Un vecchio adagio recita: chi semina vento raccoglie tempesta.
Per ora sentiamo chiaro il vento e il forte ed acre odore di marcia propaganda. Sono sempre più fortemente convinto che la dirigenza leghista andrebbe indirizzata ai lavori sociali. Ovviamente non inteso come cariche dirigenziali e di coordinamento, ma a tutte quelle forme di lavori socialmente utili che li tengano lontani dai posti decisionali e di potere. Credo che ci siano pure gli estremi perché vengano incriminati per attività di sovversione dello Stato. Sfruttano senza vergogna e coscientemente l’emotività della gente , il malcontento e la paura. E la sfruttano per tornaconti politici e personali a evidente – per chi ha il coraggio di vedere – danno della collettività e dello Stato. Non usano P38, molotov o spranghe di ferro perché non sono più i tempi forse, si limitano a fare i ministri o i parlamentari di una Repubblica che fin quando gli conveniva e gli conviene non riconoscevano ed ora non possono farne a meno jumpers for sale in los angeles.
A ben guardare non sono, come si cerca di minimizzare, i loro, comportamenti da scritturati di spettacoli viaggianti. E sono ancor meno discorsi da bar (che bar malfamati bisognerebbe frequentare per sentire le loro invettive) no i loro bisogna ammetterlo e constatare sono sui bordi dell’associazione sovversiva, della cospirazione e sovversione dell`ordine economico e sociale dello Stato. Castelli è un celodurista bossiano della prima ora e lo dimostra, sia mai che alla fine ci si strozzi. Maroni è quello delle promesse non mantenute, è quello delle firma al buio è quello incaricato di ragionare. Borghezio, quello che spruzza disinfettante sui treni, che dà dei nazisti ai partigiani e considera gli immigrati non persone.
Calderoli che ha un’indiscussa abilità a dire stupidate che seminano incendi xenofobi e razzisti.
Insomma un gotha di ignoranza, volgarità e razzismo.
E dirlo non è dire delle balle o esagerare per addolcire il quadretto. E dire che, non tutto quello che viene dal governo, dalla destra, non tutto è sedizioso e spregevole, ma alcune persone e alcune istanze sì, lo sono eccome, significa demonizzare la realtà o semplicemente dirla? Calderoli, Castelli e gli altri sono ministri perché hanno vinto le elezioni. Possiamo dire, però, che un razzista resta un razzista anche se ha vinto le elezioni? Voler tornare alla Lira e soprattutto far credere alla gente che sia possibile e per giunta più conveniente oltre ad essere un’emerita presa per i fondelli è nascondere anche le proprie colpe derivanti dal non aver praticato controlli e politiche di sostegno economico e sociale, per tornaconti di cassa e di bottega, come forze di questo governo a cui fanno parte a pieno titolo. Chi doveva controllare i prezzi chi doveva progettare diverse ridistribuzioni della ricchezza e del peso fiscale? Ora furbi e volgari come pochi vogliono buttare su altri il peso della loro incapacità della loro incompetenza. E per distrarre e per accalappiare voti e consensi – sperando che la stampa, la politica liberale e sociale seria (di destra e di sinistra) continui a crederli folklore circoscrivibile e controllabile, alimentano odi, razzismo e inutili e dannose speranze. Gli storici, quando analizzeranno (perché mai poi?) questo periodo storico impregnato come le macchie di unto dalla paganità leghista e passeranno in rassegna i proclami ministeriali e pontidiani degli uomini in fazzoletto verde, non v’è dubbio, definiranno questa epoca l’Era della Vanvera.
20 giugno 2005




