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CANCRO: LA TERAPIA PUCCIO

A seguito della serata organizzata a Lecco il 18/05/07, con questa scheda intendiamo brevemente presentarvi il metodo messo a punto, ormai da alcuni anni, dal Signor Giovanni Puccio per la cura del cancro.

Il punto di partenza è che le cellule cancerose sono cellule deviate, che si riproducono ad una velocità superiore rispetto a quelle normali. Provocano quindi una crescita abnorme dei tessuti sostituendosi alle parti sane e soffocando pian piano gli organi del nostro corpo. Come mai si presenti questa deviazione nel comportamento cellulare non è facile da spiegare ma senz’altro l’azione dei radicali liberi è determinante. I radicali liberi sono specie chimiche altamente reattive ed instabili e si formano all’interno delle nostre cellule dove una parte dell’ossigeno non viene utilizzata per produrre energia ma per creare appunto queste molecole.

Questa circostanza, che definiamo stress ossidativo, viene aumentata da alcuni fattori: l’esposizione al calore, alle radiazioni, all’inquinamento ambientale. Lo stress, l’assunzione di alcool e di tabacco sono altri fattori determinanti.

Ovviamente in parte può incidere la predisposizione genetica.

I radicali liberi possono provocare danni al DNA, alle strutture cellulari ed ai tessuti e la loro azione è associata all’insorgenza di varie malattie e non solo al cancro: malattie cardiache, cataratta, artrite, malattie neurodegenerative.

La cura Puccio, in maniera molto semplice, non fa altro che contrastare lo stress ossidativo, con una serie di sostanze che aiutano il nostro organismo a:

– detossificarsi

– favorire una completa respirazione cellulare (azione anti-ossidante)

– rafforzare la capacità autonoma di distruggere le cellule malate (capacità che normalmente viene espletata tramite il sistema linfatico)

Tali sostanze non hanno effetti collaterali anche nell’utilizzo a lungo termine e si possono facilmente procurare:

glutatione (GSH): è una sostanza normalmente prodotta dal fegato ed è fondamentale perché serve per detossificare l’organismo poiché si lega ai metalli pesanti eliminandoli, favorisce la biodisponibilità del ferro, protegge i globuli rossi e bianchi, migliora l’utilizzo di importanti aminoacidi che sono cisteina e cistina, contrasta gli effetti di radiazioni, chemioterapia e raggi X.

N-acetilcisteina (NAC): è un formidabile antiossidante ad azione diretta perché penetra nella membrana cellulare. Inoltre permette alle cellule di assorbire il glutatione.

L-glutammina: protegge il sistema immunitario e il cervello

– Vitamina C, Vitamina E e beta-carotene

(proVitamina A) tutte sostanze ad effetto protettivo del sistema immunitario e antiossidante

Selenio e Acido Lipoico si combinano all’effetto detossificante del glutatione.

Ascorbato di Potassio ottenuto da l’acido ascorbico (Vitamina C) e Bicarbonato di Potassio: è anch’esso un antiossidante.

Il nostro schema è solo semplificativo, l’interazione tra le varie sostanze è molto più complessa di come l’abbiamo esposta però il risultato è semplice: “il riequilibrio chimico dell’organismo riattivando la capacità di espellere i veleni” per citare Puccio

Nel concreto, si può sintetizzare la cura in questo modo:

– una iniezione inframuscolo al giorno di glutatione ridotto 600 mg (esiste il farmaco generico, il prodotto però non è mutuabile)

– 4 compresse al giorno di NOoxidant (due a metà mattina, due a metà pomeriggio) Si può ordinare in farmacia o scrivendo a mailto:info@inthc.com

– 1 bustina da 600 mg di Fluimucil al giorno (esiste anche il generico N-acetilcisteina ma ha lo svantaggio di essere effervescente)

– 4 dosi al giorno di Ascorbato di potassio (due 30 minuti prima di pranzo e due 30 minuti prima di cena). Noi consigliamo l’acquisto del prodotto NIKE RCK che è dato da bustine sigillate che mantengono inalterate le loro proprietà. Inoltre sono addizionate a Ribosio che ne facilita l’assorbimento. Queste si possono comprare solo scrivendo a  info@naturalproduct.com

Le farmacie non trattano questo articolo, vendono però le compresse di Ascorbato di Potassio, ugualmente utilizzabili. Tutti questi prodotti sono già dosati secondo quanto previsto anche da Puccio.

– 2 compresse al giorno di Multizyme (una prima di ogni pasto principale). Si tratta di una miscela di enzimi per favorire l’assorbimento di tutte le sostanze nutrive. Si può ordinare in farmacia o scrivendo a  info@inthc.com

(Ci preme puntualizzare che non intendiamo fare pubblicità a prodotti e/o produttori. Riportiamo solo consigli e segnalazioni sull’esclusiva base di esperienze vissute in prima persona)

A livello preventivo, per contrastare lo stress ossidativo anche non in presenza di un tumore o altre malattie analoghe, sono proponibili vari prodotti: Silimarin, Papaia fermentata, Ascorbato di Potassio, l’Aloe. Soprattutto è importante un’alimentazione sana per quanto possibile, varia, includendo ovviamente frutta e verdura in abbondanza. Non si può certamente eliminare l’inquinamento, ma non fumare è senz’altro indicato a chiunque.

Il risultato della cura Puccio è incoraggiante. Le esperienze sono positive, certo non tutti gli organismi reagiscono nello stesso modo ma i medici che, in modo più o meno riservato, la propongono riscontrano miglioramenti nei pazienti. Senz’altro non è una cura fai da te, perché occorre periodicamente consultarsi con il medico per il controllo degli esami del sangue, verificando di volta in volta anche parametri diversi. Inoltre la cura può essere associata anche ad altri farmaci della medicina tradizionale, fatto questo che va ovviamente discusso con un medico.

Infine, per non dimenticare lo studio del Dottor Hamer il quale sostiene che ogni tumore è causato da un conflitto traumatico, acuto e drammatico vissuto nell’impossibilità di confidarsi con altre persone, senz’altro ci sentiamo di consigliare a tutti, malati e non, di voler bene a se stessi, tentando anche di affrontare le difficoltà senza chiudersi in un guscio e senza perdere la speranza nella vita e nel prossimo.

 Per chi vuole approfondire le varie tematiche, ecco alcuni spunti interessanti:

www.emmanueleassociazione.spaces.live.com Associazione cui Puccio è Presidente che presenta il suo lavoro anche per la libertà di cura

http:/// www.madonie.com/puccio presentazione di Puccio e del suo lavoro

www.laleva.cc trovate il protocollo di Puccio ma anche tanti altri spunti interessanti

www.natural-products.it  per l’acquisto e le informazioni sull’ascorbato di potassio

www.inthc.com  per l’acquisto e le informazioni su NOoxidant e Multizyme

www.pantellini.org  per informazioni sull’ascorbato di potassio

www.aerrepici.org  per scaricare il libro Kankropoli che riporta varie considerazioni in merito alla ricerca medica ufficiale e quella “ostacolata”

Il nostro obiettivo è riportare lo studio scientifico e l’esperienza della Cura Puccio.

Non intendiamo assolutamente sostituirci alla professionalità dei medici che devono essere sempre interpellati prima di scegliere la cura più appropriata.

Noi ci adoperiamo al solo fine di divulgare alcune conoscenze che hanno meno mezzi e strumenti di diffusione. 

 

 

 

 

 

 

 

BENE L’OSSERVATORIO. MA LE BANCHE ABBASSINO I TASSI

Tutte le iniziative a favore dei cittadini debitori vanno sostenute, tanto più se questi sono sulla soglia del tracollo. Quindi ben venga l’Osservatorio istituito in questi giorni in Prefettura a Lecco tra Istituzioni, categorie imprenditoriali, banche ed associazioni dei consumatori.

Credo però che ci sia qualcosa di non chiaro.  L`aspetto che mi lascia perplesso è quando provo a dare una risposta a perchè serve “uno strumento che agevoli l`acecsso al credito” Secondo me serve perchè le banche non sono così propense a agevolarlo quest`accesso al credito.  Quindi resto sospeso nel vedere come queste stesse possano ora far parte dell’Osservatorio che si propone di dare una mano a chi si trova in difficoltà.

Cosa cambia? Ora le banche si faranno garantire, per parte (o tutto) il denaro prestato dai fondi di categoria a cui sarà trasferito il rischio? A monte poi di questa precarietà del credito credo ci stia il problema più grave che determina poi anche situazioni di difficoltà dei cittadini. L’elevato tasso di interesse – immotivato il più delle volte –che un debitore è costretto a pagare anche per del semplice credito al consumo, cioè quei debiti contratti per la gestione quotidiana, ai creditori legali: banche e finanziarie.

La Banca d’Italia per i mesi da ottobre a dicembre ha fissato nel 15,5% il tasso massimo sui prestiti superiori a 5000€ come tasso entro usura e diventa del 23,77% per quelli sotto i 5000€ con cessione del quinto. Per le carte revolging (quelle per l’acquisto rateale) che stanno scoprendo un boom non indifferente il tasso supera il 25%. L’aspetto assurdo è che l’Euribor, cioè il tasso con cui le banche si scambiano tra loro il denaro è in questo momento al 4,8% sia a breve che a lungo termine. Una bella differenza. E basterebbe leggere le Circolari dell’ABI, (circ.2003, ancora in vigore) per rimanere sbigottiti nello scoprire che gli interessi di mora leciti sotto la soglia d’usura arrivano a oltre il 28% (28,25%)

Se poi pensiamo che tutte le banche – tutte – accedono preventivamente ad una Centrale Rischi (Crif) che gli permette di vedere e monitorare tutti i debiti di un cliente e la solvibilità dello stesso su tutto il Sistema non si spiegano le ragioni – così garantite e tutelate – per chiedere tassi così alti. Quindi ben vengano questi Osservatori ma sarebbe più utile, per venire incontro anche a chi non è proprio prossimo alla canna del gas, invogliare le banche (anche attraverso contratti di appalto durante i Bandi per le Tesorerie comunali, pressioni collettive dei cittadini, boicottaggi, ecc…) a ridurre, drasticamente, i tassi applicati alle proprie proposte di finanziamento. Si avrebbero più risultati. Ne sono convinto.

COME LE BANCHE TI SCHEDANO

CON LA PISTOLA ALLA TEMPIA

 

In Italia per prendere

la casa a chi non paga

il mutuo, ci vogliono 7 anni.

Alessandro Profumo

(A.D. Unicredit)

 

Il mese scorso abbiamo toccato la seconda tappa della ridistribuzione del reddito all’incontrario. La prima era la tassa sulla povertà promossa dallo Stato: il nome di Gioco del Lotto; la seconda era quella promossa dalle banche: il Credito al Consumo Inflatable Bouncers.

Questa nuova tappa entra un poco più in profondità nel tema dei prestiti concessi alle famiglie per poter pagare a rate i propri acquisti.

 

Il grande occhio…

Prima di concedere un prestito le banche e le finanziarie ci setacciano la vita a nostra insaputa. Attraverso una società, la CRIF: gruppo specializzato in sistemi di informazione creditizie a cui partecipano oltre 450 istituti bancari e finanziari. Il 90% degli sportelli bancari sono collegati online con CRIF. In questo modo l’operatore è in grado di vedere quanti debiti uno ha, se è stato inadempiente anche solo per ritardato – o non mancato – pagamento. Uno stato di polizia con i guanti bianchi.

Molte banche inoltre fingono di essere comprensive, “venendo incontro” al proprio correntista. In realtà i prestiti non li concedono direttamente loro – sarebbe più rischioso – ma si appoggiano a finanziarie, così da lasciare in capo a queste il rischio, limitandosi a prendere la “marchetta”. Oppure erogano il prestito “contro cessione del quinto dello stipendio” un modo sicuro, privilegiato, di essere ripagate. Questo sistema nel 2006 ha toccato il 5% dell’ammontare complessivo dei prestiti alle famiglie con un incremento di oltre il 30% sull’anno precedente. E  dover usare per ottenere il prestito la formula della “cessione del quinto” – cioè il prelievo dalla busta paga, ancor prima che ti venga pagata – vuol dire non aver (più) neppure uno straccio di garanzia alternativa, meno impegnativa e vincolante da poter concedere. 

 

Una rapina a mano armata

Non contente, le banche e le finanziarie, ti illudono di darti gratis alcuni strumenti di pagamento a rate. Avete mai sentito parlare delle carte di credito “revolving”? Una pistola puntata alla tempia! Nell’ultimo anno la loro diffusione è cresciuta enormemente: +15%. Si tratta di veri e propri strumenti di rapina legalizzata, che gettano fumo negli occhi ai possessori. Tutto gratis o quasi. Quasi sempre gratis la carta, piccoli rimborsi al mese con tasso netto, il TAN allo 0%. Invece non finisci mai di pagare, e più lungo è il rimborso: più paghi. Non finisci mai perché il TAEG (tasso annuo effettivo globale) è sempre ad un passo dall’usura: 18-20%. Senza contare l’assicurazione sul prestito che ti lasciano intendere essere una forma di tutela, quando in realtà è soprattutto un’ulteriore costo.

I prestiti al consumo rischiano sempre di più di lasciare una grave eredità alle persone che li contraggono. Sulla falsariga del boom delle borse e del loro crollo repentino che ha impoverito più che arricchito il comune cittadino.

 

Il nostro debito

L’OCSE ci ricorda che in dieci anni il rapporto tra il debito delle famiglie e il loro reddito disponibile è salito dal 32 al 59%. Dati da paura. Ed è solo la punta dell’iceberg, dati che sono solo l’anticamera – sottovalutata – del mondo illegale dell’usura. Le banche ad un certo punto chiudono i rubinetti, grazie alla CRIF che ti ha fotografato, e non è raro che si aprano le porte delle mafie.

Ma finché non si prenderà coscienza che ogni volta che entriamo in banca, davanti a noi, abbiamo un impiegato che è quotidianamente pressato dalla propria direzione per venderci questi e altri prodotti, non saremo mai liberi. Non saremo mai conduttori consapevoli delle nostre scelte. Non gestendo – o potendo gestire: per ignoranza, sovraccarico – le informazionivere (che di quelle false, le “comunicazioni pubblicitarie” ne abbiamo già più che in abbondanza)…

Unica speranza, oltre al comprendere che dobbiamo decrescere, nei consumi, nello spreco, nel produrre, è la cosapevolezza che inserendoci in questo meccanismo trasferiamo ricchezza dall’impoverito al ricco.

E’ ora di diffondere e promuovere le iniziative di micro/finanza in soccorso di coloro che incautamente si trovano nelle maglie di finanziarie senza scrupoli prima che finiscano nelle mani dell’usura. Di ricreare comunità con fondi sociali di quartiere (penso al modello delle Piagge di Firenze per esempio), dei banchi comunali (pubblici) di soccorso, delle mutue di autogestione (MAG4 di Torino e MAG6  di Reggio Emilia). Si chiama solidarietà, equità e giustizia. Si chiama nuovo modello di società (e mercato).

 

TTC ottobree 2007 

ROBIN HOOD E’ IMPAZZITO

Il Credito imPersonale

Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.

Così ci ricordava Ettore Petrolini.

 

Gli Italiani, infatti, stanno ipotecando il loro futuro economico un poco perché non arrivano oggettivamente alla fine del mese, molti per acquisti futili. Aumenta, infatti, il numero di richieste rivolte a Banche e finanziarie per finanziare viaggi, palestre, auto, televisori, sedute di estetica, mani e bocche da rimodellare a uso e consumo della moda del momento e delle tasche altrui.

Soprattutto di chi presta il denaro, presentando poi il conto.

 

Se il Gioco del Lotto è lo strumento semivolontario per impoverirsi, utilizzato prevalentemente dal ceto meno abbiente (con il consenso sponsorizzato da parte dello Stato), nella speranza di trasformarsi in quello che non è: economicamente ricco, un altro strumento, devastante, si sta facendo sempre più largo il cui unico scopo è sempre lo stesso: impoverirci.

Attraverso la redistribuzione del capitale, che passa dal povero al ricco.

Sto parlando del nuovo business delle banche: il Credito Personale, altresì detto credito al consumo. Si tratta di forme di prestito – normalmente di media entità, ma in crescita – che senza giustificativi reali di spesa, le banche e le finanziarie “elargiscono” al cliente privato perché possa pagare a rate i suoi acquisti. L’importo dei prestiti maggiormente concessi con questa formula nel 2006 si aggira sui 12.000 euro, risarcibili in quattro anni.

Per un volume totale di 85 miliardi di euro complessivi.

Una cifra pari a tre finanziarie… e purtroppo in crescita vertiginosa visto che rispetto al primo semestre 2006, nel secondo si è registrato un incremento di “elargizioni” pari al 20%.

Le favole, si sa, non appartengono alla vita reale, e meno che mai a quella delle banche.

Infatti non c’è nessun Robin Hood in giro, e più che nella foresta di Sherwood, qui ci troviamo in una giungla di offerte, con l’aggravante che è infestata come una palude di coccodrilli.

Sfruttando ed incentivando la spirale del consumo – secondo un modello per cui si è accettati e riconosciuti solo in quanto acquirenti – le banche spingono i cittadini ad aver sempre più bisogno di soldi.

Attraverso il meccanismo dell’aumento della disponibilità del credito, questi consumano, spendono, si indebitano in un vortice senza fine. Le finanziarie e le carte di credito rateizzano lo “scoperto” e favoriscono spese oltre le effettive possibilità personali. All’inizio sembra una cuccagna, ma ben presto ci si accorge di essere più poveri di prima, e che si fa sempre più fatica ad arrivare alla “quarta settimana”.  Stiamo assistendo all’impoverimento collettivo e sistematico della famiglia media. La politica che fa? Al posto di analizzare e risolvere il problema permette l’imperversare del sistema. Invece di legiferare ponendo un freno a questi veri e propri strumenti di impoverimento, e alla modulazione e calmierazione dei tassi (oggi anche facilmente del 20%) al massimo si comporta come un analgesico: nasconde il mal di testa ma non risolve la causa. È abbastanza comune – e preoccupante – constatare che le persone fanno prestiti per pagarsi altri prestiti. In gergo tecnico si dice: consolidare il debito.

Qualche anno, e sarà chiaro a tutti che il paese è collassato. La Banca D’Italia ci ricorda che in dieci anni il rapporto tra il debito delle famiglie e il loro reddito disponibile è salito dal 32 al 50%.

Dati da paura, per noi italiani abituati al risparmio. Quello di cui dovremmo renderci conto è che così ci finanziamo l’insolvenza economica della nostra stessa vita, non l’aumento del benessere.
Per di più sotto stretta osservanza – spiati da un grande fratello – una Banca Dati che i più non sanno neppure che esiste.

 

x Tra Terra e Cielo settembre 2007 

il VDay di GRILLO dura un giorno solo

 


E’ stato un enorme e meritato successo il V-Day organizzato da Beppe Grillo. Oltre 300.000 individui che fanno la fila per firmare un appello chiaro e in larga parte indubbiamente condivisibile sono, un fatto raro fors’anche unico. Spero non irripetibile.

Però, suvvia, è altrettanto fuori di dubbio che tutta quella gente in coda sembra proprio sbucata dal nulla. E credo proprio nel nulla subito dopo destinata a ritornarci, neppure poi così tanto spinta ma volontariamente incolonnata come nell’abituale cassa di un supermercato, su una qualsiasi strada dentro la propria auto. Sola.
Non vuole, e non è, una critica all’iniziativa e tantomeno ai molti ragazzi del Meet up di Grillo ce ne vorrebbero di così attivi, capaci e caparbi.

Ma resto dell’idea che bisogna fare un salto (più) in alto, non per schiaffeggiare, insultare il politico dall’alto della sua Poltrona (bella l’enorme sedia che campeggiava simbolicamente in piazza nella mia città, Lecco) e poi come nulla fosse tornare a votarli o a farsi gli affari propri e rimettersi in coda, al supermercato e in auto.
Serve quella scintilla della partecipazione, dell’interessarsi alla “cosa pubblica” a pratiche alternative e non di alternanza, alla denuncia che possano quotidianamente allontanare, delegittimare la Casta, il Potere. Chiedere, insistere, perché la costruzione delle decisioni della Politica (soprattutto locale) siano partecipate, che la trasparenza, non solo dei compensi, ma delle nomine, dell’attribuzione delle consulenze, dei copntributi per zittire, per accomodare, siano preventive.
Che le deleghe non siano–date e ritenute–in bianco.
Che il clientelarismo–basti vedere i ruoli nelle ex municipalizzate e gli incarichi negli enti locali, non siano cattivi e sbagliati solo se fatte dallo schieramento opposto.

E che le politiche, gli atti, i pronunciamenti della Casta politica e sociale che sono evidenti muri che vogliono dividere–e dividono–i forti dai deboli, gli inclusi dagli esclusi, i iserabili dai privilegiati, vengano denunciate e condannate. Indipendentemente da chi le dice, da chi le fa. Anzi soprattutto da chi si ritiene più vicino.
Altrimenti è solo qualunquismo, facile poplusimo, forse invidia dei privilegi della Casta, il berlusconismo (di destra e sinistra) non è ne marginale ne in diminuzione (né a Lecco nè in Italia).
Servono meno Guru e santi e più collettività, più interessi comuni, contro tutte le Caste, tutti i Poteri.
Dobbiamo riuscire a ricomprendere che è necessario trasformare lo stato delle cose esistenti.
Bisogna fare Comunità. Libera, egualitaria, solidale.
Il V-Day dura un giorno solo.
E non ha riempito le Piazze di popolo, di comunità
Ha solo messo in fila individui. Soli.

9 SETTEMBRE 2007

 

SI PAGANO VERAMENTE ALTE TASSE A LECCO?

Si pagano veramente alte tasse locali in Provincia di Lecco? Qual è il parametro, oggettivo o quantomeno condiviso, per stabilirlo? dalla stampa, nemmeno negli articoli molto approfonditi, non si riesce sinceramente a comprenderlo. Seppure tutti lo danno per scontato che siano veramente alte.

Tutti, si vede, hanno scelto di cavalcare la facile onda che ritiene le Tasse una brutta bestia, le nemiche del popolo. A prescindere? Vorrei quantomeno chiedere anche di girarla la medaglia, di attaccarci un pezzetto di ragionamento.
Di provare a rispondere nel merito alle domande che sarebbe utile porci.
Si pagano veramente alte tasse locali in Provincia di Lecco? Qual è il parametro, oggettivo o quantomeno condiviso, per stabilirlo?

Senza, mi guardo bene dal proporlo, ri-cominciare a ritenere in primis le Tasse lo strumento che lo Stato – l’Ente pubblico – si è dato per ridistribuire la ricchezza ed erogare i servizi.
Siamo favorevoli – almeno per chi ha un ordinario senso civico – nel ritenere corretto che più alto è il reddito prodotto, proporzionale (progressiva, c’è scritto nella Costituzione) deve essere la tassazione?

Da qui allora proviamo ad andare oltre. Riteniamo che i servizi erogati, in questo specifico caso dagli Enti locali, siano adeguati? Coprono i 5 euri quotidiani – di media – che versiamo nella Nostra Cassa pubblica? Se non ci soddisfano, ed a me non soddisfano pienamente, forse dobbiamo lamentarci di questo. Che non è la stessa cosa, è ben tutt’altra cosa, dal sostenere lo “sciopero fiscale”
5 euri al giorno versati nella nostra cassa pubblica non sono buttati – secondo me – se servono a introdurre il biologico in forma massiccia nelle mense scolastiche o a prevedere un Centro cottura intercomunale per questi pasti a basso impatto ambientale, e perché non sperare che con queste il proprio Comune ristrutturi i propri immobili con criteri di bioarchitettura/edilizia, solo per fare degli esempi?

Forse il nocciolo sta proprio qui: insieme dovremmo essere anche coinvolti in maniera partecipativa e responsabile alla costruzione delle decisioni.
E in primis dovremmo chiederci – non se sono alte o basse le tasse ma come vengono spesi – dai nostri Enti Locali – questi nostri 1855 euri l’anno.
Sarebbe fare Comunità, sarebbe anche un buon metodo contro l’Antipolitica oggi fortemente permessa, da molti di noi, a questa Classe politica locale e nazionale.

 

a forza di essere vento