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C’E’ QUALQUADRA CHE NON COSA

1-img527502È un brutto e impegnativo mestiere fare il Sindaco. Perché oltre a fare devi anche dire
Devi dire quello che fai e fare quello che dici

In questo tempo di Covid e social, di comunicazione, poi ti senti evidentemente un Sindaco a metà se ogni tre giorni non dici qualcosa ai cittadini

Non si spiegano altrimenti tutti i video, post, interviste del Sindaco di Lecco

Sei il Sindaco dei grandi cartelloni, delle piattaforme, delle convention in piazza, della corsa e degli slogan? Bisogna dire qualcosa

Anche se sul Covid quello che dici non è quello che fai, hai fatto, che farai perché sono altri che fanno, han fatto e faranno

Ma tu vuoi cambiare passo. In fretta e di fretta.
E così inciampi, cadi. A volte cadi sul muso, a volte nel ridicolo

È un brutto e impegnativo mestiere fare il sindaco se hai basato tutto sulla comunicazione, sul marketing

E allora un giorno ti dici contro la Dad, perché moltissimi genitori e la comunità son contrari
Poi cambi idea o anche solo ti accorgi che la situazione sta diventando insostenibile

E un altro giorno dici che la situazione è sotto controllo, in ospedale va tutto bene e andrà tutto bene, perché bisogna far vedere che si ha tutto in pugno
Poi non cambi idea, ma nemmeno gli infermieri del Manzoni che ti dicono che non ce la fanno più, che la situazione è fuori, non sotto, fuori controllo

E se un giorno è tempo di figure quello dopo è di colori

Il cittadino è in difficoltà con la zona rossa stabilita dal Governo, non può uscire, ha difficoltà nelle relazioni, il presidente dei commercianti è chino sul registratore di cassa e allora bisogna dire che si vuole la zona arancione. E lo si dice

Intanto i dati, che non ascoltano spot e  social, continuano a salire, gli infermieri a pregare di star in casa, i medici a voler il lockdown generale e il Sindaco a fare video sui social che ogni giorno smentiscono quelli di prima

O sono i dati, i numeri, i contagi a dimostrarlo inadeguato?

Ce lo immaginiamo il Sindaco davanti alla webcam pronto per il suo prossimo spot, trafitto all’ultimo da un pensiero:
C’è qualquadra che non cosa

LA DEMOCRAZIA SCAMBIATA PER “COLPO DI CITTÀ”

FB_IMG_16048358017224379Come quella vecchia pubblicità: la potenza è nulla senza controllo, così deve essere anche per la vittoria: la vittoria è nulla senza democrazia.

Il ricorso che il centrodestra di Ciresa ha appena depositato al Tar, pur essendo sacrosanto, è visto con derisione e offese da​ troppi, fans di Gattinoni.
Almeno a leggere i molteplici commenti sui social. Anche di insospettabili.

Sarà per esorcizzare la paura o perché in fondo vincere è più importante della democrazia?

Li si accusa di non saper perdere, di essere i Trump de’ noantri, di aver fatto ricorso e una settimana prima di aver chiesto la Presidenza del consiglio, di delegittimare lo strumento del voto e financo la democrazia stessa

E tutto questo solo per aver depositato, nei tempi consentiti e previsti dalla Legge, un ricorso dopo che le elezioni sono state assegnate per 31 voti di scarto

Troppi fans di Gattinoni, pensano evidentemente di sminuire e denigrare così la scelta di Ciresa, ma in realtà sminuiscono e denigrano ben più: la democrazia.

È infatti contro questa non Ciresa denigrare il ricorso appena depositato. Perché Ciresa sta usando gli strumenti che appunto la democrazia si è data, non sta facendo un Colpo di Città.

Il centrosinistra a volte si comporta come la peggiore destra. A volte pure peggio.

IL DISTANZIAMENTO COVID DAGLI SPOT DEL SINDACO

FB_IMG_16037122244760594I consensi in campagna elettorale si accrescono anche, purtroppo, vendendo sogni, balle ben confezionate e frasi retoriche

Come queste mie probabilmente, ma almeno quest’ultime non creano fans club acritici
Ma poi finisce la campagna elettorale e bisognerebbe, bisogna, uscire dal perenne spot, dalle frasi da volantino
Nell‘intervento del Sindaco Gattinoni di ieri l’altro invece c’è ancora tutto questo: demagogia, spot e balle.
Andrebbe – e gli andrebbe – ricordato.
Mi spiego.
Nella comunità c’è forte critica alla chiusura delle scuole e alla didattica a distanza?
Che ci vuole. Basta dire quello che la gente vuol sentirsi dire e per il consenso è fatta e il sindaco Gattinoni così fa: “Didattica a distanza alle superiori scelta sbagliata”

Peccato però che l’ordinanza della Regione Lombardia,la nr. 623 del 21 ottobre che impone questo provvedimento, porti anche la Sua di firma, insieme a quella degli altri sindaci “DI INTESA con i sindaci…di Lecco Gattinoni…”
Basta cercare consenso ingannando i cittadini!
È già sindaco.
Lecco non è Milano, i trasporti non sono con l’acqua alla gola sebbene si possono migliorare, i giorni e le settimane alternate stavano andando bene. Gli sforzi, l’impegno, i salti mortali, da mesi, di dirigenti scolastici, insegnanti, collaboratori e degli stessi studenti eran encomiabili per far funzionare la scuola.
E ora puff!

E allora le sue frasi da volantino: “La politica è fatta di scelte… ma confesso che non mi piace quando si preferisce rinunciare a un’ora di scuola piuttosto che all’ora dell’aperitivo”, se la poteva evitare, con tutta la sua demagogia da spot elettorale e zero rispetto per i cittadini

E coerentemente, per serietà, non firmare l”ordinanza di Fontana.
Adesso, dio santo, esca da questo perenne bisogno di spot televisivo  che la campagna elettorale è finita.
Amministri. Faccia scelte.

NON LOTTO, OSSERVO (Basta mostrare)

Capolavoro-per-leccoDicono che rosico per quel che sta facendo il monsignore. Boh, io non ho nessuna carriera ecclesiastica su cui segnar le tacche

Mi limiterò, quindi, ad apprezzar il quadro, cercar di capir l’arte, fin dove si può il don, ma continuo, un po’ per sciatica e per autonomia, che è sempre meglio dell’obbedienza, a veder quello che è così paradossale

Trovo l’iniziativa “Un capolavoro x Lecco” con banda e pennacchi un’esagerazione di lodi e valore. Con soldi di altri e strutture di tutti

Una costruzione soprattutto di autopromozione che non è vero che la Città costruisce assieme, qui la paga solamente.

Lo scorso anno chiesi di conoscerne costi ricavi, cosa che mi piacerebbe avvenisse sempre a prescinder dall’iniziativa quando si utilizzan spazi pubblici o patrocini, respinta come attentato di lesa maestà

Ora si chiedon decine di migliaia di € ai cittadini
Con l’assurdo strumento di entrature per le entrate di raddoppio delle offerte a opera di Fondazione Cariplo

Centomila euro. Diobono, perché quando ci vuole ci vuole, per promuove un quadro, l’eventuale vendita e crescita di valore, un artista contemporaneo, un Prevosto. Per due mesi.
Cazzo, perché quando ci vuole ci vuole, una doppia beffa o pure tripla.

La 1a: soldi della Comunità per promuovere quadro e mercati dell’arte e non un progetto del, con e sul territorio, tantomeno musei e archivi.
Beneficiari a gratis: preti, proprietà, professionisti e parcheggiatori.
E intanto tanto giovane lavoro non retribuito.

La 2a: soldi e focus che, come lo scorso anno, nei fatti sminuiscono cultura, mostre e musei che non son l’Evento.
Ieri c’eran i Macchiaioli che per valore, storia, segno artistico (son stati padri di fatto degli impressionisti) eran 100.000 volte più importanti, trattati come fossero scarabocchi

La 3a: soldi della Comunità che rallentano priorità sulla nostra storia, che necessita di scoperte, riscoperte, conservazione e fruizione.
Dagli archivi, dal materiale depositato altrove, dai percorsi Manzoniani, da una cazzo di tettoia e valorizzazione dei reperti a Palazzo Belgiojoso ora in tubi innocenti.

La 4a: ancora una volta la cultura dei soldi è classista. I benefit del crowdfunding sono infatti così, più dai e puoi permetterti di dare in offerta e più esclusiva sarà la tua visita
E il povero cristo in coda

Dobbiamo sempre essere devoti ai singoli miracoli e mai a una vita di quotidiana bellezza?

#iononLottoosservo #bastamostrare

SE 31 VOTI VI SEMBRAN POCHI

CroppedImage300183-Gruppo-ciresa-600-x-400Se 31 voti vi sembran pochi metteteli con quelli che han fatto perdere a Ciresa i 4 moschettieri nella foto in stile Benetton.

I moschettieri eran 5, ma uno, Rossi, ne ha portati una barca, gli altri gli strateghi, i coordinatori, i politici dentro i ristoranti, i carrieristi dentro partiti e istituzioni, non ne han beccata una
Scelta dopo scelta. Tiro a sorte dopo tiro a sorte.
Ciresa senza loro avrebbe certamente fatto una figura migliore e chissà, forse, pure vinto

Se 31 voti vi sembran pochi nessuno chiederà mai ai 4 moschettieri di togliersi la benda più che il mantello e andale, a casa per un bel po’

Perché a differenza di Ciresa che ha una storia da mettere sul piatto, i 4 han fatto solo carriera, se si può chiamare tale.

Perché c’è una pratica della gentilezza, della remissione progressiva (e faticosa) della propria hybris sociale e personale che incespica sempre più dietro le loro foto di propaganda.

I Dadati, i Nava, i Formenti, i Piazza chissà perché godon di spropositata fama quando è solo il ruolo

Se 31 voti vi sembran pochi è perché pensate alla Città divisa, spaccata in due.
Sarà anche vero che siamo tutti, fifty-fifty, Abele e Caino, ma studiare da Caino e studiare da Abele non è la stessa cosa, non descrive lo stesso sforzo, la stessa sensibilità, lo stesso dolore.
Altrimenti, niente serve a niente.

Urge, assolutamente urge, quindi una qualche autorità che anche barando, provveda finalmente a fissare un Punto Zero nel quale questo immotivato ruolo di esperti è cominciato, e un Punto Uno nel quale qualcuno strilli “liberi tutti!”

Qualcuno a destra lì cacci. Se 4 come loro vi sembran pochi aggiungeteci pure Mambretti e Zamperini shakerate e torniamo astemi.

Serve alla Città e allo stesso Ciresa che è una brava persona e sarà un bravo consigliere se non si farà più consigliare.

O, visto il risultato, conviene tenerceli 4 così?

GLI ALTRI: UNA PRECONDIZIONE

altan-sotto-controlloCi sarebbe un motivo solo per votare Gattinoni al ballottaggio. Gli altri. Gli altri che sono la coalizione di Ciresa e gli altri altri che sono i concittadini.

Perché in fondo è vero. Quelli come me ti ricordano che la coerenza personale è sempre una virtù, tranne quando a farne le spese sono gli altri, altri.

Oltre al fumo passivo, esiste infatti una “coerenza passiva”: pochi possono godersela, altri poi son costretti a inalare le malefiche conseguenze.

Gli altri anche qui sono gli altri, altri. I cittadini. Che non significa allora accettare tutto ma, piuttosto, esser opposizione dentro qualcosa che valga la pena impegnarsi a migliorare, creare.

Il solo motivo non può essere il programma: blando, fantasioso, mancante. Non può essere il consiglio: troppi moderati, clericali, filopartito, già fallimentari.

Il motivo è per una precondizione. Quell’aspetto quotidiano che ti spinge a dire pragmaticamente: non ci sto a votare, a far vincere, a far governare la comunità dove vivo e voglio vivere, da forze politiche, da volti e candidati che nei voti, nei fatti, negli applausi ai propri leader, promuovono l’odio sociale, come lo sono gli altri: la coalizione di Ciresa più che Ciresa.

Quell’odio sociale che ti fa ragionare solo con: A posto noi a posto tutti. Quell’odio sociale che crea una società peggiore, alimenta una società peggiore. Una società che culturalmente tende il braccio più che la mano. Quell’odio sociale verso chi rimane indietro, viene lasciato indietro, viene fatto rimanere indietro.

Poi ogni giorno si continuerà a fare culo e pulci per gli atti, le proposte che la Giunta Gattinoni proporrà, che non ci piaceranno. E ne proporrà.

È questo il solo motivo per votare Gattinoni al ballottaggio.

Perché con questa destra di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, nonostante Ciresa, la caduta sarebbe più probabile e pure più profonda.

Avrei preferito votare una coalizione senza Gattinoni, ma è peggio dover votare Ciresa dentro quell’altra coalizione.

Mauro Rostagno tempo fa, ma potrebbe essere oggi scriveva: “Noi non vogliamo trovare un posto in questa società, ma creare una società in cui valga la pena trovare un posto”. Ecco c’è quel posto da creare, insieme agli altri

Io non vi ho detto niente, sia chiaro. Votate chi vi pare.