Khorakhanè

a forza di essere vento
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Archive for the ‘Decrescita’

IL PROBLEMA oltre Esselunga VS Coop

luglio 21, 2010 By: ugomoi Category: Decrescita

A me ne Coop ne Esselunga stanno simpatiche, i modelli della GDO ritengo non siano sostenibili in termini di benessere collettivo, basterebbe conoscere un poco i Gas, i gruppi di acquisto, per averne, ulteriore, conferma. (altre si possono avere in termine di urbanistica, distruzione del territorio, sviluppo autocentrico ecc).  Però approfitto di un fatto recente che li riguarda per provare a fare un passo oltre, o almeno di lato.

Innanzitutto la premessa. Credo che leggendo un qualunque quotidiano di domenica 18 luglio non poteva sfuggire la storia pubblicata su 2 pagine intere di Esselunga che a Modena sarebbe costretta a cedere il suo grande lotto di terreno (44820 mq) dove doveva sorgere un nuovo supermercato, alla Coop Estense, proprietaria di un piccolissimo terreno confinante (8834mq) acquistato successivamente ad un’asta molto cara, perché quest’ultima sarebbe spalleggiata dal Comune. Pare che la lite tra le 2 vada avanti da una decina d’anni.

Un poco di polverone, ovviamente, si è sollevato. (continua…)

Le E.S.CO per la macchina comunale

luglio 05, 2010 By: ugomoi Category: Campagne, Decrescita, Lecco, Proposte Locali

I Comuni, come quello di Lecco, hanno sempre più problemi finanziari. Cattiva gestione negli anni passati a cui va ad aggiungersi, oggi, una crudele ed irresponsabile riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato creando, inevitabilmente, da qui l’irresponsabilità, probabili riduzioni e carenze nell’erogazione di servizi ai cittadini, nonché debiti e conti che non quadrano.  E’ una situazione irrimediabile? Si leggono sempre più spesso, infatti, anche per Lecco, che i Comuni non hanno nemmeno i soldi per pagare il riscaldamento, per le bollette della luce, per gli affitti.  Figuriamoci per il resto (continua…)

CODE & SALDI

gennaio 05, 2010 By: ugomoi Category: Decrescita

 

codaLe cronache italiane di questo inizio anno narrano di code inquietanti fuori da negozi e outlet di abbigliamento e calzature per i tanto agognati saldi. Adunate oceaniche convocate dai tam tam mediatici, che ricordano famigerate adunate oceaniche di tempi andati. Oppure ricordano le code per il pane di sovietica memoria. La coda è sempre coda e il fatto di mettersi in fila per abiti griffati e scarpe di marca anziché per beni primari ci dovrebbe dire qualcosa sulla dignità di un popolo. E’ questa la libertà per la quale hanno combattuto e sono morti i nostri padri? Oggi assistiamo allo spettacolo desolante di questa libertà. Coda chiama coda: in un servizio del Tg abbiamo assistito ad un’intervista lunare da parte di un giornalista ad una signora in coda davanti a un negozio di via Montenapoleone. “Signora, ma qui fanno i saldi?” “No” “E allora perché siete in coda” “Per vedere”. Allucinante. Nemmeno Beckett ci sarebbe arrivato. C’è qualcosa di contorto, di perverso, io non mi capacito. Come cittadini democratici perchè non si sente il dovere di disertare queste adunate oceaniche e di disvelare e denunciare il fascismo in ogni sua subdola forma?

LIBERAZIONE DAL LAVORO

agosto 11, 2009 By: ugomoi Category: Decrescita, Lavoro

helmetPer una volta non vorrei fare il saputello che esprime certezze granitiche ma vorrei condividere alcune mie perplessità sul tema del lavoro. Sembra che volga a positiva conclusione la vicenda Innse, mentre altre lotte operaie sorgono altrove in Italia (es. la Cim di Marcellina).

Il caso della tentata chiusura della Innse era reso ancora più paradossale dalla presenza di ordinativi, insomma non era un’azienda in crisi. Si voleva esclusivamente realizzare un’operazione di speculazione edilizia, che sembra fortunatamente scongiurata grazie alla tenacia della lotta di quei lavoratori.

Gli operai chiedono il lavoro, il mantenimento in vita della fabbrica. Su youtube un operaio della Innse si mostrava critico nei confronti di forme di autogestione della fabbrica, poiché, diceva, per far rispettare i tempi di consegna di una commessa, occorreva un padrone che controllasse. E dato che in caso di un’autogestione i controllori sarebbero dovuti essere più numerosi, tanto valeva avere un padrone unico, preferendo evidentemente lo sfruttamento all’autosfruttamento. Insomma volevano, vogliono il padrone.

Sembra ancora lontana, complice un certa sinistra operaista nostalgica, (continua…)

L’ANTICASTA e la richiesta di voto

maggio 21, 2009 By: ugomoi Category: Decrescita, Politica & Balle

anticastaMigliorare la qualità della vita è possibile concretamente non come uno slogan. La sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla enunciazione di principi alla prassi quotidiana…. Uno schiaffo all’immobilismo della politica e agli sprechi della CASTA, l’esempio concreto che un altro modo di fare politica non solo è possibile, ma si sta già facendo esiste: Realtà straordinarie dal punto di vista del risparmio energetico e economico, della mobilità sostenibile, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della gestione dei rifiuti, dell’acqua e del territorio…  Per quanti sognano ancora di “cambiare il Paese”,  piuttosto che di “cambiare Paese”.  LEGGI L’ARTICOLO DI ALFIO SIRONI dal blog “Guardiamo al meglio”

E LA MIA RISPOSTA: TOMBOLA Alfio. Sembra che pensiamo le stesse cose nello stesso momento. Alcune settimane fa ho sentito l’amico Marco Boschini per invitarlo, prima o dopo le elezioni, a presentare L’Anticasta, il suo ultimo libro. Marco è il coordinatore della Rete dei Comuni Virtuosi.
L’avevamo già invitato 2 anni fa a marzo in un mattina dove di 30 amminitratori invitati ce n’erano, a memoria, solo 2. l’ass.prov.Fumagalli e Petrelli Ass. a Olginate. Ma è un’altra la cronistoria che voglio fare, se me lo concedi. Ed è quella di palesare ai lettori del tuo blog il fatto che, questa amministrazione provinciale in carica, (che tu sostieni e con cui ora ti candidi) le proposte concrete della Rete dei Comuni virtuosi le ha bocciate tutte. Tranne, dopo un’insistenza da sfinimento, quella dei riduttori di flusso x l’acqua. E’ qui la concretezza e la sostanza. Certo non credo che Nava, l’inutile e dannoso Nava, avrebbe fatto e farebbe diversamente. Però registro i fatti.
Ci sono OdG al Protocollo, mail a verbale, lettere pubbliche.
Dalla promozione del risparmio energetico ed efficienza energetica con le ESCO, dai rifiuti zero, al car pooling, al car shering, dalle scuole sostenibili, alla finanza etica, alle mense biologiche e locali, al mobility manager, all’acqua di rubinetto anche nelle attività dell’ente, al software libero, alle feste biologiche e riduci imballo, ai sacchetti di tela, al sostegno e promozione dei GAS gruppi di acquisto solidale, dal fotovoltaico senza oneri per i cittadini, ai pannolini lavabili, all’internet gratis tramite Wi-Fi, ad uno sportello Ecoidea per i consumatori. ecc ecc. Cioè tutti progetti che erano già stati sperimentati, o di lì ad esserlo, da altri Enti. Cioè nulla di rivoluzionario. E’ più chiaro così, ora,  perchè ritengo che la democrazia rappresentativa/delegata sia da superare e ci salverà solo una seria, collettiva, partecipata, democrazia dal basso, dal fuori, creando, costruendo, alimentando, sostenendo, presidi, movimenti locali e di base, autonomi da queste forme di rappresentanza formali, vuote? Gli stessi che oggi mi chiedono il voto. Sono gli stessi che non se lo sono meritato.

RIFLESSIONI SULLA CRISI E ….COME USCIRNE

gennaio 29, 2009 By: ugomoi Category: Decrescita

altan-futuro-di-merdaLa crisi che ci attraversa ha delle caratteristiche inedite. Matura ed esplode nel centro del mondo. E non serve dire  che si tratta di una chiusura del lungo ciclo americano. Potrebbe essere una situazione di ristrutturazione capitalistica e di ripresa di egemonia. Forse è più utile invece l’analisi che riferisce la crisi nel punto più alto di sviluppo delle forze produttive. Non sappiamo se questo “testimone” varrà ripreso dalla Cindia (Cina e India). Potrebbe essere infatti una situazione in cui i processi di ristrutturazione capitalistica evolvano nella direzione di una riconferma della centralità americana. E’ forse allora più interessante capire la crisi dal di dentro. Dire crisi di sovraproduzione e contemporaneamente di sottoconsumo forse non basta. Perchè rischia di essere uno slogan banale perchè ha perso la sua capacità analitica e di approfondimento. Quello che probabilmente va sottolineato è la dimensione di ristrutturazione capitalista della crisi. (continua…)