Archivi categoria: Varie & Eventuali

LE PREFICHE O MADONNE PELLEGRINE

bugieChe si chiamino Salvini o Meloni, Schlien o Muroni le visite elettorali di esponenti di spicco della politica nazionale lasciano – dovrebbero lasciare – il tempo che trovano in una campagna per la scelta del sindaco.

Catapultate per amicizia o dovere di partito in territori che non conoscono, in una vita sociale e comunitaria che giustamente ignorano, a ripetere, più o meno, in ogni comizio il solito copione, le solite frasi che servono agli astanti.

Madonne pellegrine, prefiche elettorali con incarichi pur di impegno considerevole in altri territori e invece continuamente in tv, in giro in molte città, dalle Alpi al mediterraneo.

A Lecco in questa campagna un po’ sottotono e riempita di mega cartelloni, teatralità e decine di migliaia di euro di spese non ancora dichiarate, è molto più economico invitare leader conosciuti. Visibilità, passaggi stampa, articoli, social.

Due ore catapultate qua, due là, due qui, due lì e poi i lungolaghi diventano mare e i turisti diventano balordi.

Qual è il valore aggiunto di questi pellegrinaggi senza rosario? Compattare gli elettori e pure quegli altri.

Diamo troppo peso ai leader, ai messaggi salvifici, alla politica spettacolo.
Farci coccolare in un rapporto di dipendenza e in quanto tale non paritario.

Diverso dal comizio pellegrino sarebbe costruire interni tavoli di lavoro, relazioni sul fare, pianificazione di metodo, consigli di esperienza, riunioni di senso sul programma.
Insomma: Più scuola meno colosseo.

LA SCUOLA È DI TUTTI (I CARE)

FB_IMG_15998378346129524Per fare uno studente ci vuole tutta una città

Ne parlammo qui già a fine agosto dopo l’intervista dell’assessora all’istruzione Clara Fusi
Già allora, illustrandoci il punto della situazione, passi fatti, decisioni prese, azioni in corso, relazioni con gli altri attori, avevamo avuto conferma di un’assessora che non bada alla propaganda a differenza di una pletora di candidati, che forse manco lo saranno, che badano solo a quella.

FB_IMG_15998378401275905Un lavoro silenzioso.
Per costruire la credibilità dei fatti in qualcosa di mai affrontato prima, insieme a (questa) politica dobbiamo ringraziare, silenziosi e carichi di responsabilità e fatica impensabile i dirigenti delle Istituzioni, Presidi e insegnanti della scuola, il personale ausiliario, delle pulizie.
E poi ci son LineeLecco con i suoi autisti, i volontari del Piedibus, quelli di Auser ect.

Non tutto è perfetto, puntuale e pronto ma la cosa chiara è:
Per fare uno studente ci vuole tutta una città

Per essere un’assessora definita, insieme a tutta la Giunta, dal suo stesso partito, non credibile, insomma, ad avercene.

Più Clara Fusi meno Vittorio Campione

#lacredibilitàéneifatti #ICARE

GIRA UN’OPA SUL CATTOLICO A LECCO


IMG_20200902_072821E’ la lettera del giornalista Gerolamo Fazzini sottoscritta da più di 100 altri che​ ​nella sostanza dice che chi è cattolico deve votare Gattinoni e ritenersi nel peccato se vota Ciresa o, implicitamente, uno degli altri 2.

E ricordarti che nel segreto dell’urna Dio vede e tutti gli altri no.

La lettera nella sua pacatezza estetica prova a convincere con una violenza sostanziale
Elenca quello che fa comodo e smarrisce più di una pecorella di verità.

Fa un elenco delle cose fatte e del valore della Giunta Brivio, dimenticando di dire che questo smentisce proprio segretario del PD Marelli e coalizione non l’opposizione, ed è già tutto dire

Infatti Marelli, pochi mesi fa, disse senza che Fazzini scrivesse nulla e i firmatari firmassero alcunché: “Abbiamo il problema della credibilità ed è certo che non possiamo riguadagnarla presentando le stesse facce. Tanto meno uno degli assessori uscenti potrà candidarsi a sindaco”.

Poi però questi stessi che non eran credibili son rimessi in lista non come tanti figliol prodigo ma perché portatori di voti. Una mera questione da Mercanti del Tempio.

Ma c’è un passaggio più violento e umiliante. Quando Fazzini scrive e più di 100altri firmano che Ciresa ha una coalizione con gli estremisti all’80% e quella di Gattinoni solo 8%. È vergognoso squalificare, quell’8% riferito alla sinistra estrema come se fosse peste, qualcosa da sopportare, contenere, render inoffensivo

Le finte parole di Gattinoni di pari dignità tra le liste della coalizione son balle. La sinistra deve bruciare all’inferno.
Ma prima deve fargli vincere le elezioni

Firme con nomi rispettabilissimi, da Fazzini fin giù a Gabriele Perossi, che deve essere un omonimo dell’ex assessore Ciellino che coi fascisti, razzisti, estremisti ci ha fatto più di una Giunta, più di un Governo nazionale.
Le sue scelte le stiam ancora pagando care oggi con i suoi mutui/derivati: “la cosa migliore che ho fatto”. Disse. Pensa te le altre Insomma una lettera per perpetuare il potere.
Chissà poi perché si agitan tanto a raccoglier firme. Han sempre vinto ogni volta, anche quando han perso

E loro, i 100, si sentono i cattolici migliori di tutti e ci tengono a dircelo pubblicamente.

*OPA= Offerta pubblica d’acquisto

NEGOZI: UNA MASCHERINA LEVA L’ALTRA

coronavirus_pixabayÈ inutile nasconderci. Le mascherine non sono un bacio sulla bocca tra amanti ma una censura ai sorrisi della vita.

Deve esser per questo che si incontran sempre più persone, giovani e no, che la mascherina la usano, quando l’hanno, come un apostrofo rosa tra mento e collo.
Distanziamenti precari, mascherine volanti e fatalismo come carte regalo.

E non si vede e non si sente che, insieme alle mascherine, volan anche multe, anche solo controlli. Troppa gente è in giro così.

Ma altrettanto grave è la quantità di esercizi pubblici, negozi e bar che non rispettan le regole e la tutela del consumatore.

Gelatai che prendon con le mani il cono e l’avvolgon, poi, con un tovagliolino; Banconi da riparo contatto del cliente con pizzette e brioches sfuse non al riparo da commesse;panificio-la-renella-forno-roma

Camerieri con guanti neri che ti passan cibo e resto del conto; Banconiste che toccan il cellulare e poi ti servon aperitivo e patatine;
Pizzaioli che parlan senza mascherina su salse e verdure a negozio vuoto e quando entri si alzan la mascherina dal mento.

C’è la possibilità che tutto questo ci permetta una selezione, degli esercizi pubblici da frequentare e quelli no; di quelli dove c’è rispetto delle regole e cliente, cura e formazione e quelli no; di quelli che a prescindere dal Covid han il senso dell’igiene, perché non di solo di Covid s’ammala l’uomo e quelli no.

C’è però la possibilità che tutto questo passi inosservato, non perché lo fan in troppi, ma molto perché per noi in fondo un po’ di fatalismo…che sarà mai?

IL TURISMO MIO E I SOLDI VOSTRI

Screenshot_20200401-232529Sono qua basito che contemplo il piagnisteo economico all’italiana a causa del Coronavirus
Ogni categoria, la propria, è quella più colpita.

Gli altri che si fottano.

Qui da noi, con un accondiscendente stampa, va per la maggiore dire che è il turismo. Soprattutto se lo chiedi all’albergatore da stanze da 300 €.

Questo virus ha messo in ginocchio l’economia e basta un’intervista all’albergatore locale che di colpo si scopre che non era vero quello che si diceva fino a metà gennaio, ossia che non c’è Turismo a Lecco, che i visitatori, uomini d’affari, stranieri e pure gli italiani andavano a Como o al più a Varenna e che Lecco la snobbano tutti.
No Lecco era Gardaland e anche Portofino

IMG_20200402_124212

E allora lo Stato, lo stesso che metteva lacci e lacciuoli, che bisognava snellire, “noi facciamo da soli”, adesso deve intervenire.
Subito, ieri, e non come sta già facendo dilazionando tasse, posticipandole, facendo slittare rate mutui pagando la cassa integrazione ai dipendenti ect.

No, deve tagliare costi, detassare, dare soldi a fondo perduto. Un sacco per i mancati incassi

IMG_20200402_124240Sulle barricate dei letti ad acqua e jacuzzi vista lago per dire “prima il turismo, prima a me”.

Poi sommessamente chiedi se per caso il settore turistico a Lecco e altrove è quello davvero più colpito in termini di fatturato, di forza lavoro a tempo indeterminato, di incidenza sulla tassazione pubblica, più del chimico, del metalmeccanico, del gomma-plastica, del finanziario, del tessile e vien giù il mondo.

IMG_20200402_124304Non ti rispondono nel merito.
Citando dati, relazioni della CCIAA, del Mef, di Banca d’Italia, di Cerved o solo del Comune, no perché sono tutte contrarie a loro.

E allora cosa fanno, ti tolgono l’amicizia su Fb come se ti avessero detto che sei obbligato a rimaner in casa altri 6 mesi, magari con loro.

Tu dici una verità inoppugnabile e trovi sempre un albergatore che ti dice che non puoi dirla.

Ecco l’albergatore,in questo caso,è Fabio Dadati

UN ABUSO DI RISCHIO. L’INTERESSE + ALTO E’ QUELLO DI TUTTI

FB_IMG_15831608220522493E’ voglia di fiducia dire #Leccononsiferma o fare titoli di giornali: “Usciamo di casa”.  Ma è (anche) una cosa sbagliata. Perché scuole chiuse, bar a orario ridotto, cinema, chiese, musei serrati, in sintesi questa riduzione di socialità, è stata presa per valutazioni di prudenza.

E’ una questione di responsabilità. Non bisogna spaventar le persone ma nemmeno sottovalutare il tema.
Resto dell’idea che il principio di precauzione sia, in generale, un buon modo di porsi. Nel dubbio si prendono le misure che possono evitare il peggio, nel dubbio ci si astiene da fare ciò che potrebbe nuocere. Che tradotto non significa altro che ridurre i rischi ed eliminarli laddove possibile.
Non condivido quindi lo slogan (Lecco, Milano  ect..) non si ferma.
Se serve fermarsi per tutelare tutti ci si ferma. E non condivido nemmeno quelli che però così l’economia crolla, quelli degli aperitivi disubbidienti, quelli che però fermare le messe e il calcio non è mai successo, quelli che riaprite che però fermarsi è dire “ha vinto il coronavirus”, e quelli che però il mio interesse è più alto di quello di tutti, come si legge anche nella lettera di “Teatro Invito”.
Però niente.
Perché l’interesse più alto è quello di tutti

Serve prudenza per la salute e altrettanta per far reggere il sistema sanitario.
Se ci scappa di mano il virus e aumenta la necessità di ricovero e cura, non può tenere più il passo tutta la sanità pubblica.

È tempo di concentrarsi su questo e sul darle prima di tutto risorse e medici che le servono, per il tempo che servono, a partire da quelli (soldi e medici) che oggi vanno anche alla concorrenza privata.
Perché, e lo dimostra anche il coronavirus, la sanità pubblica è quella di tutti, per tutti e per qualunque cosa.

È l’unico modo per tornare a curarci di tutti noi.