Tutti gli articoli di ugomoi

IL VIRUS COME SUPPLEMENTO DI PENA?

FB_IMG_16079603572589784

Il decesso per Covid del lecchese Mario Trovato, detenuto nel carcere di Tolmezzo e ricoverato da qualche tempo nell’ospedale di Trieste si è liquidato sui social con quasi totale indifferenza o peggio, compiacimento.

In fondo era un boss della criminalità.

Io invece non sono mai, per nessuno, a favore di supplementi di pena. Quindi in questa notizia evidenzio una gravità su cui vorrei portare l’attenzione, ossia sul fatto più generale

Una quantità enorme, insopportabile, di detenuti sta rischiando o addirittura contraendo questo virus
È evidente, lo dimostra una volta di più anche questa morte, la necessità urgente di prendere decisioni politiche al fine di contenere il numero delle persone in entrata e di favorire forme di liberazione anticipata dal carcere attraverso il ricorso ai variegati strumenti previsti in tal senso dalla legge.

Nella Casa Circondariale di Pescarenico, già a maggio, su 60 detenuti erano stati riscontrati 21 casi di positività. Un numero enorme.

A livello nazionale i positivi in carcere, al momento, sono 1049 su 55000 persone detenute (non tamponi, detenuti) che si trovano in 86 diversi istituti penitenziari.
41 di queste persone detenute sono in condizioni serie tanto da rendersi necessario il trattamento ospedaliero (erano 27 a fine novembre).

I numeri, in controtendenza a quelli del Paese, vengono dal Ministero della Giustizia e sul sito del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute si può leggere periodicamente un aggiornamento.

Oltre a questi dati bisogna tenere conto del personale penitenziario.
Sono circa 35000 gli agenti con 1.042 positivi, di cui 10 ricoverati in ospedale.

Dunque numeri molto alti che sono inaccettabili.
La morte di Mario Trovato ci insegna qualcosa?

VACCINI, PIAZZA E LA BANDA DELL’ORTICA

1-11

Il consigliere Piazza che difende la Regione sulla mancata disponibilità dei vaccini antinfluenzali è semplicemente meraviglioso

Non che non abbia le sue ragioni. Di bottega e anche più generali, tipo di futuro politico.
Ma, insomma, difendere la Regione Lombardia sulla mancanza dei vaccini, il giorno dopo che tutte le farmacie lecchesi hanno affisso un cartello di scuse e spiegazioni ai propri clienti per chiarire che la mancata disponibilità è responsabilità unica della Regione non sarà, chiedo, un tantino in controtempo e offensivo?

Non è un poco come ordinare al bar del Titanic una grappa mentre il cameriere è appena annegato e la nave intera sta facendo glu glu?

La parte meravigliosa di Piazza è che di questi problemi, lui, proprio lui non se ne fa.
In fondo lui non ha mai avuto un’influenza nemmeno da piccolo

Lui, con cortese fermezza e argomenti poco ferrati ma forbiti sì, difenderebbe, o meglio ridifenderebbe la Regione anche sulle mancate attuazioni delle zone rosse, sui pazienti Covid trasferiti nelle Rsa, e se glielo chiedesse il partito, anzi anche prima di un’eventuale richiesta, pure sui camici del cognato di Fontana.

Così come oggi, pur davanti all’evidenza:
“la Regione Lombardia non ha avuto la capacità di mettere il vaccino antinfluenzale a disposizione della popolazione attiva attraverso la distribuzione delle farmacie” (nota di Federfarma Lecco) difende l’indifendibile Regione come il palo di Jannacci nella Banda dell’Ortica.
“Ha visto nulla, ma in compens l’ha sentii nient”

L’evidenza che lo smentisce, in fondo, per lui è solo un dettaglio.
Piazza come scusa questa volta ha tenuto a dirci, come fosse consolatorio, che, senza fare nomi, anche altre Regioni sono nella stessa situazione.

Credo abbia inizialmente pensato al Molise, ma poi si deve essere ricordato quando gli han detto che il Molise non esiste

IL CIBO CHE NON SAZIA

IMG_20201205_194711Parafrasando Carlin Petrini di SlowFood “Il cibo oggi è prodotto soprattutto per esser buttato (venduto, dice Petrini) non per esser mangiato”

È quello che purtroppo si osserva, non solo in tempo di Covid ma da anni, a partire dalle mense scolastiche. Anche di Lecco

Quantità ingiustificate, anche oltre il 40%, vengono infatti buttate

Al più solo frutta e yogurt si recuperano Poca, poca roba salvata

Un dossier di Cittadinanzattiva, del 2019, conferma poi che solo uno studente su dieci consuma tutto. Il resto, decine di kg per scuola, ogni giorno, tutti i giorni, finisce in pattumiera

Uno spreco ingiustificabile di cibo ancor prima che di soldi delle famiglie e pubblici

Il tempo mensa, la qualità, la tipologia, la monotonia, la quantità, le abitudini portano a questi risultati, che solo saltuariamente o per autonomi percorsi delle scuole si prova ad indagare e rallentare

Regolamenti vietano, in tempo di Covid e anche prima, di recuperare e distribuire il cibo avanzato, non servito

La produzione maggiormente tarata per essere quotidianamente più allineata alla richiesta, viste le percentuali degli scarti, non viene applicata

La primo cibo risparmiato è quello che non si produce. Cuoce in questo caso

Per non far finire tutto nella pattumiera si può anche intercettarlo e ridistribuire. Attraverso, perché no, la contemporanea consegna “da asporto” per soggetti fragili che oggi non han accesso o attendono la distribuzione altrove

Sistemare gli alimenti avanzati, non serviti, in contenitori appositi, per garantirne igiene e sicurezza e etichettarli con le indicazioni del cibo contenuto e le modalità di utilizzo e distribuito alle persone più fragili anche con l’aiuto di Comune, volontariato e alunni stessi..

Così, come modalità di Dad”, far pesare al termine del pranzo agli studenti questi sprechi. Dandosi obiettivi

Stiamo parlando di 2345 alunni che
avanzano ca.1,2 etti di cibo a testa ogni giorno, tutti i giorni.

IMG_20201205_194302

LO SVILIRE IL RUOLO

1

Ieri è stata approvata la Delibera contenente modifiche richieste da Silea per il proprio Statuto
Un consiglio comunale che la maggioranza – a voce di 4 consiglieri con interventi già preparati – ha svilito e umiliato

Da qualunque parte la si guardi, ancor prima del merito delle modifiche quello da denunciare è lo svilimento imbarazzante del ruolo e dell’etica dell’Istituzione che lì si rappresenta

L’epitaffio della serietà del ruolo e di un Consigliere:​ “non ne abbiamo discusso ma la approviamo lo stesso, la studieremo poi”.
Che più o meno è come pisciare senza tirare giù la lampo. Ti puoi sentire appagato dal tepore ma resta una fesseria

Quelli che fin a che eran opposizione eran pasdaran dei Beni Comuni oggi son diventati meri esecutori di ordini di scuderia Hanno scelto di ratificare cose senza permettere di approfondirle, discuterle e ascoltare le realtà sul tema: da Silea ai lavoratori, dalle associazioni ai portatori di interessi collettivi.
NO, la volontà del Sindaco è il loro dizionario Treccani: Sa lui

Anghileri è riuscito a dire che prima si approfondisce e poi si vota
E un secondo dopo però ha votato
Per la serie: E anche oggi si approfondisce domani

Nessun termine tassativo imminente che obbligava al voto al buio, nessuna commissione convocata per studiare la delibera, nessuna valutazione sui possibili rischi di conflitto di interesse e del codice, nulla che aiutasse a mantenere non tanto le promesse ma l’impegno di non essere solo passacarte, di non svilire il Consiglio

Il Sindaco poi a giustificare l’eliminazione dallo Statuto della “promozione dello sviluppo socio economico del territorio” dice che non può esser quello il compito di una Spa ma è la rendita, il massimo profitto

La rendita è il mantra. E la sinistra muta.
Dopodomani non vi è ragione, per coerenza, nel non aumentare le tariffe

La maggioranza si è fatta scudo dei propri 21 sì, contro gli 11 no della minoranza per nascondersi dietro la paura fottuta che il permettere a tutti di approfondire, confrontarsi, convocare soggetti tecnici e associativi, portasse al reale rischio di un voto negativo. Consapevole ma negativo

Il Sindaco non si è fidato dei propri consiglieri e nemmeno loro di sé stessi

LA SOSTENIBILITÀ FA ACQUA

FB_IMG_15998378346129524Parliamo di scuola.
La prima ora è matematica ma scritto alla lavagna c’è un problema multidisciplinare.
Matematica, ecologia, ginnastica, economia, arte ed educazione civica

Dato che gli studenti che frequentano la mensa a Lecco sono 2345 ogni giorno e ognuno ha disposizione, almeno, 1 bottiglietta di acqua da mezzo litro, che costa ognuna ca. 20 cent di euro, calcolate nell’ordine quante bottigliette di plastica si utilizzano a settimana, al mese e in un anno di scuola, trovate altresì a quanto ammonta la spesa totale e quanto è l’aggravio economico sapendo che l’acqua pubblica costa 1,706€ al m3

Spiegate infine perché il Comune non ne vieta l’uso, delle bottigliette di plastica non dell’acqua, e non dota ogni studente di una borraccia a cui, nell’ora di Arte, imparare tecniche per scriverci il proprio nome sopra

LA SOLUZIONE CAPOVOLGENDO L’IMMAGINE

C’E’ QUALQUADRA CHE NON COSA

1-img527502È un brutto e impegnativo mestiere fare il Sindaco. Perché oltre a fare devi anche dire
Devi dire quello che fai e fare quello che dici

In questo tempo di Covid e social, di comunicazione, poi ti senti evidentemente un Sindaco a metà se ogni tre giorni non dici qualcosa ai cittadini

Non si spiegano altrimenti tutti i video, post, interviste del Sindaco di Lecco

Sei il Sindaco dei grandi cartelloni, delle piattaforme, delle convention in piazza, della corsa e degli slogan? Bisogna dire qualcosa

Anche se sul Covid quello che dici non è quello che fai, hai fatto, che farai perché sono altri che fanno, han fatto e faranno

Ma tu vuoi cambiare passo. In fretta e di fretta.
E così inciampi, cadi. A volte cadi sul muso, a volte nel ridicolo

È un brutto e impegnativo mestiere fare il sindaco se hai basato tutto sulla comunicazione, sul marketing

E allora un giorno ti dici contro la Dad, perché moltissimi genitori e la comunità son contrari
Poi cambi idea o anche solo ti accorgi che la situazione sta diventando insostenibile

E un altro giorno dici che la situazione è sotto controllo, in ospedale va tutto bene e andrà tutto bene, perché bisogna far vedere che si ha tutto in pugno
Poi non cambi idea, ma nemmeno gli infermieri del Manzoni che ti dicono che non ce la fanno più, che la situazione è fuori, non sotto, fuori controllo

E se un giorno è tempo di figure quello dopo è di colori

Il cittadino è in difficoltà con la zona rossa stabilita dal Governo, non può uscire, ha difficoltà nelle relazioni, il presidente dei commercianti è chino sul registratore di cassa e allora bisogna dire che si vuole la zona arancione. E lo si dice

Intanto i dati, che non ascoltano spot e  social, continuano a salire, gli infermieri a pregare di star in casa, i medici a voler il lockdown generale e il Sindaco a fare video sui social che ogni giorno smentiscono quelli di prima

O sono i dati, i numeri, i contagi a dimostrarlo inadeguato?

Ce lo immaginiamo il Sindaco davanti alla webcam pronto per il suo prossimo spot, trafitto all’ultimo da un pensiero:
C’è qualquadra che non cosa