo altresì l’iscrizione al SIT (Sistema informativo trapianti) per rendere facilmente reperibili questa volontà del cittadino stesso.

34 Comuni     è già un numero importante ma credo sia doveroso che, a partire dagli stessi amministratori, si proceda celermente ad ampliare a tutti gli altri questo servizio, questo strumento di scelta, lasciando al cittadino la piena libertà se usufruirne o meno.

In Provincia di Lecco, i dati ufficiali 2017 registrano ben 4840 adesioni. Un dato molto importante.
In due anni, cioè da quando nei primi Comuni è partito il servizio, sono oltre 5.700 le persone che hanno dato finora la loro disponibilità alla donazione.

Un ulteriore dato che ne sottolinea il valore e l’importanza, e che va tenuto in considerazione, anche al fine di una maggior sensibilità e ampia possibilità di crescita e consapevolezza, è quello che la rilevazione riguarda solo chi, come stabilisce la Legge, si esprime esplicitamente,per il si o per il no al consenso.
Statisticamente è solo il 20 % di chi rinnova la carta d’identità.

Infine sulle donazioni, nel 2017, dati aggiornati ad aprile, ben 21 persone hanno ricevuto un organo nuovo – da 4 donatori – che ha permesso loro di tornare a vivere.
Inoltre sono state prelevate ben 26 cornee, quest’ultimo è un dato dell’Ospedale di Lecco e Merate.

Purtroppo ancora oggi in Italia la gente muore in lista d’attesa.
Nel nostro Paese ci sono circa 10.000 pazienti (9026 a fine 2016) che aspettano un organo, mentre il numero di trapianti effettuati in un anno è di circa 3700, (3694 a fine 2016)  (3400 da persona deceduta,300 da persona viva). Si capisce bene che c’è un evidente disequilibrio tra chi dona e chi attende di poter ricevere.

Il trapianto di organi rappresenta un’efficace terapia per alcune gravi malattie e l’unica soluzione terapeutica per alcune patologie non altrimenti curabili.

Chi è l’amminsitratore che si impegna a rendere possibile anche nel proprio Comune questa libertà di scelta?
Noi cittadini possiamo essere d’aiuto a sollecitare che ciò sia reso possibile quanto prima

QUI il sito del ministero ove sono registrati i dati
E qui la sezione Home Trapianti del sito del Ministro della Salute:

ArtiLAKE-lc Quando un (bel) souvenir promuove ben più del ricordo della Città

art1Sono passato oggi, sabato, alla libreria Mascari5 di Lecco, più incuriosito che fiducioso, per l’incontro di presentazione del Progetto di gadget turistici ArtiLAKE-lc di Artimedia il servizio in capo al Comune di Lecco – erano presenti gli Assessori ai Servizi sociali e alla Cultura Riccardo Mariani e Simona Piazza – che promuove percorsi di inclusione sociale di persone con disabilità intellettiva.

Non ero particolarmente prevenuto ma lo ritenevo più un giusto Progetto sociale da sostenere piuttosto che un Progetto culturale e promozionale per il territorio e tantomeno quello che si è soprattutto rilevato: un’indispensabile collaborazione tra più soggetti, pubblici e privati, un’alleanza, per costruire, insieme, con efficacia e Valori una nuova Comunità. Inclusiva, attenta, solidale, di qualità.

Mi ero detto: “dai se pensiamo di promuovere la città con Gadget turistici fatti da non professionisti del marketing e della comunicazione, stiam freschi”.

renzo calNon è la prima volta che debbo ricredermi, sulle cose, sui Progetti e sulle persone ma lo faccio volentieri anche in questa occasione.

E vi dico anche perché è corretto e doveroso farlo, invitandovi ad andare a vederli e acquistarli questi gadget turistici, per ora disponibili alla Libreria Mascari5, ma, mi auguro presto, fin da subito, magari con l’aiuto degli Enti di Categoria e la curiosità imprenditoriale di titolari di Bar, Hotel, B&B, Negozi e rappresentanti di Enti pubblici, in tutti questi esercizi commerciali della Città.

Innanzitutto perché sono belli e caratteristici davvero.Alcuni davvero bellissimi.

E non sono solo belli in sé, ma sono belli, in aggiunta, anche perché sono appunto lo specchio della rete, della collaborazione e costruzione di quello che sta sempre più diventando e deve diventare la Città. Una Città Aperta. Nello sguardo soprattutto.

Gli utenti del Servizio Artimedia del Comune di Lecco, che ho già conosciuto per aver valorizzato all’interno del bel Progetto “Aver Cura del bene Comune”, il BookCrossing, le cassette in città per lo scambio di libri, e in collaborazione con i Musei Civici due mostre temporanee, “Arte: io la vedo così” e “Faccia a faccia”, ispirate rispettivamente alle opere della Galleria Comunale di Palazzo delle Paure e della Sala dei Ritratti di Villa Manzoni, con questi gadget/souvenir turistici – calamite, portachiavi in primis – collaborano con la città nella promozione del territorio e della cultura locale.

Specchio del Territorio e quindi efficaci strumenti di promozione e ricordo turistici: Renzo e Lucia, Arborelle, il Matitone, la Basilica.

L’idea, l’intuizione e poi la realizzazione sono specchio del nostro lago, della nostra Comunità: Genialità,  abnegazione, concretezza, bellezza

È, infine, bello sottolineare come i Progetti sociali e Culturali del Comune rivolti, come questo di Artimedia,  a persone con alcune fragilità, non siano uno strumento per nascondere difficoltà ma strumento per esaltarne primariamente le doti e i talenti, grazie al lavoro e cura degli operatori e alle inclinazioni e sguardi degli utenti stessi. Qui visti e da vedere per quello che sono: artisti che collaborano con, insieme, alla città.

Perché disabilità non significa inabilità. Significa semplicemente adattabilità.

Poi nessuno di loro è Picasso, Lotto, Chiappori o Stefanoni, sarebbe una bugia dire il contrario solo per pensare di fargli piacere o un favore. Ma chi lo è? Penso che talvolta i veri limiti esistano in chi guarda.

In altre parole so chi non sono, ma oggi ancor di più ho imparato a capire soprattutto chi sono. Sono persone, cittadini, con dei talenti, alleati della loro Città, capaci di futuro.

La domanda da porci – e che con questi progetti il Comune si è posto –  è infatti questa: che cosa può fare un disabile per la collettività in cui vive? È una domanda rivoluzionaria, un cambio drastico di cultura e immagine, se ci pensiamo.

Che significa che a poco a poco non vedi le cose in modo diverso, inizi a vederle per come sono realmente. Nulla apre gli occhi come il tempo.

gadgetNulla è un ricordo migliore di Lecco da portasi a casa che un souvenir artistico di Artimedia

L’ASSESSORE VALSECCHI HA FATTO ACQUA (UN’ALTRA VOLTA)

acqua e trafficoIeri è stato, come sappiamo, il delirio per le strade di Lecco, più che altrove.

 

E il perché, è bene dirlo, non è paradossalmente perché ha piovuto da matti, ma perché, ahinoi anche questa volta.
L’Assessore Valsecchi non è stato in grado né di coordinare le azioni né di fare tesoro, ed esperienza, del passato e dei disagi successi precedentemente per le stesse cause.
Sta qui la delusione, la rabbia, e lo sconforto.
Non si sta infatti dicendo, e non si vuole dire, che l’Assessore Valsecchi doveva o anche solo poteva evitare i disagi,
ma si sta dicendo che poteva certamente limitarli, ridurli.
E così non è stato. Così non ha fatto.
Ancora una volta è stato una delusione. Ancora una volta, mi si permetta il gioco di parole, ha fatto acqua.
E leggere la sua lettera, piena di toni molesti, assente di scuse, e, sempre, maledettamente sempre, infarcita di questa auto-assoluzione, è francamente desolante.
I temporali, di questo livello di intensità erano ben previsti da giorni, tanto che “l’allarme meteo” era pure scritto sull’home page del sito istituzionale dello stesso Comune di Lecco.
E nella lettera dell’Assessore invece sembra (fa finta di) cadere dal pero, non una riga, come se fosse tutto imprevisto.
Invece domandiamoci: perché non c’è un Piano d’emergenza antitraffico? Se c’è non è stato, con evidenza, applicato.
Esiste un coordinamento con i Comandi di polizia municipale dei Comuni limitrofi? Anche qui, se c’è, non è stato applicato.
E l’Assessore Valsecchi è quello che organizza effimeri convegni sulla “Grande Lecco” e nel concreto invece si perde nel lavoro ordinario e non riesce a organizzare due telefonate agli altri assessori.
A quando poi una modalità di regolazione dei semafori in funzione dei flussi e delle direzioni del traffico?
E un senso unico alternato in caso di chiusura della 36dir si poteva istituire non dico prontamente ma almeno con moderata celerità?
Un raccordo organizzativo con l’Anas, i vigili del fuoco gli è mai venuto in mente? Perché se si, con evidenza, non è stato nemmeno questo applicato.
Per non parlare della pulizia dal fogliame e dallo sporco dei tombini che ogni volta si intasano e sono intasati, quando l’ultima pulizia? Anche questa è manutenzione, anche questo è Decoro Urbano.
Oramai fa l’Assessore alla viabilità da oltre due anni.
Perché qui non è che le colpe se le devono sorbire sempre i vigili, o tutto il Comune dal Sindaco all’usciere, o gli operai e i tecnici.
E no, bellezza mia, non c’entra una fava dire ironicamente  “Piove, Comune ladro”,  hai voluto fare l’Assessore alla Viabilità, pur non essendo in grado?
Insieme agli onori ci sono anche gli oneri.
Uno sconforto. Una slavina di incapacità nel vestito assessorile da festa.