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LE PETIZIONI, LE STRISCE E I POLITICI BRRUUM BRUUUM

AUTOLe strisce bianche in centro sono un pugno in un occhio, ma il pugno ce l’hanno tirato i residenti. Gli automobilisti.

Certo si poteva fare un intervento più sobrio, soprattutto cercare altre strade, che qui si debbono intendere soluzioni, ma credo davvero che l’opposizione politica, amministrativa, cittadina sia davvero poca, pochissima cosa, se si aggrappa come lavavetri ai semafori ad una petizione online che è quanto di più inutile, impersonale e populista ci possa essere.

Se abbiamo un’opposizione che si basa sulla claque di Facebook per crearsi consenso e va a ruota, vuol dire che sono come un motore ingrippato sotto al cofano.

Guardiamole bene, la riga bianca ma anche questa opposizione in divieto di sosta. Lì in attesa, addormentata, che si desta solo se qualcuno gli da il via.  Questa loro rivoluzione delle gomme che stanno brandendo come piloti di macchinine delle giostre, un baccano di bruum bruum bruum, ma appunto, nei fatti, fermi come quelle dei bimbi.

Un’opposizione infatti che in tre anni, tre anni non tre giri di pista, ha messo più energia, più post e voci per tre righe di vernice bianca in centro che per tutto quanto il resto della vita civica di Lecco.

Manco col Bione – che poi si è fatto carico il solo Sindaco di trovare una soluzione per tenerlo aperto – han fatto così tanto baccano.  Tanto bruuum bruum e manco il fumo.

Dai sentire il promotore della raccolta firme, Pietro Galli di Forza Italia – che non può certo essere la macchina della pulizia, ma più eventualmente della polizia – dire che è ora di finirla di incolpare i cittadini è di una volgarità per prendere applausi, che è ben peggio di un decoro stradale schifoso, perché qui non c’è decoro morale.

Se queste strisce bianche sono state messe perché i cittadini, gli automobilisti, parcheggiavano come dopo un’esplosione, e in più dopo che i vigili del Comune elevavano le multe e questi facevano ricorso e lo vincevano pure, di chi è la (vera) colpa? Chi è che ha tirato (davvero) un pugno negli occhi?

Aiutando a trovare soluzioni, vere, l’opposizione non farebbe un favore alla Giunta, ma eventualmente, alla Città. È più faticoso, certo, di un click sui social.

Certo se si vuol solo prendere applausi come strombazzate di clacson in coda ai semafori così per sentirsi vivi e vegeti, questa petizione senza competenze e senza soluzioni credibili, verificate e praticabili, va alla grande.

L’opposizione si, è viva.E vegeta.E su questo ci metto la firma.

LA LINEA DEL TIRARE DRITTO GLI VA TIRATA SOPRA

lineaOgnuno vuol far sempre il suo Carosello. Ma non tutti sono artisti come Osvaldo Cavandoli.

Ieri sera, quando un tempo era quasi tempo di Carosello, al centro dello schermo di quella tv bellissima che è Lecco, sono apparse fuori tempo massimo nuove reclame stile Lagostina. Qui, al posto delle pentole, il vice-diavolo ha sempre saltato i coperchi ma ha fatto parcheggi.

Una linea bianca continua, come appunto a Carosello.
L’assessore del tirare dritto – fino a schiantarsi – deve avere una certa predisposizione per l’ordine ma è totalmente inadeguato per il decoro. E’ del tutto evidente che, in questo caso, le righe bianche in via Cavour cozzano con il buon gusto.
Era l’unica soluzione? No. Bastava pensare.

Fortunatamente sono però righe non indelebili, ci salveranno le piogge acide dei temporali estivi che già immediatamente ieri, guarda caso, hanno iniziato a scendere. Resta come obiettivo primario quello di ridurre e togliere le auto dalla via, non di posizionarle meglio. Qui si sa Valsecchi ci darà una data a caso.
Sulle date a caso è davvero un artista insuperabile. Tra lui e gli altri non c’è solo una riga, c’è un solco.
Basta ricordare quelle per la riapertura del Teatro della Società o del nuovo Multisala o del Cinema Lariano, prima una, poi un’altra. Dette, ridette, modificate, annunciate, promesse, comunicate, cambiate, recitate, inventate, ogni volta una data sempre diversa che se le avesse scritte per terra con la pittura bianca e colorata avremmo un nuovo Kandinskij. Purtroppo invece ci tocca solo Valsecchi, che per mettersi in mostra non è comunque secondo a nessuno.

Un anziano signore che nonostante l’inappuntabile aspetto da sarto di famiglia (quelli di una volta, che imbastivano di persona l’orlo dei clienti di riguardo), in politica fa, da tempo, le cose più sbragate immaginabili e anche inimmaginabili.
A parzialissima difesa di Valsecchi si può dire – e va detto – che si leggono politici ed elettori di destra che quando hanno idee sono populiste non praticabili nella realtà, che si lamentano di queste righe per terra, comunque cancellabili, e poi hanno votato e votano chi ha distrutto urbanisticamente Lecco con colate, nemmeno fintamente artistiche, di cemento e obbrobri permanenti.
Li, loro, vorrebbero tirarci più di una riga sopra, per farcelo dimenticare. Ma è sotto gli occhi, non solo le suole.

A questo punto però rivolgo una preghiera al Sindaco Brivio.
Possiamo, caro Virginio, in vista del rimpasto di Giunta tirare una riga sopra anche a Valsecchi assessore?
Dopo queste linee bianche lo posso chiedere anch’io quel posto, non parlo del parcheggio, non ho neppure la patente.

proposta: PROMUOVERE LA VENDITA ONLINE DI TICKET BUS

LINEEPer le aziende private essere al passo delle modernità tecnologiche è ormai un aspetto non secondario per agevolare i propri clienti e stare sul mercato.

Stare al passo delle modernità tecnologiche per agevolare i propri utenti deve essere anche per le Aziende pubbliche uno sguardo doveroso, in questo caso per aumentare il grado di soddisfazione dell’utenza e dei cittadini.

E’ per questo che credo utile anche per LineeLecco e LeccoTrasporti dotarsi quanto prima della possibilità di rilascio di biglietti e abbonamenti – per studenti, ma non solo – tramite un canale di acquisto online.

E’ una proposta per il futuro, non una critica per il presente  

L’esperienza positiva dell’acquisto dei biglietti e abbonamenti già in uso da alcuni anni con il Teatro della Società e via via ampliata e migliorata ne è un esempio virtuoso, così come, finalmente, l’acquisto online dei buoni per la mensa scolastica.

Riduzione delle code agli sportelli, ampliamento dell’orario per il rilascio, comodità e agevolazione del servizio con liberazione di personale per consulenza e altro.

Perché non estendere questi benefici ad una platea ancor più ampia com’è quella del trasporto pubblico e penso in questi giorni degli studenti?

Oggi, infatti, pur avendo – per i primi 15 giorni di settembre – ampliato di un poco gli orari d’apertura dell’ufficio abbonamenti di LineeLecco – per parlare della sola Città, ma vale anche per le corse extraurbane – centinaia e centinaia di famiglie lecchesi hanno dovuto recarsi fisicamente fino agli uffici della sede della società.

L’ammodernamento tecnologico LineeLecco l’ha già messo in atto in questi anni, con le paline intelligenti che indicano gli orari reali di arrivo dei bus in città, gli orari completi delle corse di tutte le linee consultabili dal sito istituzionale ect.

La possibilità di acquisto di biglietti e abbonamenti online, potrebbe essere un ulteriore e importante passo avanti. Anche, perché no, ampliandone lofferta, in ottica non solo quotidiana ma anche turistica.

L’ASSESSORE VALSECCHI HA FATTO ACQUA (UN’ALTRA VOLTA)

acqua e trafficoIeri è stato, come sappiamo, il delirio per le strade di Lecco, più che altrove.

 

E il perché, è bene dirlo, non è paradossalmente perché ha piovuto da matti, ma perché, ahinoi anche questa volta.
L’Assessore Valsecchi non è stato in grado né di coordinare le azioni né di fare tesoro, ed esperienza, del passato e dei disagi successi precedentemente per le stesse cause.
Sta qui la delusione, la rabbia, e lo sconforto.
Non si sta infatti dicendo, e non si vuole dire, che l’Assessore Valsecchi doveva o anche solo poteva evitare i disagi,
ma si sta dicendo che poteva certamente limitarli, ridurli.
E così non è stato. Così non ha fatto.
Ancora una volta è stato una delusione. Ancora una volta, mi si permetta il gioco di parole, ha fatto acqua.
E leggere la sua lettera, piena di toni molesti, assente di scuse, e, sempre, maledettamente sempre, infarcita di questa auto-assoluzione, è francamente desolante.
I temporali, di questo livello di intensità erano ben previsti da giorni, tanto che “l’allarme meteo” era pure scritto sull’home page del sito istituzionale dello stesso Comune di Lecco.
E nella lettera dell’Assessore invece sembra (fa finta di) cadere dal pero, non una riga, come se fosse tutto imprevisto.
Invece domandiamoci: perché non c’è un Piano d’emergenza antitraffico? Se c’è non è stato, con evidenza, applicato.
Esiste un coordinamento con i Comandi di polizia municipale dei Comuni limitrofi? Anche qui, se c’è, non è stato applicato.
E l’Assessore Valsecchi è quello che organizza effimeri convegni sulla “Grande Lecco” e nel concreto invece si perde nel lavoro ordinario e non riesce a organizzare due telefonate agli altri assessori.
A quando poi una modalità di regolazione dei semafori in funzione dei flussi e delle direzioni del traffico?
E un senso unico alternato in caso di chiusura della 36dir si poteva istituire non dico prontamente ma almeno con moderata celerità?
Un raccordo organizzativo con l’Anas, i vigili del fuoco gli è mai venuto in mente? Perché se si, con evidenza, non è stato nemmeno questo applicato.
Per non parlare della pulizia dal fogliame e dallo sporco dei tombini che ogni volta si intasano e sono intasati, quando l’ultima pulizia? Anche questa è manutenzione, anche questo è Decoro Urbano.
Oramai fa l’Assessore alla viabilità da oltre due anni.
Perché qui non è che le colpe se le devono sorbire sempre i vigili, o tutto il Comune dal Sindaco all’usciere, o gli operai e i tecnici.
E no, bellezza mia, non c’entra una fava dire ironicamente  “Piove, Comune ladro”,  hai voluto fare l’Assessore alla Viabilità, pur non essendo in grado?
Insieme agli onori ci sono anche gli oneri.
Uno sconforto. Una slavina di incapacità nel vestito assessorile da festa.

RIAPRIRE PIAZZA GARIBALDI ALLE AUTO E’ CHIUDERLA AL FUTURO

piazzagaribaldiSeneca fu esiliato da Claudio, Ovidio da Augusto, Galileo dalla chiesa, Lorenzo Bodega è stato esiliato da Piazza Garibaldi e ci vuole tornare.

Non a piedi.
E non, magari, per assistere a spettacoli, a fiere, a mercati tradizionali, o per fare acquisti, per condivide tempo, relazioni, un aperitivo, un concerto, un cinema, un’esposizione. No, lui vuole tornare solo per passarci con l’auto.

E’ questa infatti la reiterata proposta fatta dall’ex Borgomastro e Senatore della Repubblica. “Riaprire Piazza Garibaldi al passaggio delle auto”.

Le ragioni sono ancora più allucinanti, dell’intuizione:Sarebbe un’ottima soluzione per valorizzare il centro cittadino”;Le auto passerebbero per la Piazza con uscita su Via Costituzione”, questo per puntare “alla valorizzazione di Lecco anche sotto il profilo turistico perché oggi la città è vuota, le attività chiudono e qui si pensa solo a fare interventi cher enderanno ancora più difficile la ripresa economica”.

Abbiamo capito bene?
Bodega vuol far passare le macchine da Piazza Garibaldi per valorizzare il centro cittadino, con una modalità che è un poco come suggerire di accendere più copertoni di auto sulla super così non si lascia incustodita la strada.
Ve li vedete gli automobilisti scendere da via Cavour o da via Roma, così da valorizzare il Centro cittadino sporgendosi, in transito, dal finestrino per guardare l’infinita luce poetica che picchia sulle facciate dei Palazzi di Piazza Garibaldi?

O ancor di più gli automobilisti, soprattutto turisti, che appositamente transitano per la Piazza Garibaldi finalmente riaperta grazie alla crociata di Bodega, che rallentano volontariamente, insensibili al suono stridulo dei clacson delle auto dietro, e per aumentare la ripresa economica farsi servire da commesse in pattini a rotelle che prendono le ordinazioni per l’acquisto di vestiti, tre collant 60 denari, un paio di scarpe, un prelievo bancomat e due lassativi dalla farmacia poco sopra?

L’ex sindaco e senatore Bodega, nei momenti più rigidi e impensati, trova sempre il modo di farci ridere. Grazie

L’ANTILECCHESITA’ DENTRO UN’AUTO

pianoClima drammatico in città la scorsa settimana, più sui social, nei bar e pure nei luoghi di lavoro, per chi ce l’ha, che sulle strade. In auto non se n’è infatti quasi mai parlato anche perché, quasi tutte, avevano un solo passeggero.
Il clima era dovuto al tema caos traffico per la chiusura urgente di una corsia del Ponte Manzoni.
L’ex consigliere di maggioranza, Ivano Donato in un post su Fb prova a cavalcare la polemica, o almeno così crede. Scrive infatti (venerdì alle 22.36 ossia a cose finite) : “Faccio notare una cosa…..esiste un PIANO DI EMERGENZA DELLA SS36 in vigore dal 2014 (ero Assessore allora……..anche Valsecchi e Bonacina avrebbero dovuto saperlo…….. ) si può leggerlo se si vuole qui…consiglio la Lettura anche agli assessori di pagina 25 che dice cosa si sarebbe dovuto fare……”

Ecco, personalmente, devo ringraziare questo martire della viabilità, questo Jan Palach della carreggiata, per avermi nuovamente rivelato, nel breve volgere di una frase, l’essenza stessa di cosa non dovrebbe essere mai un consigliere comunale e più in generale l’animus senza tempo (e con molte bandiere) di quello che una volta si chiamava “parlare alla pancia della gente” che – prima – un vago sentimento di pudore, o di (provvidenziale) insicurezza culturale, vietava alle vittime dei sensi unici almeno di proferirlo sui social. Adesso, ahinoi, ci si sente finalmente liberi di giudicare la propria Città partendo dal Ponte Manzoni e, quel che è peggio, fermandosi lì.

L’accusa di questi tre giorni di caos automobilistico (che sia detto per inciso era meglio non ci fosse stato ma non è stata una vita e non è stato nemmeno per capriccio, ma per emergenza) è tutta rivolta al Comune e agli assessori Bonacina e Valsecchi.

Dare al Comune le colpe maggiori è l’obiettivo perché lo scopo non è risolvere i problemi, ma augurarsi che vada sempre peggio così da poter dire, ve l’avevo detto. Antilecchesità.

Certo, in questa vicenda è mancata la visione d’insieme e non ci si può limitare a ragionare sul senso unico di una via, di un rione, dimenticandosi il quadro globale, la mobilità territoriale.
Ma è proprio il Piano della Mobilità che identifica in caso di emergenza il grado di responsabilità totalmente capovolto.
E ci si chiede, ma il consigliere Donato l’ha veramente letto questo Piano che porta come prova? Lui che dice che lo conosceva ma, -va fatto notare- si è guardato bene dal segnalarlo durante i tre giorni di caos… dopo si sa è tutto figo, ma serve solo per far girare le giostre.

Lì si legge, perché va letto tutto, subito nelle pagine 3-4, che è la Prefettura, con la Polizia stradale a dare il là, è l’Anas a quantificare i tempi, è la Provincia ad attuare il Piano di Emergenza. Il Comune di Lecco, che non è esente da responsabilità, mi pare però, in questo caso, che queste siano da imputare più agli uffici che alla politica… cosa poteva fare se non è stato avvertito per tempo da Anas, Polizia Stradale, Prefettura e Provincia?

Certo poi le azioni alternative sono anche indicate, (a pag 26 però non 25, Consigliere Donato) ma vedo un accanimento quasi medico e personale per non vedere che il guaio è stata la filiera che è partita male.

Parafrasando: Non si può pensare di andare in giro con una benda in testa perché ci si può far male solo perché in ospedale si dice potrebbero non esserci bende e garze.

Mettiamoci al lavoro per un nuovo modello di Mobilità, dove con il Comune e gli altri Enti si prova a dare un contributo di idee non di frustrazione e farloccate (carpooling, parcheggi decentrati, mobilità dolce, incentivi e divieti, biglietti integrati di sosta, zone 30, telelavoro, coordinamento e software intelligenti, app e comunicazione)

mettiamo in divieto l’antilecchesità in auto