Quell’altriItalia che veramente non vuole morire Berlusconiana.
E’ giocoforza utile scompaginare le carte dimostrare la poca utilità delle lotte di un giorno di cui la presunta “altritalia” è bravissima, insuperabile.
E come farle emergere se non ballare con un fantasma che ha battaglie chiare che tutti esaltano nelle lotte e poi buttano a mare?
L’abitudine degli abitanti della “presunta” Altritalia è quello, infatti, di fermarsi al soggetto e non elaborate il gap del contenuto. L’ha detto quel tizio importante per me è quindi vero. (Grillo, Travaglio, Zanotelli…) E’ per questo che è poco efficace postare un fondo altisonante tratto, che so, da Micromega. Andare tutti in fila, al Vday e poi di nuovo tutto come prima.
Troppe volte l’altraitalia si incanta sull’autore e non sul succo.
Perché – in fondo al secchio – non si capisce la sostanza, la polpa. Si è d’accordo con quanto detto a prescindere da chi l’ha detto o, invece, deve dirlo proprio quello? Non vorrei offendere ma è nel non voler far emergere il vizio, il grave limite, dell’altraitalia che non esiste.
Si fida delle parole della gente se le dice un guru, un simbolo, e non un clandestino. Un mendicante di parole. L’altra Italia non esiste anche perché non entra nel merito delle parole, delle domande dette. Guarda chi le dice e hanno forza o sono disoneste in base se le ha dette Travaglio o Franceschini (mi si scusi per l’accostamento)
Postare un intervento di Grillo (che mi si permetta, non mi piace) e firmarlo Salvini non passerebbe con alti applausometri, viceversa sì. Tolti, mi sia concesso sottolinearlo, gli intercalare razzisti tipici di chi è meno dannoso ubriaco alla festa della birra di partito che sobrio in qualunque assise rappresentativa parlamentare. Non è sfuggire alla responsabilità ma qui facciamo troppa confusione. E’ sorprendente come non si colga quasi mai l’assurdo e si continui questa diatriba su chi sia migliore fra destra e sinistra, come se in Italia ci fosse una destra ed una sinistra. La trappola funziona bene e pochi si chiedono se siano migliori gli uomini migliori o gli uomini peggiori. Non è ingannare la gente è dimostrare che si vince solo andando al bar. Stare lontano dai tribuni e dai guru. Solo per fare semplici, banali, esempi dell’altritalia che non c’è. Quanti hanno cercato e letto i paurosi dati economici di questa Italia e non si sono fermati a leggere il giro di puttane da Palazzo per convincersi della poca credibilità di questo Governo? Quanti conoscevano la vicenda Innse prima di 2 settimane fa? Quanti sono andati a Lambrate al presidio per avere info di prima mano o solo per solidarietà e giustizia? O dentro qualche fabbrica del territorio in crisi? Quanti tengono i soldi nella finanza etica? Quanti fan parte dei gruppi d’acquisto solidali? Non lo fa quasi nessuno, molti meno di chi dovrebbe farlo, nemmeno se lo dice un simbolo… se non lo dice poi chi si alza dal divano? Ma almeno si evita la fatica di ri-sedercisi subito dopo, si obietterà se non ci si alza.
Pendiamo dalle labbra e poi cadiamo.
Come dirlo con efficacia?
Volendo rafforzare questo concetto, e per farlo chiaramente, sembrerà un paradosso, servono parole fantasma di un clandestino, di un mendicante di parole. Non fermarsi al soggetto altrimenti non si elabora il gap. Del sapere senza sapientone.
L’ha detto quel tizio importante per me è quindi vero. Troppe volte l’altraitalia si incanta sull’autore e non sul succo. Perché – in fondo al secchio – non si capisce la sostanza, la polpa. Si è d’accordo con quanto detto a prescindere da chi l’ha detto o, invece, deve dirlo proprio quello? E’ per questo che non vale la pena fermarsi a far sempre la stessa fine. La fine della “presunta” altritalia che ascolta qualsiasi cosa distrattamente con attenzione, a volte non la ascolta affatto, a volte non ritiene possibile si possano raccontare certe cose…sicuramente abbiamo capito male….e gli rimangono solo le parole che gli hanno lasciato, che hanno voluto sentire, perché distratti o incantati davanti al Guru, al simbolo. Che ti fa restare solo con le parole impastate. Che ci ha lasciato solo il nulla che serve a non dire nulla a chi si accontenta di nulla in questa civiltà del nulla. Tutto qui.
