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DEFINISCI (IM)MOBILITÀ

Lecco-Traffico-in-centro-2022-1Lecco ha un dato oggettivo:
62 auto ogni 100 abitanti (Rapporto Ecosistema Urbano 2025).
Un limite reale per un territorio chiuso tra lago e monti. Ma questo non esonera il Comune dall’obbligo di mitigare i problemi di traffico, non di aggravarli.
– Da anni la città vive la stessa scena: code, caos, incidenti, traffico bloccato, pochissimi controlli, decisioni incomprensibili o tardive.
– IL PONTE VECCHIO
Anni di richieste per riaprirlo o ampliare gli orari, il Comune ha sempre detto no.
Poi, all’improvviso, dopo migliaia di critiche con la viabilità in crisi già sotto gli occhi di tutti gli altri, arriva la decisione tardiva e controvoglia, da opportunismo pre-elettorale, per di più mal fatta: orario ampliato  minimo e la chiusura dalle 20, soprattutto nei festivi cosa del tutto illogica.
Altrettanto desolante la motivazione del Sindaco: “esigenze commerciali”, quando a chiederlo erano cittadini e pendolari le loro esigenze invece non contavano.
Insomma, una cosa sensata vestita da ridicolo
– LA PROGRAMMAZIONE:
rotonde, ponti, corsie chiuse, teleriscaldamento, asfaltature, segnaletica… (quasi) tutti ‘infiniti” e contemporanei e nel periodo di maggiore stress viabilistico.
Un’altra follia poco giustificabile.
Il tlr sul Ponte Kennedy tenuto nascosto per un anno diventa improvvisamente urgente “per il PNRR“, quando in altri punti della città (viaParini) non parte da anni.
Altro che pianificazione: sembra l’ennesima scelta a discapito dei cittadini a uso del business.
Sullo sfondo la rotonda di via Costituzione da consegnare “in tempo” per la campagna elettorale del far credere per quelli che ci cascheranno.
IL TRASPORTO PUBBLICO
– Come detto l’alibi delle 62 auto ogni 100 abitanti (neonati compresi) è reale ma lo stesso Rapporto 2025 evidenzia altri 2 indicatori complementari che non (auto)assolvono più l’Amministrazione: “Offerta trasporto pubblico” e “Passeggeri trasporto pubblico” che posizionano Lecco quasi a fondo classifica.
– MA IN COMUNE han chiaro a che livello è l’offerta di trasporto pubblico e il numero dei passeggeri?
Si posson comprare tutti i bus elettrici che si vuole ma se il servizio è modesto, poco qualitativo, poco diffuso e – conseguentemente – poco attrattivo, sempre lì stiamo.
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– Se poi le sole politiche, fintamente mitigatorie ma con evidenza raffazzonate son state:
– Promuovere i monopattini, a proposito dove son finiti, li han mica tolti proprio ora che ci son le corsie ciclabili, vero?
– Promuovere la gratuità dei bus agli under 19, ossia ai senza patente e in più in 4 anni senza nessuna verifica, taratura, controllo del risultato… segno di pressapochismo
– Promuovere la bici segnando due righe “secchio e pennello” per terra e fors’anche manco tutte a norma, per di più in inverno e solo a pochi mesi dalle elezioni dopo 5 anni di pressoché concreto far nulla.
– Promuovere il car sharing che costa ai cittadini ogni anno oltre 40.000€ e che è usato, dati ufficiali, da una persona al giorno pur con 3 ora 5auto a disposizione
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Ecco più che vera mobilità sostenibile è solo il far credere (elettorale) per quelli che ci cascheranno.
– La mobilità sostenibile reale è collettiva o non è…
pertanto, giocoforza, o si amplia il servizio dei bus: corse, orari, tragitti, modalità, economicità, controlli, o non si può pretendere che i cittadini si autoflagellino o si debbano sentire in colpa se non lo usano.
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– MA IN COMUNE non han chiaro che l’auto la gente la usa in primis per andare al lavoro e i mezzi pubblici – bus e treni – sono tutt’altro che incentivati e l’uso è troppe volte, anche volendo, impossibile?
Davvero poi in cinque anni e con un codice della strada decisamente più favorevole, tanto che centinaia di Comuni ne han approfittato – concretamente però –  creando reali strumenti per facilitare le bici, Lecco lo fa solo ora con due righe pittate per terra e morta lì?
Senza manco poi uno straccio di semaforo intelligente, una Zona di Attestamento Ciclabile, il
ridisegno dei parcheggi, velostazioni, le rastrelliere diffuse e davanti a scuola, e perché no, dietro ad alcuni bus.. Nulla.
Solo grandi manifesti sui muri stile televendita del far credere per quelli che ci cascheranno
– MA IN COMUNE non han chiaro che han cambiato sensi di marcia, chiuso corsie e progettato hub senza nemmeno l’ascolto (preventivo di grazia) dei cittadini e residenti, e soprattutto senza mostrare studi dei flussi di traffico, di percorsi, di impatto dentro la città e alternative, creando così solo disagi non affrontati?
– MA IN COMUNE non han chiaro che c’è una quasi totale assenza di controllo del traffico urbano e supporto dei vigili contro gli abusi: dai genitori in attesa davanti alle scuole, alle soste vietate, al disco orario, ai passi carrai, alla gestione del carico e scarico e non c’è nessuna proposta per esempio per una convenzione dell’uso dei parcheggi dei supermercati, di una metropolitana leggera, di un raccordo coi corrieri e con gli altri Enti per quella lacustre?
– MA IN COMUNE non han chiaro che finché non si daranno reali servizi alternativi adeguati ai cittadini è ovvio che questi dovranno usare mezzi propri, dentro questa situazione critica?
Se poi ci pensa pure il
Comune a peggiorare la situazione…

GIOCO A PERDERE

1704443464727Oltre 370 milioni di euro. 1.200 euro pro capite, neonati compresi. 80 milioni solo a Lecco città. Si scrive gioco d’azzardo si legge Robin Hood all’incontrario. Ogni anno questi sono infatti i soldi spesi dai lecchesi. Un dato enorme e preoccupante. Oltre 140 miliardi € quelli in Italia +10% sul 2022 +30% in 2 anni

E’ sottinteso che, sebbene poco cambi, le vincite non ribaltano i dati. 20 miliardi, di cui poco più della metà in tasse allo Stato, è quanto i giocatori perdon complessivamente ogni anno. Solo a Lecco dei soldi spesi in scommesse, 53 milioni € è puro disavanzo, perdita secca. Ogni anno

Le stime per Lecco parlano nondimeno di migliaia di giocatori patologici che si raddoppiano per quelli problematici, cioè che utilizzano una parte significativa del proprio reddito per il gioco

Per questo servono azioni di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo, che devono essere plurime:
– Istituzionali rapporti Enti/Esercenti
– Dirette ai clienti
– Scuole
– Stampa

– La PRIMA, più limitata, quella che vede l’Ente, tramite un Atto, vietare sponsorizzazione e patrocini e tutti quei rapporti non obbligatori per Legge, con i soggetti che scelgono di tenere le slot e, come forma più persuasiva, anche con chi co-organizza iniziative con loro

– La SECONDA, più formativa, quella di rivolgersi direttamente ai clienti per farli promotori diretti di una campagna “autoprodotta”. Tipo: “(Bar) tu e noi assieme, senza più slot”. “Bar o noi o le slot”. Occasione per destare l’esercente dal torpore della convenienza economica

– La TERZA, percorsi più incisivi e duraturi, con più linguaggi narrativi, con tutte le scuole per coinvolgerle in campagne e didattica per sviluppare con gli stessi studenti consapevolezza per chi già gioca e per mettere a disposizione strumenti per tenere lontano chi non gioca

– La QUARTA rivolta alla stampa, chiedendo di non enfatizzare vincite da “gratta e vinci”, limitarne la pubblicità, essere veicolo di conoscenza puntuale e duratura contro il gioco d’azzardo.

Non so se ciò porterà dei frutti, ma i dati sono allarmanti e ogni azione è importante, anche, ovviamente, diversa da queste

Quanti danari, ogni giorno, una città, un territorio potrebbe raccogliere per opere e servizi di utilità comunitaria.
In altre parole: benessere diffuso…

UN’OPERA DA DUE SOLDI

1703611088354Come già evidenziato qui mesi fa in termini di raccolta e successivamente per quel poco che c’era da aggiornare, ecco ora che in Consiglio comunale ieri è stato esplicitato, come una pietra tombale, il risultato puntuale della Raccolta Fondi a favore del Teatro della Società dopo 6 mesi dal via fatta in pompa magna da pieghevoli, conferenze stampa, articoli, interviste, visite guidate e foto in posa, ormai giunto a poche settimane dal termine inizialmente stabilito della raccolta che, giocoforza, prorogheranno.

Le cifre esplicitate dall’assessora Piazza sono state:
131.217,25€ sul c/c della Fondazione Comunitaria e 1850€ su quello dell’Art Bonus presso il Ministero.

1703611085338Cifre a dimostrare, per l’ennesima volta, il fallimento totale dell’iniziativa e, ancor prima, la presunzione e megalomania degli annunci che parlavano di obiettivi di raccolta di 1 milione di€ insieme a una pessima capacità di Progetto.1703611082639

Le prove sono che i 131000€ son frutto quasi esclusivo di 3 sole donazioni di cui 70.000 in parti uguali dalla stessa Fondazione e Acinque, denari di fatto pubblici, nel particolare di Acinque ricavati da un immotivato prezzo più alto delle bollette pagate dai cittadini e da un altro 50.000€ di un “anonimo” amministratore delegato di un’azienda cittadina.
Che significa tolti quelli pubblici e dell’amico, l’1% – l’uno per cento – dell’obiettivo.

Va nuovamente ricordato che tale fallimentare campagna di raccolta fondi è costata oltre 50.000€ !!!!! a favore di una Società di Comunicazione che, viste le cifre, sia della fattura che della raccolta dimostra l’inefficacia con cui è stata gestita, l’incapacità di Sindaco e Giunta di relazionare direttamente con imprese e imprenditori del territorio per il sostegno e la promozione dei Beni culturali e della incapacità o disinteresse del farsi comprendere con credibilità dai cittadini del valore di un’iniziativa identitaria.

Insomma dati sulla raccolta fondi imbarazzanti per l’Opera e il Sipa


rio.
La prima, un’opera da due soldi, il secondo, il sipario, un velo pietoso

REDDITO – E – CITTADINANZA

pucrdcI Progetti Utili alla Collettività (PUC) a Lecco hanno 1999 potenziali realizzatori

Questo è, infatti, il numero, in provincia, dei soggetti che percepiscono il reddito di cittadinanza nel 2021.

E di conseguenza di coloro che sono tenuti, per Legge, a svolgere, nel comune di residenza, per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16, appunto i PUC, di cui i Comuni stessi sono responsabili e che possono attuare in collaborazione con altri soggetti.

Un obbligo e un’occasione di inclusione e crescita anche per la collettività.

Progetti strutturati sui bisogni e le esigenze della comunità e utili ad alimentare le competenze delle persone beneficiarie del RdC.

I progetti, come la Legge prevede,  possono riguardare sia una nuova attività sia il potenziamento di una esistente in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni.

Il Comune di Lecco, dopo oltre un anno dal primo invito, ma non solo lui, non mi pare stia mettendo in campo, tantomeno in maniera strutturata, questa opportunità.
“L’Ambito di Lecco” solo da febbraio sta facendo un lavoro marginale.

Forse è opportuno creare, come altrove, un catalogo dei Progetti Utili alla Collettività, sempre aggiornato e ampliato, a disposizione del Comune e degli altri Enti con cui, eventualmente, costruire i Progetti stessi.

E tempo di un nuovo sollecito ai Comuni

CAVE, CRATERI E POTERI

FB_IMG_16173563222429816Forse si chiude una cava ma si è aperto un cratere.

Un cratere enorme, infinito di omertà, opportunismo, finto ambientalismo, offensivo verso cittadini e consiglieri che è ancor più enorme di una già enorme cava.

Lo è di più perché questo cratere ha la forma che svela uno stile, un modello di comportamento dei politici verso la città

C’eran già state, in pochi mesi, fin troppe riprove
Oggi emerge con più fragore delle mine che fan brillare le rocce in cava

E si palesano sotto l’ombra di un apparente passaggio minore del Presidente della Provincia Uselli in merito alla sospensiva della Conferenza dei Servizi, sollecitata dal Comitato salviamo il Magnodeno

Ebbene Uselli scrive che “il 20 luglio 2020 il Comune aveva fatto avere le proprie osservazioni, non opponendosi alla richiesta di ampliare il fronte di cava avanzata da Unicalce”. BOOM!!

Questo è la via tracciata di una montagna di sterco dove serve mettere solo la corda ai chiodi già fissati

C’è stata quindi una slavina di omissioni e inadempienze, di opportunismi e chiacchiere afone e lo stesso rimbombanti del Comune:

– OMERTÀ. Per aver tenuto nascosto le Osservazioni, che forse rasenta l’omissione

– SILENZIO. In tutti questi mesi di Campagna di pressione da parte di migliaia di persone per salvare il Magnodeno

– AVALLO. Nei fatti se non ancora nelle ratifiche, all’ampliamento della cava e alla distruzione, definitiva, del Magnodeno.

– ANTIAMBIENTE. Da parte della Giunta Brivio e non solo, visto che il suo assessore Dossi è ora leader di Ambientalmente,, consci di tutto ciò che comporta a fauna, flora, torrenti, in una parola: Natura. Biodiversità.

– OPPORTUNISMO. È probabile che l’omertà sulla decisione del luglio scorso era funzionale a non far emergere falso ambientalismo e criticità a soli tre mesi dalle elezioni, dopo l’ex Cava Pozzi

Avevan già deciso: favorevoli all’ampliamento

– MALAVOGLIA. Solo all’ultimo, costretti dopo mesi di (ora) ovvi silenzi, sollecitati, ricevono il Comitato che chiede una sospensiva.
Hanno tempo per rimediare.
È in loro facoltà, anche se gli costa fatica

Più di qualcuno dovrebbe dimettersi e molti andare a sotterrarsi, sotto una montagna di calce