OI DIALOGOI puntata tre: Vanità

Grande concordia sottocosta stasera fra gli amabili conversatori nella sala d’aspetto dello strizzacervelli, poiché si parla di…
vanità

“Una cosa divertente che non farà mai più” – cita sibillino Aldo.

“Intende l’inchino? – arguisce perspicace Astolfo – Beh, avessero letto prima Wallace, anche parecchi turisti si sarebbero risparmiata una serataccia”

“Nemmeno io sono mai stato in crociera – dice Aleardo – ma vedendo le immagini dei passeggeri che fanno il ‘trenino’ fra i tavoli del ristorante ho pensato che, piuttosto che passare una settimana così, preferisco andare a lavorare.”

“Certo che, a parte le conseguenze penali, uno sputtanamento così di dimensioni planetarie non si ricordava da tempo… “- aggiunge Aldo.

“Se lo merita- afferma netto Ascanio citando a sua volta quel tale – noi non abbiamo riguardi, non te attendiamo da voi; quando verrà il nostro turno…”

“Che goduria- concorda Astolfo allentando il nodo della cravatta – vedere uno sbruffone sputtanato, colpito proprio al cuore del suo super ego: una fantastica lezione, un monito per tutti gli arroganti, i palloni gonfiati. Sono migliaia gli Schettino che siedono ai posti di comando, non solo in Italia, ‘in virtù’ di raccomandazioni, nepotismi, clientele, corruttele, e che ‘in virtù’ delle loro incapacità e incompetenze determinano disastri anche maggiori di questo consumatosi in poche ore. Disastri diluiti negli anni i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti: erosione dei redditi, ingiustizie, disagi, miseria, fame, morte”

“Spiace per le vittime- osserva Alice pulendosi gli occhiali- però, che soddisfazione vedere anche quel condominio pacchiano imbottito di lusso superfluo affondato, distrutto. Una sorta di metaforico presagio circa l’imminente sorte del rutilante mondo consumistico…”

“Già io mi chiedo cosa spinge una persona matura a voler fare il comandante. – si interroga Aleardo –  Cosa poi possa spingerlo a fare lo smargiasso, a strafare correndo rischi assurdi, accettando sfide deliranti. Che vuoto deve avere dentro?

“Niente di nuovo sotto il sole – spiega Alfio, sagrista sotto terapia (intensiva) – Vanitas vanitatum et omnia vanitas. Ecclesiaste.”

“La stessa vanità che spinge uno stimato professore di economia a cacciarsi nei guai. – prosegue Aldo – Tutto per sfoggiare lo smoking dal palco reale alla prima della Scala.”

“Tutto per fare a gara fra chi ce l’ha più lungo – chiosa femministicamente Alice – tutto per il solito complesso competitivo fra maschi.”

“Ma che c’entra il genere, il comando non ha genere… dove vado a incominciare? – si scalda Ascanio – Golda Meir, Thatcher, Albright, Rice, Lagarde, Merkel, Fornero …altro che quote rosa; per arrivare a quei livelli devono essere stronze come uomini.”

“Citando Conrad, che citava il bardo, direi: la maturità è tutto. – filosofeggia Astolfo- Una società matura non avrebbe alcun bisogno di comandanti  né di obbedienti, poiché una persona matura non ha alcuna voglia di comandare né di obbedire.”

Queste dunque le riflessioni che circolano ultimamente fra gli italiani più psicolabili.

Pococurante VM

Un pensiero su “OI DIALOGOI puntata tre: Vanità”

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