la Lombardia da bere non ha nemmeno i bicchieri

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Diciamocelo tra noi. Zitti zitti, quatti quatti, ma diciamocelo: la Lombardia e il nord sono la dimostrazione palese, mica il sud, che siamo un Paese incapace di avere un futuro. Insieme a un presente di credibilità.

La Lombardia produce il 22% del Pil nazionale. Ogni anno, da anni. Ogni politico, anche solo in questi vent’anni, ha riempito il tempo di promesse, potere, chiacchiere. E di tasse locali. A farlo è stato soprattutto chi si è riempito bocca e campagne elettorali, di federalismo. Oggi siamo ancora qua.

Erano scesi a Roma per comprarsela, per trasformare l’Italia nella Lombardia, nel teatro dell’efficienza, è andata a finire che il teatrino ha scritturato anche loro. Attori pessimi tra pessimi attori.

Vengon giù 3 centimetri di neve e i treni si perdono in binari fantasma, ritardi ciclopici e cancellazioni. Non nevica per nulla e i treni si perdono lo stesso, tra ritardi e cancellazioni quotidiane

Crollano cavalcavia, quello a Annone nell’autunno 2016, per ricostruirlo, 40 metri non 40 km, se va bene posticipo dopo posticipo, servon ancora mesi. Dopo oltre due anni.

La LC-BG è, da 18 anni, una voragine di carte e blocchi più che il tunnel per sostenere una delle prime 5 strade per traffico d’Italia. Costi lievitati a 118 milioni di euro, che non ci sono. E se ci sono non si sa chi deve metterceli.

Per le visite mediche ci vogliono mesi e anche anni, però se paghi, te la facevano anche ieri. Ospedali neurologici che han ascensori dove non ci entran le carrozzine. Tessere sanitarie con mesi e mesi per il rilascio.

Uffici e Enti pubblici che non si parlano e così è il cittadino che deve sobbarcarsi la spola.

Però siamo quelli che si esaltano per il Bosco verticale e la Milano da bere. Ma non ci incazziamo mai abbastanza per tutto quello sopra e per le scuole che rischiano di cadere e gli stabili mai finiti o abbandonati.

Votiamo chi regala i soldi per i condoni, chi se li mette in tasca, chi abbassa le tasse ai ricchi e butta soldi per tener la gente sul divano.

Siamo nella laboriosa Brianza, locomotiva dell’Italia, dove a fianco di ogni villetta c’è un capannone e in ogni Comune c’è almeno uno sportello bancario e ci dicono dal Governo che siam pronti per il boom economico, per l’Italia da bere, ma qui non si trovano nemmeno i bicchieri.
Non perché c’è la burocrazia, ma perché manca il senso civico.

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