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“Crotto del Brick”: spazi vuoti e occupazione

nasce-villa-brick-anarchica-1Leggo dall‘articolo di cronaca di oggi, dell’avvenuto sgombero del Crotto del Brick”, da un paio di mesi occupato, in maniera non concordata, da un gruppo di militanti anarchici.

Ora qui non voglio soffermarmi sulla condivisione o meno di entrambi gli interventi. Quello dell’occupazione dei ragazzi né dello sgombero delle Forze dell’Ordine.

Credo sia invece utile andare al cuore del tempo e quindi a un passaggio dell’articolo.

Questo: “Abbiamo occupato – avevano spiegato in un volantino – per riempire questi spazi vuoti con socialità, condivisione e nuove sperimentazioni di rapporti umani liberi e orizzontali, senza gerarchie e autorità. Lasciare all’abbandono uno spazio (…) , lo riteniamo un insulto a quanti non hanno un tetto sulla testa o che faticano a sopravvivere con affitti da record (…)  Non chiederemo il permesso a nessuno per far rivivere un posto morto da decenni”

Mi sembra questa un’attenzione che i ragazzi anarchici ci offrono e che ci interroga.

Spero che singolarmente e poi assieme, cittadini,  Istituzioni, intellettuali, mondo associativo, colgano questa occasione e aprano una riflessione pubblica perché a me pare evidente che, anche se ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti.

M5S E IL LORO FANCIULLESCO PRIMA E DOPO LE ELEZIONI

citterioLa recidiva “fanciullesca inconsapevolezza” del M5S, prima o poi dovrà essere letta per quello che è: una presa in giro e strumentalizzazione dei cittadini.

Prima di farsi eleggere riempivano post e piazze con onestà, cambiamento ed epiteti a tutti: avversari, giornalisti, Capo dello Stato. ect.
Prima era: “le tasse si pagano sempre. Oggi fanno condoni. Prima era: “chi più guadagna più deve contribuire”. Oggi fanno la flat-tax per i ricchi. Prima era: “la stampa deve essere il cane da guardia del potere”.Oggi la imbavagliano.  Prima era:“NoIlva“, “NoTap, “NoVax”, NoF35”.Oggi siIlva, siTap, siVax, siF35. Prima era:“Trasparenza, streeming, uno vale uno” Oggi votano al buio, non c’è mezza diretta web e mettono la Fiducia. Prima era: “fuori i partiti dalla Rai”. Oggi si son presi tutti i posti. Prima era: “i migranti in Libia muoiono torturati, aprite i porti”. Oggi li rimandano in Libia e chiudono i porti. Prima era: “via i ministri e parlamentari indagati”. Oggi ne son pieni e fan quadrato. Prima era: “via le accise sulla Benzina”. Oggi aumentano le tasse. Prima era “non si salvano le Banche”. Oggi han salvato Carige.

Pazzesco, son bastati pochi mesi e l’idea stessa della Legge e degli impegni presi, è diventata per i grillini, pieghevole come un paletto da slalom.

Quando non contava nulla eran duri e puri, oggi che dalle parole servono i fatti siamo all’inverosimile sbraco.

Un movimento che gridava onestà, che faceva promesse a parole oggi non è minimamente in grado e interessato. Non ce n’è uno di grillino che dice scusate:  Pensavamo bastasse promettere, mica farlo.

Non è fanciullesca inconsapevolezza. È stata una presa in giro dei cittadini. Usati per il potere

IL GUSTO DI PEDALARE A VUOTO CONTRO LECCO.

 

Caro Direttore de La Provincia, volevo farvi dei semplici ringraziamenti per l’articolo sul Festival e.bike delle biciclette elettriche che si trasferisce a Bergamo, dopo un lustro a Lecco dove è nato ed è potuto crescere.

Il grazie non tanto e prioritariamente perché avete difeso Lecco, (un po’ di sano campanilismo non farebbe certo nemmeno male) ma perché avete fatto quello che banalmente ci si aspetta da un giornale: andare alle fonti e verificare la notizia. Facendo questo, come conseguenza e non come fine, avete (anche) difeso la Città.

Lo scrivo perché sulla stessa notizia, questa appunto del Festival delle e.bike, non è stato così da altre parti e tantomeno sui social.

Questo altrove ha messo in moto, sui gruppi social senza freni, una discesa a capofitto di commenti e accuse con curve e volate preconfezionate, utili solo a perpetuare un pretesto di traguardo dopato: accusare la Città e l’Amministrazione.

Andiamo dai capitani turistici, come l’(ex) politico Fabio Dadati che, seppur pacatamente insinua e accusa la Città di aver perso questo Festival non possiamo perdere manifestazioni importanti di carattere internazionale” Se non possiamo perderlo, chi l’ha perso? Di chi sarà la colpa?

A ruota e a volte pure prima, più scompostamente è un attimo leggere commenti tipo “grazie Brivio”, “questa Giunta sta spegnendo Lecco”, addirittura c’è chi scrive pedalando faticosamente in salita che la colpa è “perché ci sono le righe della ztl in via Cavour”. E si potrebbe proseguire.

Poi, e torno all’origine di questa lettera, se si ha la serietà di andare alla fonte, o almeno porsi il dubbio, si legge, grazie a voi, che invece è stata una scelta imprenditoriale, degli organizzatori: “il pubblico lecchese aveva già conosciuto l’evento e gli espositori volevano promuovere le loro attività altrove. Per ampliare la loro proposta ad altri territori”. E ancora: “con Lecco ci siamo trovati molto bene e la Giunta del Comune ci ha sempre supportati attivamente nell’organizzazione dell’evento. Non abbiamo mai avuto motivo di critica verso l’Amministrazione ne abbiamo ricevute da parte loro”.

A volte è così semplice uscire dal gruppo. Un gruppo che preferisce pedalare a vuoto contro Lecco che non alza lo sguardo dai propri pedali, che si accontenta di piccoli strilli e sgonfi sfoghi, lasciando al sostegno il lustro delle occasioni speciali che però non ci aggradano mai se non sono le nostre.

Grazie ancora, quindi, direttore.

Paolo Trezzi

IMMIGRAZIONE:L’importante è trovare a chi dare la colpa.

altan aiutoCara Leccoonline

Sul tema immigrazione sono d’accordo con il lettore R.C. L’importante è trovare a chi dare la colpa. La colpa è sempre degli altri. Ci si evita il dilemma di essere uomini ancor prima che cristiani.

La sua lettera infatti contiene, seppur con garbo ed educazione, le peggiori scuse che un uomo, un cittadino, possa mettere tra sé e gli altri. Gli esempi che fa sembrano infatti tutti apparentemente di buon senso ma nessuno in realtà ragionevole.

Non perché criticare la politica e assolvere il proprio partito (la Lega in questo caso), che di quella politica è protagonista da trent’anni, è abbastanza paradossale ma perché è sempre un atteggiamento comodo trovare giustificazioni, auto-assoluzioni, trovare quel “ma però gli altri…”.

Nel leggere la lettera del signor R.C. che nei contenuti è uguale a mille altre che, con minor garbo, si trovano su social e si sentono ovunque in bocca a leghisti e non solo, ho pensato che se c’è un tratto comune – nel nostro Paese e nella nostra epoca – che riguarda sempre più individui, è l’incapacità/impossibilità di assumersi le proprie responsabilità pur dentro il riconoscimento dei propri limiti a prescindere da quello che fanno o non fanno gli altri.

Schiacciati da ogni tipo di responsabilità, tranne quella verso sè stessi, è comodo non vedere che non ci è chiesto di risolvere il problema dell’Immigrazione ma semplicemente quello di essere uomini tra gli uomini.

Che è poi un modo, come ci insegna Vittorio Arrigoni, per restare umani.

il M5S e il loro dire tutto e il contrario di tutto

pataccadelresole-300x228Non fa sorridere e non è una battuta.

Il Governo fatica a far partire il Reddito di cittadinanza e Di Maio vuol far partire addirittura un nuovo boom economico. Escono dati, ufficiali, che l’economia italiana ha subito un tracollo andando in negativo (- 2,6%) e lo stesso giorno Di Maio, ignaro, promette il boom. Come un Berlusconi qualsiasi.

Quando si dice il tempismo.

Questo è, per il momento, l’ultimo di una lunga serie di annunci ingannevoli, voltagabbana, e soprattutto finalizzati a far credere e distrarre. E questo è inevitabile, perché è il M5S e il filo rosso del suo agire. Purtroppo addirittura del suo Governare.

Quelli cioè contro i condoni e poi promuoverli. Quelli a favore della chiusura dell’Ilva e poi tenerla aperta. Quelli del “non arretreremo di un millimetro” e poi fare chilometri di retromarcia. Quelli dell‘impeachment a Mattarella e poi “è il nostro angelo custode”. Quelli di “mai con la Lega” che ha rubato milioni e poi farci il governo assieme. Quelli che prima sono contro il reato di clandestinità e poi votano il Decreto Salvini. Quelli di “uno vale uno” e poi espellere chi non la pensa come di Maio. Quelli del voto contro il Salva-Banche del Pd e poi in 10 minuti copiarlo pari pari per il Salva-Carige. Quelli per la libertà di stampa e poi ma fanno le liste contro i giornalisti.

E si potrebbe continuare su questo loro dire tutto e il contrario di tutto. Se l’avessero fatto gli altri sarebbero già a 1000 vaffa, a manifestazioni di piazza. Se non fosse pericoloso sarebbe pietoso. Chissà per quanto dureranno. Tutto dipende come sapranno gestire la perdurante crisi economica, nel senso comunicativo.

E cioè se riusciranno a far passare il concetto che “non è colpa loro ma degli altri che sono cattivi” oppure se verranno travolti dalla medesima onda che hanno contribuito ad alzare

La pulizia delle statue è una bella cosa, ma è anche una buona cosa?

da "La provincia di Lecco"
da “La provincia di Lecco”

Posso essere (forse) impopolare?
Trovo questa continua rincorsa alla pulizia di statue e monumenti, una quantità ripetuta di occasioni perse.

A caval donato non si guarda in bocca, si dice, ed è anche giusto.
Vorrei qui evidenziare un possibile punto alternativo.
Gli sponsor che permettono questi lavori sono tutti sollecitati e a invito. Sono convinto che si potrebbero e dovrebbero indirizzare queste adesioni e relative risorse verso un Progetto o progetti più valorizzanti e di utilità, direi prioritari.

Statua di S.Nicoló, Monumento a Stoppani, a Manzoni, ai Caduti sul Lungolago, la via al Torchio e ora Cermenati, Ghislanzoni, Mazzini e i monumenti ai caduti di Castello, S. Giovanni e Maggianico, ect. ect. Una lunga serie.

Abbiamo provato a mettere in fila i denari spesi complessivamente per queste pulizie e restauri, in cambio di spazi pubblicitari delle società che hanno sponsorizzato l’iniziativa?
L’assessore parla di un controvalore, ad oggi, di un milione di euro (due miliardi di lire)

So che è più facile a dirlo che a farlo, che ogni singolo Progetto ha tempi diversi, che la visibilità per ogni sponsor è più immediata ma canalizzarli in un Progetto – che sia scelto dall’Amministrazione o suggerito dalla cittadinanza – con una maggiore ricaduta in efficacia non è da auspicare, senza per questo criticare totalmente queste pulizie e restauri?

Con queste risorse (soldi, materiali ect) non era altrettanto e più utile la riapertura più rapida del Teatro della Società?
Ampliare il restauro di Villa Manzoni in corso?

Scelte che inoltre produrrebbero un ritorno economico immediato per il Comune che lo potrebbe utilizzare per altri sostegni minori, pure la stessa pulizia delle statue?

E se non si può sostenere il restauro di edifici pubblici simbolo come Villa Manzoni e Teatro, che trovo comunque prioritario, perché almeno non farlo su scelte e cartelloni di attività turistiche, ricreative, sportive, giovanili e culturali nel solco del già riuscito impegno e programma comunale?
Anche qui generando un immediato ritorno economico re-investibile.

Non vuole essere una gratuita critica alle scelte attuali ma continuo a ritenerle ancora evidenti occasioni perse nel rapporto spesa-resa pubblica.

a forza di essere vento